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09 Gennaio 2018

Incidenza delle fenestrazioni ossee naturali non iatrogene nella popolazione italiana

di Lara Figini


Difetti ossei come la deiscenza e le fenestrazioni possono essere naturalmente comuni nella dentizione naturale, e si riscontrano più frequentemente nei denti anteriori e nell'osso facciale più che nell'osso linguale (Steier 2015). Le fenestrazioni sono aree isolate in cui le radici sono denudate dal rivestimento osseo più o meno estesamente, e in queste aree sono ricoperte solo dal periostio e dalla gengiva sovrastante. L''osso marginale alle fenestrazioni è intatto.

La diagnosi clinica della fenestrazione è una sfida. L'imaging diagnostico radiografico tradizionale riesce molto raramente a rilevare le fenestrazioni [Bagis 2015].

Le fenestrazioni possono anche essere il risultato di un errore iatrogeno nell'odontoiatria impiantare, nei trattamenti ortodontici, chirurgici o parodontali. Nelle fenestrazioni di ordine impiantare per esempio si avrà un'esposizione parziale dell'impianto. Le fenestrazioni che si verificano in implantologia dentale sono divise in due casi:

  • Di Classe 1 che rappresenta una minore penetrazione dell'impianto attraverso la placca ossea intatta.
  • Di Classe 2 con la formazione di una convessità che racchiude una "porzione significativa dell'impianto esposto".

La distinzione tra queste due classi di fenestrazioni è importante perché diverse sono le misure di riparazione e trattamento.

Circa l'incidenza delle fenestrazioni naturali ossee sono state condotte un numero limitato di ricerche in letteratura e la maggior parte di esse sono state condotte su crani di cadaveri, senza tenere in considerazione i precedenti trattamenti dentali, tra cui le estrazioni, la chirurgia parodontale e la terapia ortodontica .

In un recente studio pubblicato sull Interational Journal of Dentistry viene valutata l'incidenza e l'ubicazione delle fenestrazioni utilizzando come esame diagnostico la Cone Beam (CBCT) in una popolazione giovane italiana, che non aveva eseguito nessun trattamento dentale precedente.

Gli autori di questo studio hanno preso in considerazione cinquanta pazienti, con età compresa tra i 18 e i 30 anni, che avevano precedentemente eseguito la CBCT per pianificare l'estrazione del terzo molare o la terapia ortodontica. Nessun precedente trattamento dentale è stato eseguito su questi pazienti, in modo tale da escludere qualsiasi fenestrazione legata ad un errore iatrogeno per trattamenti odontoiatrici. Complessivamente, sono stati valutati 1.395 denti. Le fenestrazioni delle radici sono state identificate in base alla definizione di Davies e all'American Association of Endodontists. I dati sono stati raccolti e analizzati statisticamente.

Le fenestrazioni sono state osservate in 159 denti su 1.395 (11% dei denti). Nella mandibola sono state rilevate 68 fenestrazioni e 91 nella mascella (6,5%). Gli incisivi sono risultati essere i denti con la più alta incidenza di fenestrazioni.

Le fenestrazioni ossee naturali sono risultati anatomici imprevedibili, difficili da diagnosticare con la tecnica clinica e radiografica tradizionale. È importante diagnosticare questi difetti prima di qualsiasi intervento chirurgico, implantare o terapia ortodontica, poiché le fenestrazioni non rilevate possono influire negativamente sull'esito clinico di questi trattamenti. La relativa scoperta comune di fenestrazioni in una popolazione italiana supporta la necessità di un esame CBCT preoperatorio per diagnosticare con precisione la presenza iniziale di fenestrazioni, per un approccio chirurgico/impiantare più preciso e affidabile.

 

A cura di: Lara Figini, Coordinatore Scientifico Odontoiatria33

 

Per apprfondire:

  • Successful dental implant placement surgeries with buccal bone fenestrations.Steier L., Steier G. Journal of Oral Implantology.2015;41(1):112-118
  • Comparison of intraoral radiography and cone-beam computed tomography for the detection of periodontal defects: An in vitro study.Bagis N., Kolsuz M. E., Kursun S., Orhan K. BMC Oral Health.2015;15(1, article no. 64
  • Detection of Bone Defects Using CBCT Exam in an Italian Population. Gambarini G, Miccoli G, Gaimari G, Pompei D, Pilloni A, Piasecki L, Al-Sudani D, Di Nardo D, Testarelli L. Int J Dent. 2017;2017

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