Soppesare rischi e benefici di ciascun trattamento è compito quotidiano per gli odontoiatri, e questo spesso vale anche per gli interventi più piccoli o quelli di routine: un esempio di ciò è la decisione di sottoporre il paziente a una radiografia.
In un recente studio pubblicato dal Journal of the American Dental Association i ricercatori ricordano infatti a tutti gli odontoiatri che esporre il paziente alle radiazioni comporta un rischio di entità attualmente non definibile in modo esatto e che, proprio per questo motivo, è necessario sia ricorrere alla radiografia solo se necessario, sia utilizzare gli strumenti oggi disponibili per ridurre il più possibile l’esposizione anzi, escludevano alcuni dei tessuti maggiormente radiosensibili; ora invece le stime includono per la prima volta anche le ghiandole salivari, la mucosa orale, i linfonodi e i tessuti delle vie aeree extratoraciche che, come è stato provato, sono tra i tessuti che a causa della loro struttura assorbono le dosi maggiori di radiazioni.”
È stata proprio l’inclusione di queste parti della regione maxillofacciale a mutare le stime e ad alzare il livello di rischio della radiografia della struttura dentale, che ora è considerato essere il 32-42 per cento superiore rispetto a quanto stimato nelle linee guida del 1990. “Questo risultato, per quanto proponga un range molto ampio, ci indica comunque che il rischio legato all’irradiazione di questa parte del corpo è maggiore rispetto a quanto si pensasse, e che questo tipo di radiografia va dunque prescritta con maggiore cautela e, quando necessario, va eseguita nella massima sicurezza possibile” prosegue il docente.
“A questo proposito ci sono oggi tecnologie che ogni odontoiatra può utilizzare per ridurre al minimo l’esposizione dei pazienti: le pellicole con rapidità Espeed o superiore e le apparecchiature radiografiche che forniscono collimazione rettangolare sono per così dire gli ‘standard’ oggi consigliati per ridurre il più possibile il rischio per i pazienti. Al di là della scelta della strumentazione radiografica migliore, poi, rimane naturalmente tra i compiti dell’odontoiatra l’attenta valutazione dei costi e dei benefici: sapendo che non conosciamo attualmente quale sia la dose di radiazioni al di sotto della quale il paziente non corre alcun rischio, riteniamo corretto ricordare agli odontoiatri che la necessità di eseguire una radiografia va valutata in reazione agli specifici bisogni di ciascun paziente e consigliata nei casi in cui il beneficio che egli ne trarrà sia sicuramente superiore al rischio, seppur minimo, a cui si sottopone”.
GdO 2008; 14
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