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02 Aprile 2012

La gestione clinica dei denti inclusi

di Paola Cozza


Le inclusioni dentarie rappresentano un capitolo di largo interesse sia per l'odontoiatra di base sia per l'ortodontista. Compito dell'odontoiatra è infatti quello di decidere cosa fare in base al tipo e alla sede del dente o dei denti inclusi; compito dell'ortodontista è quello di realizzare un programma terapeutico combinato ortodontico-chirurgico, qualora necessario. Mentre il recupero in arcata dei terzi molari, che mostrano la più alta incidenza di inclusione, non è quasi mai richiesto, per gli altri elementi dei settori latero-posteriori invece la decisione di intervenire sarà di volta in volta presa in base alla valutazione del singolo caso. Imperativo è il recupero dei canini: l'assoluta necessità del loro riposizionamento in arcata è evidentemente dovuta al ruolo che tali elementi svolgono sul piano funzionale nonché estetico.

Eguali considerazioni sono adducibili a sostegno del recupero degli elementi del gruppo anteriore. Le cause che portano all'inclusione degli incisivi sono molteplici: frequente è un ostacolo presente lungo il percorso eruttivo che blocca o devia il tragitto fisiologico, portando così alla maturazione dell'elemento in sede intraossea. Spesso a determinare l'inclusione è la presenza di uno o più elementi sovrannumerari oppure la formazione di odontomi, composti o complessi. Le nuove metodiche di radiologia digitale consentono di disporre di tutti gli elementi per formulare una diagnosi corretta e mettere in atto un adeguato piano di trattamento, quali la densità dei tessuti, la localizzazione del dente incluso, la presenza di riassorbimenti radicolari dei denti contigui o di anchilosi.

Le ricostruzioni bidimensionali forniscono immagini di eccezionale precisione; le ricostruzioni tridimensionali consentono, anche agli operatori meno esperti, di disporre di immagini di immediata comprensione. La dose di radiazioni assorbita dal paziente è bassa e i tessuti particolarmente sensibili alle radiazioni non vengono esposti. Nel caso del trattamento di un elemento incluso, due sono gli obiettivi da raggiungere: il corretto allineamento in arcata e l'integrità dei tessuti parodontali di sostegno del dente trattato. Sono quindi da considerarsi come un insuccesso il mancato recupero dell'elemento dentario, ma anche il caso di un dente che, pur erotto in arcata, presenta alla fine del trattamento problemi parodontali più o meno gravi, quali riassorbimento osseo, mancanza di gengiva cheratinizzata, presenza di una tasca o di una recessione.

Un argomento quindi appassionante, pieno di risvolti clinici interessanti e di grande attualità. Spero pertanto che questo numero monografico possa coinvolgere i lettori in una lettura chiara ma soprattutto utile per la loro attività clinica giornaliera.



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