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09 Dicembre 2013

Il 47° Rapporto sulla situazione sociale del Paese conferma che gli italiani si rivolgono al dentista privato

Anche il caro ticket tra le cause

Che gli italiani si rivolgono ai dentisti privati per le cure non è certo una notizia, diverso se si apprende che alcuni di loro lo ha fatto perché il ticket che avrebbero dovuto pagare in una struttura pubblica costa più della parcella del privato.

Ad indicarlo è il Censis nel 47° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2013 in cui tra i tanti dati presentati analizza anche lo stato di salute del welfare italiano. E proprio scorrendo questi dati scopriamo che il 27% degli intervistati dichiara che gli è capitato di dover pagare un ticket su una prestazione sanitaria superiore al costo che avrebbe sostenuto se avesse acquistato la prestazione nel privato pagando il costo per intero di tasca propria.

Ma quali sono state le prestazioni per cui i cittadini hanno preferito pagare il privato piuttosto che il ticket nel pubblico?

Le prestazioni odontoiatriche, con quasi il 90% dei cittadini che ha scelto il privato per ottenere una estrazione semplice con anestesia; una vista ginecologica (57%); la riabilitazione motoria in motuleso semplice (36%); le visite ortopediche (34,4%) (tab. 7). In generale ha fatto ricorso all'intramoenia il 30,7% degli intervistati per la riabilitazione motoria in motuleso semplice, il 14,7% per una ecografia all'addome completo. Il 38% degli italiani ha aumentato negli ultimi anni il ricorso al privato per la riabilitazione motoria, oltre il 35% per la colonscopia, il 34% per le visite ortopediche; per l'intramoenia invece il 23,3% degli intervistati ha aumentato il ricorso per la riabilitazione motoria, oltre il 17% per l'ecografia all'addome completo, il 16,7% per le visite ortopediche.
"L'effetto netto commenta il Censis-  è il costituirsi nella percezione dei cittadini di un welfare essenziale che offre una serie di prestazioni di base lasciando al cittadino il compito di trovarsi e pagarsi il resto".

Infatti dai dati presentati il 41,2% degli italiani ritiene che il Servizio Sanitario Nazionale offre le prestazioni essenziali mentre le altre vanno pagate di tasca propria, il 14% reputa insufficiente la copertura per sé e la propria famiglia, mentre il 45% ritiene che la copertura sia sufficiente. Inoltre, gli italiani giudicano negativamente le manovre di finanza pubblica sulla sanità, non solo perché hanno tagliato i servizi e ridotto la qualità (61%), o perché hanno accentuato le differenze di copertura tra regioni, ceti sociali (73%), ma perché hanno puntato troppo sui tagli e poco sulla ricerca di nuove fonti di finanziamento, dai fondi sanitari alle polizze malattie (67%).

 
 

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