"Ma non ci sarà nessun taglio alle prestazioni odontoiatriche, verrà ridotta ulteriormente la popolazione che potrà effettuare le cure a carico del SSN".
A dirlo ad Odontoaitria33 un dirigente medico-odontoiatra di un'ASL piemontese che vuole restare anonimo. "Saranno sempre meno quelli che potranno curarsi nei nostri ambulatori, di fatto vengono esclusi tutti i pazienti che oggi pagano il ticket. Il lato positivo è che si ridurranno i tempi di attesa per chi potrà accedere alle cure".
Non sono tagli ma una riorganizzazione del sistema per evitare gli sprechi si è affrettata a commentare il Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin all'indomani delle anticipazioni (e delle polemiche) sul Decreto che ha come obiettivo quello di fare risparmiare ai conti pubblici 13 miliardi di euro in 3-4 anni.
Le novità in tema di prestazioni odontoiatriche
Ricordando che le decisioni in tema di SSN spettano alle Regioni, seguendo le linee di indirizzo dettate dal Governo in tema di Lea, i nuovi criteri di erogazione delle prestazioni odontoiatriche prevedono in linea generale per tutti i cittadini la possibilità di effettuare visite preventive, accesso alle cure per determinate tipologie di urgenze, l'accesso a programmi di tutela della salute odontoiatrica nell'età evolutiva e per determinate categorie di soggetti in condizione di particolare vulnerabilità anche cure e protesi.
Per tutti i soggetti in età evolutiva (0-14 anni) si dovrà garantire le prestazioni finalizzate al monitoraggio della carie, quindi la sola visita, mentre per quelli con particolare vulnerabilità sociale e sanitaria anche estrazioni, chirurgia parodontale, chirurgia orale ricostruttiva, ablazione del tartaro, incappucciamento indiretto della polpa, trattamenti ortodontici limitatamente ai minori con patologie ortognatodontiche a maggior rischio (grado 5° dell'indice IOTN).
Per gli adulti, le cure odontoiatriche erogate a carico del SSN saranno destinate ai soli pazienti con vulnerabilità sociale e sanitaria. Novità rispetto ai vecchi Lea è che vengono indicati le categorie di pazienti a cui garantire le cure.
Per vulnerabilità sanitaria, si legge nel decreto, vale a dire "le malattie o le condizioni per le quali sono necessarie cure odontoiatriche, possono essere adottati due differenti criteri:
• il primo criterio (criterio "ascendente") prende in considerazione le malattie e le condizioni alle quali sono frequentemente o sempre associate complicanze di natura odontoiatrica (ad esempio: labiopalatoschisi e altre malformazioni congenite, alcune malattie rare, tossicodipendenza, ecc.)
• il secondo criterio (criterio "discendente") prende in considerazione le malattie e le condizioni nelle quali le condizioni di salute potrebbero risultare aggravate o pregiudicate da patologie.
Devono comunque essere consideratipazienti con vulnerabilità sanitaria:
1) pazienti in attesa di trapianto e post- trapianto (escluso trapianto di cornea);
2) pazienti con stati di immunodeficienza grave;
3) pazienti con cardiopatie congenite cianogene;
4) pazienti con patologie oncologiche ed ematologiche in età evolutiva e adulta in trattamento
con radioterapia o chemioterapia o comunque a rischio di severe complicanze infettive;
5) pazienti con emofilia grave o altre gravi patologie dell'emocoagulazione congenite, acquisite o iatrogene.
I soggetti affetti da altre patologie o condizioni alle quali sono frequentemente o sempre associate complicanze di natura odontoiatrica (criterio "ascendente"), potranno accedere alle cure odontoiatriche solo se la condizione patologica stessa risulta associata ad una concomitante condizione di vulnerabilità sociale.
Per vulnerabilità sociale si intende "quella condizione di svantaggio sociale ed economico, correlata di norma a condizioni di marginalità e/o esclusione sociale, che impedisce di fatto l'accesso alle cure odontoiatriche oltre che per una scarsa sensibilità ai problemi di prevenzione e cura, anche e soprattutto per gli elevati costi da sostenere presso le strutture odontoiatriche private".
Ai soggetti in condizioni di vulnerabilità sociale devono essere almeno garantite:
1) visita odontoiatrica
2) estrazioni dentarie
3) otturazioni e terapie canalari
4) ablazione del tartaro
5) applicazione di protesi rimavi bili (escluso il manufatto protesico)
6) applicazione di apparecchi ortodontici ai soggetti 0-14 anni con indice IOTN =5 (escluso il costo del manufatto)
7) apicificazione ai soggetti 0-14 anni
Ad individuare, nello specifico, i desinari di queste tipologie di cure saranno però le Regioni che dovranno indicare il reddito ISEE sotto il quale considerare un soggetto in condizioni di vulnerabilità sociale.
A tutti gli altri soggetti dovrà essere garantita la visita odontoiatrica, anche al fine della diagnosi precoce di patologie neoplastiche del cavo orale ed il trattamento immediato delle urgenze odontostomatologiche (con accesso diretto): per il trattamento delle infezioni acute, emorragie, dolore acuto, (compresa pulpotomia, molaggio di irregolarità smalto-dentinali conseguente a frattura). Ovviamente starà al dentista che opera nella struttura pubblica a dover stabilire se il soggetto rientra nelle urgenze oppure no.
Secondo queste linee generali indicate dal Governo, di fatto viene chiesto alle Regioni di ridurre la popolazione che ha accesso alle prestazioni odontoiatriche gratuite. Ma sappiamo bene che le Regioni avranno comunque la possibilità, se riterranno opportuno destinare fondi a questo, di indicare le modalità di accesso per altre tipologie di popolazione: quindi introducendo, come già oggi, per i pazienti extra Lea la possibilità di accedere a determinate prestazioni dietro il pagamento di un ticket oppure secondo tariffe definite.
Norberto Maccagno
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