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05 Marzo 2024

Allineatori trasparenti. Chiarello (SUSO) non basta un service, servono competenze

Presidente SUSO che sottolinea: “non è l’allineatore a mettere i denti dritti, ma l’ortodontista” e ricorda le responsabilità di fronte al paziente di chi prende l’impronta ed affida all’azienda la scelta della terapia 


La prevedibilità dello spostamento dentale non sempre si può ottenere con una terapia con allineatori e spesso è sottovalutato dai professionisti con limitata esperienza clinica in ortodonzia.In sintesi sono le conclusioni di uno studio multicentrico, pubblicato sull’International Dental Journal di febbraio 2024, in cui gli autori hanno determinato le conoscenze dei professionisti in tema di allineatori trasparenti. “I risultati della ricerca non mi sorprendono”, dice ad Odontoiatria33 Gianvito Chiarello (nella foto) presidente SUSO.

Per gestire efficacemente un trattamento ortognatodontico con gli allineatori è necessaria una adeguata preparazione sulla fisiologia dell'occlusione e degli spostamenti dentali, sulle caratteristiche fisiche e i princìpi dinamici del materiale che permettono i movimenti dentali, nonché una buona dose di esperienza personale che si realizza in molti anni di attività professionale. Ciò è accaduto per le tecniche tradizionali e avverrà anche per le future innovazioni, dove AI, l'intelligenza artificiale, potrà dare il suo prezioso contributo, ma non potrà mai sostituirsi all'approccio clinico ed empatico dell'ortodontista nei confronti del paziente. Non dimentichiamo che al di là della gestione efficace del trattamento, il vero valore aggiunto è una corretta e calibrata diagnosi, conseguenza di un esame scrupoloso e attento sul paziente da parte del professionista”. 

Per quanto riguarda gli allineatori il presidente Chiarello sottolinea come abbiano indubbiamente “determinato una vera e propria svolta nel trattamento delle malocclusioni ortognatodontiche e sono convinto che svilupperanno ulteriori potenzialità rispetto all'attuale stato dell'arte”.  

Forse il problema nasce da come vengono presentati o meglio da come sono stati percepiti dagli odontoiatri, riflette il presidente SUSO.

I processi standardizzati di acquisizione di dati clinici, produzione e consegna del prodotto, hanno forse sdoganato l'idea che la gestione del caso ortodontico con allineatori possa essere più semplice rispetto alle tecniche tradizionali, legate all'applicazione orale di dispositivi di maggiore complessità. Va invece considerato che il soggetto destinatario del dispositivo ortodontico, sia esso costituito da allineatori piuttosto che da apparecchiature di altro tipo, risponde sempre alle stesse leggi biologiche, funzionali e meccaniche che caratterizzano l'apparato stomatognatico e gli altri apparati contigui e intimamente ad esso connessi, compresi quelli neuromuscolare e scheletrico dell'intero organismo”. 

E per quanto riguarda il precorso formativo, chiediamo?

Se consideriamo il percorso formativo di uno studente di una Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia, gran parte dei tre anni accademici sono dedicati allo studio di queste dinamiche biologiche, grazie alle quali i denti prendono il loro posto nel cavo orale”. 

Quindi serve preparazione, competenza altrimenti si mette a rischio la salute del paziente? 

Una sola funzione fisiologica alterata può modificare sensibilmente la normale posizione e occlusione dentale. Un'apparecchiatura ortodontica determina uno spostamento dei denti che avviene con principi biomeccanici ben precisi, da conoscere e da rispettare, pena il fallimento della terapia o peggio l'insorgenza di patologie iatrogene, come riassorbimenti radicolari o disturbi dell’ATM”.

E poi il ruolo delle aziende, dei service. 

Alcune aziende che producono allineatori continuano a pensare di suddividere i casi ortodontici in semplici e complessi, lasciando questi ultimi agli esperti, affidando tutti gli altri ai neofiti o ai generici in grado di prendere un'impronta con scanner digitale. Non sto qui a dissertare su tutte le possibili cause di un "semplice" affollamento di prima classe, di certo l'industria il problema non se lo pone perché il suo obiettivo è quello di consegnare all'ordinante (medico o paziente che sia) un allineatore che metta i denti dritti, tutto il resto è un problema di chi ha preso l'impronta, specialista, esperto o generico”.



 

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