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02 Ottobre 2023

Domicilio digitale, quando la Pec oltre essere obbligatoria diventa indispensabile

Dal 30 novembre la pubblica amministrazione invierà comunicazione solo attraverso PEC. L’OMCeO Milano ricorda le sanzioni per chi non la comincia all’Ordine


Gli iscritti ad un Ordine professionale sono stati i primi ad essere obbligati per legge ad attivare un indirizzo di Posta Elettronica Certificata, la legge è datata 28 gennaio 2009, poi dovettero farlo le aziende ed ora i cittadini, anche se per loro un obbligo legislativo non c’è. 

L’ha ricordato recentemente l’OMCeO di Milano sottolineando come la normativa preveda, per il professionista che non comunica il proprio indirizzo PEC all’Ordine di appartenenza, la diffida ad adempiere entro 30 giorni, trascorsi i quali l’Ordine applica la sanzione della sospensione dell’Iscritto fino all’avvenuta comunicazione dello stesso. 

Molti OMCeO, tra cui quello di Milano, hanno attivato convenzioni per offrire la PEC gratuita ai propri iscritti. 

Se le minacce di sanzioni non hanno convito gli utimi reticenti alla posta certificata, sarà probabilmente la “necessità” ad obbligarli ad attivare un indirizzo PEC e comunicarlo. 
Dal 6 luglio 2023 è possibile ricevere comunicazioni legate a multe, accertamenti, cartelle esattoriali e altro da parte della Pubblica Amministrazione sulla propria Pec invece che per raccomandata (si veda il nostro approfondimento) ma dal 30 novembre prossimo, la PEC sarà l’unico strumento di invio. 

Se i cittadini devono comunicare la propria PEC alla Pubblica Amministrazione attraverso il portale INAD (Indice Nazionale dei Domicili Digitali), i professionisti o le imprese che hanno già comunicato ad Ordini o Camere di commercio il proprio indirizzo PEC, sono stati già registrati d’ufficio, se così non è stato, ci si dovrà registrare.

A questo link è possibile verificare se si è già stati inseriti, altrimenti si dovrà farlo autonomamente per evitare di non ricevere, dal 30 novembre, cartelle esattoriali ed altro ed essere, poi, considerato moroso per il mancato pagamento. 

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