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15 Giugno 2007

Mordersi le labbra o mangiarsi le unghie. Vizi che compromettono la masticazione

di Norberto Maccagno


Esistono numerose cattive abitudini che, nel tempo, possono causare problemi alla corretta chiusura della bocca e alla masticazione. Tra tutte la più pericolosa e più difficile da interrompere è la suzione del pollice: pediatra e ortodontista guideranno insieme i genitori nel difficile compito di aiutare il bambino a smettere. Molto comune anche il vizio di mordersi il labbro.

“In questi casi può essere d’aiuto l’uso di una sostanza emolliente come il burro di cacao, la vaselina o una crema spalmata sulla parte del labbro che il bambino morde - consiglia il professor Gualtiero Mandelli -. Sono necessari parecchi mesi per interrompere un’abitudine, quindi è bene intervenire subito”.

Un’altra cattiva abitudine è spingere la lingua contro i denti: uno dei vizi muscolari più difficili da correggere. “Osservate il vostro bambino: se ha l’abitudine di protrudere la lingua, ogni volta che deglutisce spingerà la lingua in avanti inserendola tra i denti superiori e inferiori mentre sono in occlusione. Ciò è causa di molti difficili casi ortodontici. Abitudine viziata altrettanto dannosa è mordersi le unghie. Molti bimbi cominciano a farlo già dai 2 anni. Questo vizio determina di solito nei bambini quelle rotazioni dei denti che il dentista nota nel settore anteriore della bocca. Non solo. Può anche contribuire a una leggera usura delle superfici masticatorie oltre che all’introduzione di germi e sudiciume in bocca. Anche quest’abitudine va interrotta quanto prima con, per esempio, la frequente disapprovazione”.

Ugualmente dannoso è il vizio di mordersi le guance. Capire che un bambino si morde le guance non è facile per un genitore, poiché vanno controllati dall’esterno i segni di un movimento che avviene in bocca.

Il bruxismo, cioè la tendenza ad arrotare i denti, è un’altra frequente e cattiva abitudine. In alcuni bambini c’è una tendenza a stringere i mascellari l’uno contro l’altro, mentre dormono. Si tratta dell’espressione di un’abitudine muscolare che si manifesta come un involontario fenomeno di “contrazione-rilasciamento”. E così il bimbo può fare notevole rumore digrignando i denti durante il sonno. Cosa fare? “Poco per i denti da latte del bambino bruxista - dice il professore -; con tutto quell’arrotamento i denti si distruggono per l’usura più velocemente di quanto possa fare la carie. Ma il bimbo va sorvegliato con estrema attenzione quando arriva il momento della caduta dei denti da latte.”

Fonte: Il Giorno

GdO 2007; 10

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