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21 Febbraio 2014

Lauree facili all'estero, Conte (Fnomceo): fenomeno preoccupante


Il fenomeno delle iscrizioni in massa di ragazzi italiani ad alcune università straniere per frequentare facoltà medico-sanitarie "è preoccupante, perché non permette di mantenere sotto controllo gli standard di formazione". Lo sottolinea a Doctor33 Luigi Conte, segretario generale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici commentando un'interrogazione parlamentare recentemente presentata sul tema.

"Il nostro sforzo" spiega "è di avere professionisti di una certa caratura per cui fughe di questo tipo non aiutano". I numeri spiegano il peso del fenomeno. "All'Università di Arad in Romania ci sono stati 266 connazionali iscritti a Medicina e 320 a odontoiatria. Poi c'è l'Università Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana dove, in virtù della convenzione con un'Università romana (quella di Tor vergata n.d.r.) si sono rivolti molti studenti che non avevano superato i test d'ingresso in Italia". Studenti che poi tornano in Italia abilitati alla professione.

"E qui sta il problema" sottolinea Conte "visto che si tratta di Paesi che non  hanno livelli formativi elevati o che comunque non condividono la nostra impostazione. La Romania, del resto, è comunitaria mentre nel caso dell'Albania è la convenzione con l'Università romana ad abilitare i neolaureati sul nostro territorio".
Un fenomeno che si può arginare?

"La chiave è a livello europeo" spiega Conte sulla linea della CAO nazionale. "Serve un intervento per uniformare e aumentare le verifiche nell'accesso. A livello ministeriale" conclude "bisogna definire delle verifiche non solo di possesso del titolo ma anche un vero e proprio esame al quale sottoporre i giovani laureati all'estero".

Marco Malagutti

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