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27 Febbraio 2019

Chirurgia estrattiva dei terzi molari

Dispositivo piezolettrico o chirurgia tradizionale?

di Lara Figini


I terzi molari impattati sono direttamente o indirettamente causa di numerose complicanze orali e facciali, tra le quali si annoverano la pericoronite con dolore localizzato, ascesso, trisma, formazione di carie distale o tasca parodontale a carico del secondo molare adiacente, sviluppo di cisti follicolari ecc.

Di conseguenza, la loro rimozione chirurgica è spesso necessaria, ma porta però frequentemente a complicanze post-operatorie fastidiose per il paziente quali dolore, talvolta anche importante, gonfiore e trisma, e nei casi peggiori lesione, temporanea o permanente, del nervo alveolare inferiore.

Diversi protocolli terapeutici sono stati quindi valutati per ottenere miglioramenti del post-operatorio. La chirurgia piezoelettrica, per esempio, permette lembi micrometrici e selettivi pur garantendo la massima precisione chirurgica, causando danni minimi ai tessuti molli.

Tipologia di ricerca e modalità di analisi
In uno studio clinico pubblicato su Oral Surgery di febbraio 2019 gli autori hanno confrontato interventi di chirurgia estrattiva di terzi molari impattati eseguiti in anestesia generale utilizzando un manipolo piezoelettrico a confronto con quelli in cui fosse stato utilizzato un manipolo chirurgico standard tradizionale.

Trenta pazienti sottoposti a un intervento di estrazione di terzo molare di routine sono stati inclusi nello studio. Delle radiografie panoramiche sono state scattate per valutare la posizione dei terzi molari impattati. I pazienti sono stati suddivisi casualmente in uno dei due gruppi (gruppo piezoelettrico A e gruppo controllo con chirurgia tradizionale B) per un lato della bocca, l’altro lato automaticamente è entrato nel gruppo controllo.

Tutti gli aspetti pre-operatori, l’anestesia generale, i passaggi chirurgici e le prescrizioni post-operatorie sono state le medesime per entrambi i gruppi. Sono stati registrati i seguenti parametri: tempo di intervento chirurgico, sanguinamento durante l'intervento chirurgico, gonfiore post-operatorio, dolore post-operatorio, complicanze associate e danno nervoso post-operatorio.

Risultati
Nessuna differenza statisticamente significativa è stata riscontrata tra i due gruppi in termini di dolore e gonfiore
. Si è riscontrato meno sanguinamento con l’uso del dispositivo piezoelettrico rispetto alla chirurgia con manipolo standard; tuttavia, il tempo chirurgico è risultato più lungo nel gruppo A.

Non si sono registrate segnalazioni di traumi alle labbra o ai tessuti molli intra-orali. Due casi di parestesia post-operatoria (6,7%) si sono verificati nella chirurgia standard.

Conclusioni
Dai dati emersi da questo studio, che devono però trovare conferma con altri lavori analoghi, si può concludere che l'utilizzo di un dispositivo piezoelettrico è da considerare una valida alternativa alla chirurgia standard negli interventi di estrazione del terzo molare.

In particolar modo, il suo utilizzo è consigliato nei casi in cui le radici dei terzi molari siano particolarmente prossime al nervo alveolare inferiore.

Implicazioni cliniche
Per ridurre al minimo il rischio di lesioni nervose dell’alveolare inferiore è bene che l’odontoiatra si affidi al piezoelettrico come ausilio nei casi di estrattiva dei terzi molari particolarmente impattati e difficili e con radici prossime al nervo mandibolare.


Per approfondire

Gopal I, Morkel J, Titinchi F. Comparison of a piezoelectric and a standard surgical handpiece in third molar surgery. Oral Surgery 2019;12:30-4.

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

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