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14 Marzo 2025

SIdP lancia l’allarme: 4 impianti su 10 sono mal posizionati

Oltre una persona su due ha le gengive troppo sottili e dopo un impianto dentale mal posizionato rischia di ritrovarsi con un "sorriso cavallino"


Sidp cairo

Sui 2,2milioni di impianti inseriti dai dentisti italiani nel 2024, fino a 4 su 10 sono stori o l’intervento non è stato eseguito correttamente.A denunciarlo è la SIdP durante il 22° Congresso Internazionale, in corso a Rimini, dedicato al tema di come curare la malattia parodontale preservando l’estetica, attraverso l’analisi approfondita delle problematiche legate alla gestione della recessione gengivale. 

“Un intervento non ben programmato e gestito aumenta di 14 volte il rischio che le gengive entro poche settimane si ritraggano, scoprendo le radici dentali e alterando il sorriso”, sottolineano gli esperti di SIdP. Secondo quanto rilevato da una indagine condotta dall’osservatorio sul settore dentale dell’istituto di ricerche Key-Stone, solo nel 2024, in Italia, sono stati eseguiti 2,2 milioni di impianti dentali, con un aumento del 20% rispetto al 2019 e una spesa complessiva di 2,3 miliardi di euro. Ma di questi, SidP stima che fino al 40% sia mal posizionato e possa compromettere il sorriso, esponendo troppo le gengive, con effetti estetici negativi. 

“Il sorriso gengivale, o cavallino, è una condizione di nascita per circa il 10-12% delle persone e si definisce tale quando sorridendo si scoprono oltre 3 millimetri di gengiva. Ma ci si può ritrovare con un sorriso diverso anche dopo un impianto dentale”, osserva Francesco Cairo, presidente SIdP. “Circa il 60% delle persone ha infatti gengive costituzionalmente sottili, un tratto anatomico che le rende più a rischio di recessione se si è sottoposti a un impianto dentale non ben progettato”.  

“In queste persone –continua il presidente SIdP- un impianto posizionato male aumenta di 14 volte la probabilità di avere poi un sorriso cavallino, con radici dentali molto scoperte”.“Un impianto troppo inclinato, in caso di gengive sottili -spiega Cairo alla stampa-, comporta la recessione delle gengive stesse: per ogni errore di posizionamento di 10 gradi, per esempio, aumenta il rischio che la gengiva si ritragga di 0.25 millimetri.  


“L’antidoto però esiste – rassicura -, basta rivolgersi a parodontologi esperti: attraverso un’accurata progettazione tridimensionale del posizionamento dell’impianto con Rx o Tac 3D il rischio di inserirlo ‘storto’ si azzera e con questo anche la probabilità di avere un problema estetico dopo. Soprattutto nei casi in cui l’impianto deve essere inserito in un’area visibile ed esteticamente rilevante, è molto importante che ci sia un’attenta valutazione dello spessore dei tessuti molli e dei tessuti duri attraverso Tac e scansioni digitali, così da valutarne accuratamente tutti i dettagli per evitare che uno spessore troppo sottile possa avere ripercussioni negative sull’esito dell’intervento. Infine, nei casi più difficili in cui le gengive sono sottili e l’impianto potrebbe effettivamente comportare modifiche del sorriso nonostante tutte le precauzioni e cautele, si può optare per l’utilizzo di specifici biomateriali e per innesti gengivali, in cui il tessuto mancante viene ricostruito prelevando piccoli lembi di tessuto molle dal palato e innestandoli nelle aree che necessitano di trattamento, dando luogo alla graduale formazione di un nuovo strato di gengiva. In questo modo non si interferisce con l’estetica del sorriso, che anzi risulta migliorato”.    


Photo Credit: Facebook



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