Team non si nasce ma si diventa progressivamente, lungo un percorso consapevole, in cui ci si relaziona all'interno di un clima in adattamento e autentico, cioè tra una modalità relazionale difensiva e talvolta conflittuale, e una modalità vera, emotiva che si riflette poi nella relazione con il paziente.
Ritengo importante che all'interno del Team odontoiatrico, pur consapevoli dell'asimmetria dei propri ruoli, non si inneschi una situazione competitiva del tipo "se vinco io perdi tu" oppure "se vinci tu perdo io", ma si generi una modalità di apertura nella quale "si può vincere insieme".
Nel corso delle mie consulenze negli studi odontoiatrici, mi è capitato di assistere a situazioni in cui prevaleva una relazione competitiva che ha portato, nel tempo, a mettere in atto atteggiamenti difensivi di chiusura, di non cooperazione, di rifiuto di ascoltare il collega e riconoscerlo nel suo ruolo. E tali dinamiche hanno portato ad un malessere generalizzato, alla demotivazione nello svolgere il proprio ruolo di Assistente o di Medico, fino ad arrivare ad una forma di individualismo in cui non ci si sente più parte del gruppo di lavoro.
Non possiamo sottovalutare la presenza, in ogni membro del team, di un bisogno di attaccamento (Bowlby) che può manifestarsi attraverso il bisogno di appartenenza, che genera quello stato di benessere che si riflette sul paziente e lo stimola ad entrare a far parte del Team odontoiatrico.
Alla luce della mia esperienza nel settore, alcuni elementi fondamentali per realizzare un efficace clima integrato sono:
Consapevolezza del proprio Se professionale distinto ma profondamente legato a quello personale: ciò significa divenire consapevoli del proprio modo di comunicare, dei propri punti di forza e di debolezza sia come persona che come professionista, e mettersi a confronto con l'intero Team attraverso una serie di incontri periodici che non parlano solo degli obiettivi a medio-lungo termine dello studio, ma raccontano anche delle persone che vi fanno parte e che hanno dato vita a quello studio. In tali contesti le persone parlano dei propri bisogni, delle emozioni, delle aspettative e dei loro desideri affinché tale scambio condiviso divenga specchio del pensiero, dell'azione e dell'emozione reciproca.
Sviluppo dell'autoriflessione consapevole: si tratta di ampliare il proprio sguardo per accrescere le proprie capacità di essere presenti a se stessi e ai colleghi con i quali si interagisce assumendosi le proprie responsabilità nel comunicare (condividere) e relazionarsi con gli altri nel rispetto e nella fiducia di portare avanti degli obiettivi comuni che permettono di svolgere quotidianamente il lavoro in team. Questo significa che sia i medici che le assistenti possono darsi il permesso di "sostare" anche nelle situazioni di conflitto per aprirsi al cambiamento e quindi uscire da schemi ripetitivi e limitanti che impediscono di sviluppare il proprio potenziale e di dare un'immagine positiva dello studio. Pertanto apprendere a distanziarsi dal conflitto significa mettersi in discussione come individuo all'interno del proprio ruolo, e confrontarsi all'interno del team come gruppo che collabora in modo cooperativo per raggiungere un obiettivo comune: il benessere del proprio lavoro nella quotidianità e la reciproca soddisfazione del paziente quale elemento portante del team.
Potenziamento della capacita di comunicare apprezzamento al Team: "qualsiasi azione che comporti il riconoscimento di una persona, soddisfa la sua fame di carezze...e quel messaggio è teso a sottolineare l'okness della persona" (C.Moiso; M.Novellino). Molte dinamiche conflittuali all'interno del team si innescano o si alimentano in seguito alla carenza di riconoscimenti (alla persona/ruolo, a cosa fa) e questo può essere evitato aumentando la quantità di riconoscimenti reciproci con chi lavoriamo fianco a fianco.
E' pertanto utile creare più momenti di condivisione in cui esprimere il proprio apprezzamento per gli altri, riconoscendo le proprie ed altrui qualità.
Invece mi è capitato spesso di assistere a dinamiche in cui le svalutazioni prendono il posto dei riconoscimenti, generando incomprensioni e malumori che sono assai contagiosi nel clima dello studio.
Acquisire consapevolezza del proprio ruolo, considerando la distinzione tra ruolo e persona poiché molte comunicazioni disfunzionali nascono e si amplificano proprio nel momento in cui ruolo e persona si confondono. A conferma che esiste una "distanza di ruolo" (Goffman) in cui la persona e in questo caso il Medico o l'Assistente sono anche altro rispetto al ruolo interpretato. Tale distinzione può essere funzionale al buon andamento della relazione nel team perché consente di mantenere la stima della persona rispetto alle attese verso il suo ruolo.
A cura di: Francesca Cancellada: psicologa profonda conoscitrice del lavoro nel Team dentale
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