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14 Aprile 2022

Covid, i purificatori d’aria possono frenare i contagi dell’80%

Le conclusioni da una ricerca condotta dal San Raffaele. Prof. Gherlone: “Ottimi risultati. Pratiche più sicure per operatori e pazienti”


Aerosol anche di goccioline di saliva nell’aria ridotto di oltre l’80% durante gli interventi di chirurgia orale. È la principale evidenza a cui è giunto lo studio condotto dal dipartimento di Odontoiatria del San Raffaele di Milano e dall’Università Vita - Salute San Raffaele sull’impiego di purificatori di ultima generazione in ambiente odontoiatrico. 

Per la ricerca, realizzata su incarico del professor Enrico Gherlone, primario del reparto e rettore dell’Ateneo, nell’ambito dello sviluppo di un nuovo protocollo di sicurezza ministeriale per il contrasto alla pandemia da Covid 19 durante le sedute in poltrona, sono stati utilizzati purificatori professionali Innoliving, azienda italiana attiva nel settore healtcare. “Lo studio - afferma il professor Gherlone – ha dato ottimi risultati e ha rivelato come l’utilizzo di questo tipo di attrezzature permetta di ridurre in modo significativo la contaminazione particellare e microbiologica del laboratorio odontoiatrico, senza generare rumori dannosi. I test sono stati effettuati con riferimento al rapporto tra la diffusione del Covid 19 e i droplets, ampiamente prodotti durante le pratiche cliniche, ma l’impiego di dispositivi per la purificazione dell’aria resta un utilissimo supporto alla nostra attività anche a pandemia finita. Tutto ciò ci conforta e rende più tranquilli operatori e pazienti”. 

L’Istituto ha misurato la dispersione dei droplets, emessi durante le procedure odontoiatriche che restano a lungo sospesi nell’aria e potenziali vettori di infezione, nella zona del campo operatorio. Le rilevazioni sono state effettuate, in collaborazione con il laboratorio di microbiologia, prima e dopo l’accensione di un purificatore della linea AirPro con filtro HEPA 14, posizionato a una distanza di 50 centimetri dalla poltrona, ed hanno riguardato 80 procedure cliniche suddivise in due gruppi, di cui 40 appartenenti alla fascia ad alto rischio (igiene orale) e 40 al range di rischio medio (chirurgia orale). In tutte le pratiche odontoiatriche testate, lo studio ha documentato la capacità dei macchinari di filtrare particelle ultrasottili (di diametro inferiore al Coronavirus) e quindi di limitare sensibilmente la diffusione virale. Riscontrata, inoltre, una importante riduzione della carica microbiologica compresa tra il 63% e il 67%. 

Lo studio dimostra come l’impiego di purificatori di ultima generazione – commenta Danilo Falappa (nella foto), direttore generale di Innoliving - offra un supporto importante alla pratica clinica.  I dati della ricerca, a cui abbiamo contribuito con le nostre tecnologie ad altissima capacità di filtraggio, sono straordinari considerato l’ambiente circoscritto e a rischio medio – alto di trasmissione a cui fanno riferimento. Va precisato che questo prezioso lavoro dei ricercatori del San Raffaele riguarda la gestione dell’aerosol in ambienti odontoiatrici, mentre la capacità dei nostri dispositivi di ridurre tutte le particelle presenti nell’aria in ambienti chiusi è ancora più elevata e raggiunge il 99,995%”.  I dispositivi Innoliving sono stati progettati con impiego avanzato del digitale, che consente il controllo da remoto e una gestione intelligente in base alla diversa qualità dell’aria degli ambienti. Sono attualmente in dotazione in ambienti sanitari e ospedalieri, scuole e luoghi di lavoro.  

A cura di: Ufficio Stampa 

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