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02 Novembre 2023

Approcci clinici di prevenzione nel management del paziente implantare

Le riabilitazioni protesiche implantari hanno raggiunto livelli di eccellenza per quanto riguarda il ripristino della funzione e dell'estetica del paziente, ma la difficoltà è nel mantenimento a lungo termine della salute del cavo orale

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


In Italia la terapia implantare presenta questi dati impressionanti: 2 milioni di impianti inseriti ogni anno; 8 milioni di pazienti con impianto; 20 milioni di impianti inseriti in Italia.
Questi numeri dimostrano l’evidente fallimento della prevenzione primariadedicata al paziente sano. Le riabilitazioni protesiche implantari hanno raggiunto livelli di eccellenza per quanto riguarda il ripristino della funzione e dell'estetica del paziente, ma la difficoltà è nel mantenimento a lungo termine della salute orale.

L’insuccesso della terapia implantare è caratterizzato dalla presenza di segni visivi d'infiammazione e sanguinamento al sondaggio, mucosite (PIM) e nei casi di perimplantite (PI), perdita di osso di supporto, causata da un management del mantenimento poco efficace. (si veda questo Lavoro scientifico)

Tra gli indici di rischio per la salute dei tessuti del paziente portatore di protesi implantare il controllo del biofilm batterico è sicuramente prioritario, e quindi l’efficace gestione degli stili di vita di igiene domiciliare della persona assistita ed i follow-up per sedute di terapia parodontale non chirurgica, devono  essere considerati aspetti importanti per il successo della terapia implantare. 

Vanno presi in considerazione i vantaggi di una piattaforma digitale per una comunicazione one-to-one che permetta un nuovo linguaggio di cura attraverso la tecnologia, ed una personalizzazione efficace, condivisa e controllata dei follw-up.

La sovrastruttura protesica dell’impianto spesso impedisce un’efficace igiene domiciliare attorno al collo implantare e le terapie meccaniche convenzionali adottate nel trattamento della malattia parodontale hanno i loro limiti per ottenere un buon accesso all’area interessata può essere difficile, ed è per questo che è la tecnologia offre il problem solving agevolando operatore e persona assistita. La scelta delle stesse e di innovativi approcci clinici deve considerare l’importanza del supporto scientifico che assicura la qualità del risultato della terapia. 

La PIID in chirurgia orale può svilupparsi nel primo periodo postoperatorio a causa di una guarigione della ferita alterata (infezione precoce) o dopo il processo di integrazione dell'impianto (infezione tardiva) causa significativa di fallimento dell'impianto dentale più frequente. Gli approcci clinici innovativi di ozonoterapia e di fotodinamica devono essere percepiti coma una considerevole supporto per il successo del mantenimento implantare.

Per la terapia di igiene orale domiciliare la terapia fotodinamica permette di avere un controllo sull’attività batterica e/o sull’infiammazione con agevoli applicazioni.

Prima della applicazione la persona assistita deve sciogliere una compressa di Lumorinse ed eseguire uno sciacquo di 60 secondi.
Successivamente potrà inserire il Lumoral ed attivare la foto-attivazione. Vanno considerati i fattori di rischio individuali per la frequenza d’uso domiciliare, che in caso di uso su paziente a scopo preventivo, verrà utilizzato dal paziente 2 volte la settimana per 10 minuti, in caso di mucosite 1 volta al giorno per 10 minuti, e in caso di perimplantite 2 volte al giorno per 4 settimane con la foto-attivazione di 30 minuti.
I ricercatori finlandesi dell’Università di Helsinki, Dipartimento di Patologia Orale e Maxillo Facciali, e il Dipartimento di Medicina Dentale del Karolinska Institutet, hanno dimostrato quanto la fotodinamica domiciliare possa migliorare lo stato di salute dei tessuti adiacenti l’impianto. (Sul tema si veda questo approfondimento della prof.ssa Nardi)   

L’ozonoterapia con olio di oliva ozonizzato è un altro approccio clinico che da’ la possibilità di una più efficace gestione delle condizioni di eubiosi nel cavo orale delle persone assistite che sono state sottoposte a terapia implantare.

Proprio per le difficoltà di accesso che spesso rendono difficile il controllo del biofim batterico, diventa indispensabile l’uso del collutorio, e tra i nuovi scenari protocollari, l’uso del collutorio all’olio di oliva ozonizzato, grazie alla sua capacità antisettica, antinfiammatoria antiedemigena, anestetica e cicatrizzante, e uno strumento domiciliare che peraltro risulta non essere aggressivo , rispetta l’equilibrio microbiologico del cavo orale ,non è alcolico e non crea discromie sulle superfici dentali e protesico-implantari.  

In caso di trattamento per la perimplantite, sarà possibile, dopo terapia parodontale non chirurgica, inserire nella tasca perimplantare l’olio di oliva evo-ozonizzato Perioral3 (Gemavip), e per l’igiene domiciliare, utilizzare sul sito implantare infiammato il gel domiciliare Ialozon, che può essere usato con spazzolino e scovolino.

La difficoltosa gestione della salute del cavo orale è affidata alla competenza dell’igienista dentale, che deve essere aperta a nuovi approcci clinici con lo scopo di migliori risultati nella terapia di mantenimento.  

 

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