Introduzione
La pneumatizzazione del seno mascellare, come conseguenza della perdita di denti, riduce l altezza della cresta ossea disponibile, con conseguente difficoltà nell ottenimento di una stabilizzazione primaria nella riabilitazione implantare.
Molte tecniche, descritte in letteratura, permettono di affrontare tale situazione: short implants, impianti zigomatici, pterigoidei, tecnica del grande rialzo (approccio laterale), tecnica del piccolo rialzo (approccio crestale).
La perforazione della membrana può essere una comune complicanza del grande o del piccolo rialzo del seno mascellare. Lo scopo di questo studio retrospettivo era quello di valutare una eventuale associazione tra il grande rialzo ed il piccolo rialzo, con lo spessore della membrana e la percentuale di rischio di perforazione della stessa. Gli Autori hanno analizzato 200 pazienti (103 uomini e 97 donne), che erano stati sottoposti a CBCT (TAC Cone Beam) per lo studio del caso, sia che si trattasse di un grande rialzo che di un piccolo rialzo.
Boyne and James 4 descrissero la procedura, che era stata in origine sviluppata da Tatoom.
Negli anni molte modifiche sono state applicate alla tecnica originale, includendo l approccio laterale di di Boyne and James e una alternativa meno invasiva che sollevando la membrana del seno con simultaneo innesto di materiale e immediato posizionamento degli impianti dentali.
Molte classificazioni sono state realizzate per aiutare il clinico a decidere la tecnica piu appropriata per ciascun caso. In generale il rialzo del seno è indicata quando la distanza dal pavimento al margine della cresta alveolare è inferiore a 8-10mm. Nel 1987 Misch raccomandò un approccio sistematico basato sull altezza della cresta ossea residua. Quando essa è inferiore a 5mm, consiglia l approccio laterale, in caso contrario quello per via crestale, con il posizionamento Implantare in simultanea all intervento oppure differita a 4-6 mesi dallo stesso.
Un rischio legato al rialzo del seno è quello della sua perforazione dela membrana. Diverse sono le variabili che possono influenzare il rischio di perforazioni della membrana, come la presenza di setti,le condizioni anatomiche, la morfologia del seno mascellare e le scelte dell operatore.
È importante poter determinare il rischio di perforazione della membrana in fare preoperatoria.
Lo scopo del nostro studio retrospettivo era quello di descrivere una classificazione dello spessore della membrana del seno, analizzando con attenzione le immagini delle TAC Cone Beam e capire se esisteva una associazione tra lo spessore della membrana (fig 1), la tecnica di approccio scelta (laterale o crestale) ed il numero di perforazioni che si erano verificate in fase chirurgica.
Dalle analisi delle 200 CBCT, sono stati classificati 4 tipi di membrane. Sono stati documentati i tipi di approcci per ogni intervento e registate le eventuali perforazioni avvenute in sede di intervento chirurgico.
Materiali e metodi
Sono state analizzate 200 CBCT al fine di poter eseguire la pianificazione chirurgica implantare, sia essa per approccio crestale che laterale. Le 200 CBCT sono state studiate e lo spessore della membrana, valutata in tre punti diversi della cavità del seno, è stato registrato.
Al termine di ciascun intervento l'eventuale perforazione della membrana è stato registrato.
É stato così possibile raggruppare i vari spessori della membrana in 4 tipi diversi e poi sono state associate le eventuali lacerazioni registrate al termine degli interventi.
Risultati e conclusioni
Sulla base dei risultati statistici ottenuti si evince che uno spessore della membrana di Schneiderian compreso tra 0 e 2mm presenta un più alto rischio di perforazione indipendentemente dal tipo di approccio chirurgico usato.
Sintesi del Lavoro originale a cura degli Autori. Lavoro originale a questo link
BIBLIOGRAFIA
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