HOME - Chirurgia Orale
 
 
15 Giugno 2008

Trattamento dei tessuti molli in chirurgia endodontica. Intervista a Silvio Taschieri

di D.A. Di Stefano


Pensiamo che in chirurgia endodontica, oltre a un approccio sofisticato da microchirurgia per la gestione e risoluzione della patologia apicale, sia altresì importante il mantenimento dell’estetica dei tessuti molli. Una loro appropriata gestione rappresenti oggi un momento fondamentale e non rinunciabile. Questa chirurgia, che rappresenta una delle massime espressioni della volontà del paziente nel mantenere l’elemento dentale, non si può quindi esimere da queste nuove linee guida terapeutiche. Affrontiamo questo delicato e specialistico argomento con il dottor Silvio Taschieri, medico chirurgo, specialista in odontostomatologia, esperto in chirurgia endodontica.
Professore a contratto e responsabile del Reparto di Endodonzia e Chirurgia Endodontica presso l’Istituto Ortopedico Galeazzi-IRCSS, Dipartimento di Tecnologie per la Salute, dell’Università degli Studi di Milano.
Il dottor Taschieri è tutor in sede per il Laboratory of Biological Structure Mechanics del Politecnico di Milano, reviewer presso Cochrane Oral Health Group, School of Dentistry University of Manchester e socio attivo della Società Italiana di Endodonzia.

Nell’odontoiatria moderna quale deve essere la corretta filosofia di approccio e perché?
Lo scopo finale nell’odontoiatria moderna, dopo aver ottenuto la risoluzione del processo patologico, è quello di ottenere “l’estetica bianca” relativamente alla dentizione e “l’estetica rosa” relativamente ai tessuti molli circostanti. Il trattamento di questi tessuti con tecniche chirurgiche rigenerative e di mantenimento estetico rappresentano una opzione dell’odontoiatria più attuale. Questa nuova visione del trattamento si è ormai affermata a tal punto che non è più pensabile presupporre l’obiettivo primario, che rimane il mantenimento dell’elemento dentale, senza prendere in considerazione le conseguenze estetiche del trattamento.

Quindi i metodi di valutazione del successo clinico sono cambiati?
La microchirurgia endodontica è una procedura chirurgica che riguarda strutture anatomiche radicolari eccezionalmente piccole e complesse. Il management del terzo apicale viene eseguito con micro strumenti e l’ausilio di mezzi di magnificazione, preferibilmente il microscopio operatorio. L’evoluzione dei materiali e delle tecniche ha negli ultimi anni migliorato notevolmente l’indice di successo di questa tecnica chirurgica. L’usuale metodo di valutazione del successo in chirurgia endodontica riguarda i tessuti periradicolari ed è basato principalmente su una valutazione radiografica e clinica che attualmente si concentra sul concetto di funzionalità. L’importante principio della valutazione riguardante la guarigione dei tessuti molli, che è un fattore basilare in relazione al successo post-chirurgico, è stato introdotto e accettato come parte integrante del protocollo chirurgico nella letteratura internazionale solo da pochi anni. L’applicazione delle tecniche di chirurgia parodontale e dei suoi parametri di valutazione estetico-funzionali alla chirurgia endodontica permette di mantenere i tessuti molli interessati liberi da cambiamenti strutturali ed estetici, che porterebbero a patologie quali le recessioni o inestetismi difficilmente accettabili dal paziente soprattutto se riguardano i settori frontali.

Quale tipo di lembo è maggiormente indicato?
Una tecnica sviluppata e descritta da Velvart e dai suoi collaboratori nel 2002 e confermata nella sua efficacia da von Arx nel 2007 trova attualmente una valida indicazione chirurgica. Il lembo descritto (papil base incision) focalizza la sua attenzione alla preservazione della papilla e della sua microvascolarizzazione. L’incisione alla base della papilla è costituita da due tratti connessi tra loro. La prima è eseguita all’altezza del terzo apicale della papilla seguendo un andamento leggermente curvo a concavità coronale. Questa si approfonda nei tessuti per circa 1,5 mm separando il tessuto epiteliale dal connettivo ed è diretta perpendicolarmente alla superficie gengivale. L’incisione successiva è eseguita a partire dalla prima, inclinando la lama in direzione apicale, in direzione quasi parallela all’asse dell’elemento dentario e si estende fino alla cresta ossea. In questo modo viene allestito un lembo a mezzo spessore che comprende il terzo più apicale della papilla, che si continua a tutto spessore fino alla regione desiderata per l’accesso alla lesione periapicale. Le incisioni di rilascio devono essere eseguite con principi egualmente rispettosi dei tessuti molli. Incisioni di rilascio paramediane, con decorso iniziale perpendicolare alla curvatura del margine gengivale e che si continuano con incisioni a decorso verticale, comportano una migliore conservazione dei tessuti, consentendo un apporto sanguigno adeguato e una guarigione ottimale. Le incisioni andrebbero eseguite con lame microchirurgiche, prestando massima attenzione nel controllo dei movimenti negli spazi interdentali.

È una tecnica di facile esecuzione o presenta controindicazioni?
Tra le difficoltà maggiori riportate, possiamo senza dubbio citare la complessità nella definizione del lembo a mezzo spessore. Uno spessore insufficiente comporta, infatti, invariabilmente, una parziale necrosi dei tessuti con evidenti cicatrici e una compromissione del risultato. La curva di apprendimento risulta quindi essere più lunga rispetto ad altre incisioni, ma un adeguato training in tecniche di micro-chirurgia parodontale porterà il chirurgo in tempi non lunghi ad eseguire con perizia l’atto chirurgico. Inoltre l’utilizzo di suture atraumatiche e sottili consente la migliore predicibilità del risultato, unitamente a un corretto posizionamento dei lembi e a una rimozione delle suture che avvenga in tempi brevi. È importante sottolineare come la sutura debba necessariamente avere un supporto osseo adeguato. Effettuare queste tecniche in presenza di tasche parodontali è infatti sconsigliato, a causa appunto dell’insufficiente supporto osseo alla sutura.








Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Cos’è il disturbo dismorfico corporeo (BDD) e perché riguarda l’odontoiatria: cosa devono sapere i dentisti


Obiettivo del caso clinico presentato: dimostrare come il flusso di lavoro completamente digitale possa garantire un risultato estetico e funzionale armonico 


Obiettivo ottenere una buona estetica, un buon adattamento della crona e conservare il più possibile il tessuto dentale. Uno studio ha cercato di dare risposte


Studente in odontoiatria, Katia Buchicchio ha mostrato la normalità del suo sorriso con l’apparecchio. Chiarello (SUSO): ha sdoganato l’ortodonzia come strumento di cura e di bellezza...


La prof.ssa Nardi dalla 82° mostra d’arte cinematografica di Venezia commenta i sorrisi della star e invita a considerare l’esecuzione di attente  procedure cliniche personalizzate minimamente...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Negli ultimi 5 anni, grazie ad attrezzature e materiali di tecnologia chirurgica avanzata, il tasso di successo della microchirurgia endodontica è molto migliorato e tutt’ora...

di Lara Figini


Obiettivi. Scopo del dossier è fornire le linee guida per il trattamento dei tessuti molli in interventi di chirurgia endodontica, con particolare attenzione all’esecuzione di tecniche minimamente...


ObiettiviIndividuare le cause dell’insuccesso di precedenti interventi di apicectomia utilizzando il microscopio operatorio e valutare il successo clinico e radiografico del ritrattamento...


Il tessuto della papilla interdentale è una struttura relativamente delicata e spesso viene coinvolta in chirurgia orale. In chirurgia parodontale sono state proposte diverse metodiche, non solo per...


Gli Autori hanno voluto analizzare le fistole odontogene sotto il profilo eziopatogenetico, diagnostico e terapeutico, facendo particolare riferimento ai diversi quadri anatomo-patologici con i quali...


“Chirurgia parodontale plastica e rigenerativa” di Daniele Cardaropoli raccoglie in maniera organica le conoscenze più attuali in tema di chirurgia parodontale. Domani...


L’innesto del tessuto connettivo (CTG) è considerato il materiale di scelta nel trattamento delle recessioni gengivali o della mucosa intorno ai denti e agli impianti. Oggi...

di Giulia Palandrani


Altri Articoli

BDJ In Practice porta alcuni pareri sottolineano come l’introduzione dell’IA in studio permetterà a tutto il Team odontoiatrico di fare davvero di prendersi (esclusivamente) cura delle persone


Il 65% degli odontoiatri che percepisce la pensione ENPAM continua a lavorare, il 55% ha più di 70 anni.


Alcune considerazioni del dott. Fabrizio Meani: Presidente ANDI Sezione Como-Lecco, in merito al percorso sperimentale attivato dalla Regione Lombardia


L’Università di Palermo lancia la formazione avanzata “all in one” che mancava


La Commissione introduce un potenziamento dei bonus legati al dossier formativo per il prossimo triennio Ecm, con un forte incentivo al dossier individuale. Ecco le novità


L'obiettivo è offrire le attività di FAS in particolare per i cittadini già aderenti al welfare contrattuale, ma anche a chi privo di welfare contrattuale


La Finanziaria potrebbe aumentare il limite per i pagamenti in contanti, se si paga una tassa. Non dovrebbero cambiare le regole per le detrazioni: possibili solo i pagamenti sono tracciabili


Un Congresso dove tradizione e innovazione sono state messe a confronto. Tra gli ospiti anche Miss Italia Katia Buchicchio, vera testimonial del sorriso “bandato” 


Il Tribunale di Bari impone il braccialetto elettronico: la presunta vittima è l’ex ASO con cui l’uomo aveva avuto una relazione


Nella rubrica dedicata alla salute, un approfondimento sulla correlazione tra salute orale e salute sistemica. Gaggero: “il nostro impegno è sensibilizzare sull’attenzione verso prevenzione e...


Il parere dei Ministeri della Salute e delle Imprese e Made in Italy richiesto dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti sulla possibilità di effettuare sedute di sbiancamento in farmacia


Questi i componenti che esamineranno i procedimenti pendenti per la professione di Odontoiatra e di Igienista Dentale


Il 10 dicembre il secondo appello. Il rischio, ora, e che il numero di posti disponibili siano più alto del numero di studenti che si possono iscrivere


A chiederlo è l’ANDI in audizione in Commissione Sanità della UE. Ghirlanda: la sanità non è un business, servono accordi con i Paesi extra Ue e norme stringenti sulla pubblicità


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Integrazione tra scanner facciale e tracciati mandibolari

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi