HOME - Chirurgia Orale
 
 
22 Settembre 2008

Radioprotezione: negli Stati Uniti ci vanno con i piedi di piombo

di Renato Torlaschi


Le radiografie sono ormai entrate stabilmente nella pratica odontoiatrica e ben pochi dubbi sono stati finora sollevati sulla loro possibile pericolosità, in termini di azione mutagena.
Ora però entra in argomento Jada, la principale rivista di settore degli Stati Uniti, che nel numero di settembre presenta i risultati di una accurata sperimentazione condotta da John B. Ludlow e Laura E. Davies-Ludlow, ricercatori presso la facoltà di odontoiatria della University of North Carolina e da Stuart C. White, professore alla University of California.
Gli autori si sono posti l’obiettivo di valutare nel modo più preciso possibile i rischi in cui può incorrere il paziente nel sottoporsi alle radiografie che vengono normalmente effettuate al cavo orale: diciamo subito che i risultati, pur lontanissimi dal giustificare qualsiasi tipo di allarmismo, evidenziano tuttavia che il problema esiste e suggeriscono l’adozione di alcune misure cautelative tese a minimizzare qualsiasi impatto negativo.
A rimuovere le preoccupazioni in merito aveva probabilmente contribuito la pubblicazione di stime rassicuranti sulla radiosensitività dei tessuti - inclusi quelli della regione maxillo-facciale - a cura dell’International Commission on Radiological Protection (ICRP): era però il 1990 e lo scorso anno l’istituto ha emesso nuove raccomandazioni sulla base delle maggiori conoscenze scientifiche accumulate durante quasi un ventennio in biologia e in fisica di esposizione alle radiazioni.
Già da tempo, per affrontare il difficile compito di calcolare quello che dopo tutto è solo un rischio statistico, gli studiosi hanno messo a punto diverse unità di misura, tra cui la dose effettiva.
Collegata alla probabilità dei danni determinati dall’esposizione a radiazioni ionizzanti a basso dosaggio, la dose effettiva si ottiene dalla somma pesata delle diverse sensibilità caratteristiche di ogni tessuto. Rispetto a quelle del 1990, le stime della ICRP hanno rivisto i parametri attraverso i quali ciascun tessuto contribuisce alla dose effettiva totale: i tessuti cerebrali, per esempio, vengono ad assumere un peso maggiore, le gonadi un peso minore, mentre le ghiandole salivari e le mucose orali…
Beh, nei documenti del 1990 non venivano proprio prese in considerazione! Da questo nuovo stato di cose, gli studiosi americani hanno preso le mosse per il loro lavoro.
Con l’ausilio di una ditta specialistica (Rando, The Phantom Laboratory a Salem, nello stato di New York), hanno realizzato un fantoccio che riproduceva una testa di uomo adulto in tessuto equivalente, in grado di fornire una simulazione attendibile di un paziente sottoposto ai più comuni tipi di esami radiografici.Applicati in varie posizioni della testa e del collo dei chip TLD (thermoluminescent dosimeter - dosimetri a termoluminescenza) hanno potuto misurare la distribuzione delle dosi di radiazione assorbita.
Per ciascuna delle tecniche radiografiche considerate gli autori hanno effettuato dieci misurazioni, in modo da ottenere risultati più affidabili e hanno confrontato le dosi effettive ottenute sulla base delle raccomandazioni della ICRP del 1990 e su quelle del 2007. Si è riscontrato un generalizzato e spesso considerevole aumento della valutazione del rischio, con percentuali variabili dal 32 fino al 422 per cento. A partire dalla dose effettiva è possibile calcolare un ulteriore indice che esprime il danno complessivo subito dalla popolazione esposta e dai suoi discendenti, in termini di probabilità di contrarre tumori, di durata media della vita e di difetti ereditari trasmessi geneticamente.
Applicando un opportuno coefficiente di rischio si ha una percezione immediata della pericolosità dell’esposizione alle radiazioni. Il danno da radiazione conseguente alle radiografie ai denti è stata calcolato utilizzando coefficienti prudenziali, eppure i valori sono risultati superiori rispetto alle stime del ’90. Bisogna dire che si tratta comunque di livelli molto bassi e c’è soprattutto grande incertezza nell’effettuare calcoli su radiazioni di parecchio inferiori a un Sievert.
Non è possibile stimare un rischio specifico a dosi tanto ridotte, secondo la commissione ICRP. Ludlow e colleghi, da parte loro, riconoscono che “se esiste una soglia di pericolosità, il rischio attualmente attribuibile a una radiografia dentale è molto al di sotto, se non addirittura nullo. Tuttavia, i dati calcolati sulla base delle nuove stime ci spingono a prendere in considerazione tutte quelle precauzioni che possono ridurre le esposizioni non necessarie.”
È anche la posizione dell’American Dental Association, che propone mezzi semplici ed efficaci per un sostanziale abbattimento delle radiazioni. Esistono tre raccomandazioni principali che - sostiene Jada - porterebbero a ridurre i rischi di mortalità di dieci volte: da oltre il venti per milione a due. Prima di tutto, allo scopo di diminuire i tempi di esposizione, gli odontoiatri non dovrebbero usare pellicole con rapidità inferiore a Espeed; vengono consigliate pellicole F-speed, sistemi a Ccd (Charge Coupled Device) e lastre Psp ai fofori foto-stimolabili.
La seconda indicazione è di utilizzare apparecchiature che forniscono collimazione rettangolare, ottenendo la massima riduzione della dose e la soppressione di artefatti radiografici. Infine bisognerebbe ricorrere agli esami radiografici solo dopo un attenta visita che chiarisca quali sono le reali necessità del paziente.
Non si tratta quindi di mettere in discussione l’utilizzo di una metodologia indispensabile nell’odontoiatria di oggi, ma di prestare attenzione ad alcuni accorgimenti che, come sottolineano gli autori dello studio, servirebbero a mettere in pratica la fondamentale esortazione di Ippocrate: “prima di tutto, non provocare danni”.

GdO 2008; 12

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Conoscere i potenziali fattori di rischio come il pH salivare o la velocità del flusso e la loro dinamica potrebbe essere rilevante per monitorare l'usura dei denti e intervenire...

di Lara Figini


Scopo della presente revisione è quello di identificare le manifestazioni cliniche specifiche e i potenziali fattori di rischio associati alla comparsa di una VRF nei denti...

di Lara Figini


Si celebra oggi la Giornata mondiale contro il fumo. Molte le correlazioni dannose che interessano la salute orale tra cui la sopravvivenza dell'impianto. Una revisione della letteratura ha...

di Lara Figini


In una revisione sistematica, pubblicata sull’International Journal of Implant Dentistry, gli autori hanno voluto fornire un aggiornamento sulla letteratura attuale circa gli effetti...

di Lara Figini


chirurgia-orale     12 Novembre 2008

Irradiare con cautela

Soppesare rischi e benefici di ciascun trattamento è compito quotidiano per gli odontoiatri, e questo spesso vale anche per gli interventi più piccoli o quelli di routine: un esempio di ciò è la...


Il colpo di frusta, pur non coinvolgendo apparentemente il cavo orale, può davvero comprometterne la funzionalità: una persona su tre riporta disturbi o disfunzioni localizzate nelle articolazioni...


Le tecniche laser ad alta tecnologia stanno per avere un nuovo destino nell’ambito dell’odontoiatria. Si sono dimostrate efficaci anche nell’eliminare i batteri che si trovano nei canali...


La malattia di Alzheimer, una forma di demenza progressiva scoperta all’inizio del secolo scorso dal neurologo tedesco Alois Alzheimer, è sempre più diffusa a livello mondiale. Se pensiamo alla...


Ben prima dello sviluppo delle tecnologie informatiche ed elettroniche, l’odontoiatria si è confrontata con la necessità di disporre di modelli tridimensionali. Oggi, in quest’ambito, i sistemi...


La radiografia digitale ha consentito di fare un vero salto di qualità nell’acquisizione di immagini, nella diagnosi e nella documentazione clinica; inoltre, la dose assorbita dal paziente è...


Non v’è dubbio che la digitalizzazione delle immagini sia la vera novità nel campo della diagnostica odontoiatrica di base. “Questo però comporta, o comporterebbe - come dice Paolo...


Altri Articoli

Ancora per questo fine settimana la mostra fotografica “5.000 lire per un sorriso”. Mello (CAO Torino): un sorriso naturale di sano benessere che purtroppo molti danno per...


Le celebrazioni a Torino in occasione di una giornata di approfondimento scientifico. Sanna: “Ci sono momenti in cui fermarsi non significa rallentare, ma dare forma e senso al cammino fatto”


La CCEPS, conferma la sanzione all’odontoiatra che non motiva la mancata assenza alla convocazione da parte del suo Ordine


A votarlo il 53% dei Delegati. Una presidenza nel segno della continuità che si apre nel segno del dialogo, per ricucire le tensioni nate in campagna elettorale, puntando alla coesione interna


Dal laboratorio IDI RDL nasce la linea premium di finalizzazione protesica, firmata dai maestri odontotecnici


Musella: auspico un futuro di collaborazione sempre più costruttiva e concreta tra le due organizzazioni sindacali per il bene della professione


Meglio Medicina e Veterinaria che coprono quasi tutti i posti. Ottolenghi: il dato positivo è aver potuto costituire fin da subito le classi, senza attendere i ritardi dovuti agli scorrimenti


Dalla 79ª edizione del Festival di Cannes, la prof.ssa Nardi osserva un cambiamento di tendenza verso la naturalezza imperfetta del sorriso dello star system, sottolineando che spesso il sorriso...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Monaco (FNOMCeO): ogni ora di formazione su simulazioni di processi con IA rilascerà 3 crediti ECM. A breve un corso FAD gratuito sull’Intelligenza Artificiale per medici e odontoiatri


Una ricerca ha analizzato come le procedure estetiche dentali minimamente invasive incidano su soddisfazione, qualità della vita orale e dimensioni psicologiche dei pazienti, includendo anche il...


CNA ha ribadito che non c’è alcuna richiesta di sovrapposizione con l’atto clinico dell’odontoiatra, ma la categoria necessita un riconoscimento coerente del ruolo tecnico...


A chiederlo ai ministeri competenti l’AIO Torino Cuneo che vuole in particolare chiarire se l’eventuale obbligo interessa anche agli studi mono professionali o associati


Al via, domani 22 maggio, il 64° Congresso Scientifico ANDI nell’anno dell’80° anniversario


Il tema del Convegno promosso da COI-AIOG  SIOCMF e AISO in Expodental Meeting che conferma il ruolo della Società scientifica nell’aggiornamento professionale


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi