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18 Maggio 2017

Riparare o sostituire integralmente un restauro di un composito deficitario? La risposta da un'indagine in Oceania

di Lara Figini


I restauri dentali tendono ad avere durata limitata e nello specifico i restauri in composito, prevalentemente per la contrazione da polimerizzazione, subiscono col tempo microperdite con la conseguente comparsa di carie secondaria.

Motivazioni biologiche, meccaniche ed estetiche possono portare al fallimento della ricostruzione in resine composite, generando la necessità di una sostituzione o riparazione. Quando i restauri in composito difettosi richiedono un intervento, i dentisti sono spesso chiamati a decidere se è meglio eseguire la sostituzione totale della vecchia otturazione oppure procedere alla riparazione parziale di questa stessa. Sulla base di approcci didattici tradizionali, qualora i restauri non fossero stati più in grado di soddisfare i rigorosi requisiti di qualità veniva indicata la completa sostituzione degli stessi. Tuttavia, negli ultimi anni c'è stata un' inversione di tendenza e cioè, qualora ovviamente sia possibile, eseguire la riparazione di materiali compositi difettosi in alternativa alla classica rimozione completa.

I motivi per conservare parti sane del vecchio restauro sono principalmente di ordine biologico e finanziario. Questo approccio, oltre a includere la riduzione dei costi, permette di evitare la rimozione inutile di struttura dentale sana e di evitare traumi ripetuti prodotti durante le procedure di rifacimento del restauro. La decisione tra la sostituzione o la riparazione di un restauro in composito difettoso è a discrezione del clinico, e spesso è basata su ciò che gli è stato insegnato .

Gli approcci attuali tendono ad essere il più conservatori possibili e di conseguenza molte scuole dentali in tutto il mondo insegnano agli studenti a riparare i restauri, differentemente da decenni fa ove invece veniva insegnata solo la sostituzione integrale.

In uno studio pubblicato sul Journal of Dentistry di aprile 2017 viene riportata un'indagine sullo stato attuale dell'insegnamento delle tecniche operative di riparazione e sostituzione di restauri in composito diretti (RCD ) nelle scuole di odontoiatria in Oceania.

Quest'indagine consiste in un questionario di 14 domande inviato ai responsabili di odontoiatria di 16 scuole dentali in Oceania (Australia, Nuova Zelanda, Fiji e Papua Nuova Guinea). Nel questionario veniva chiesto se la riparazione di RCD venisse insegnata all'interno del programma universitario; quale fosse la logica alla base dell'insegnamento; come venivano insegnate le tecniche, quali fossero le indicazioni per la riparazione, le tecniche operative, i materiali utilizzati, quale fosse la soddisfazione del paziente, e quale fosse la durata di queste riparazioni.

Tutte le 16 scuole hanno partecipato allo studio. Tredici (81%) hanno riportato di insegnare la metodica delle riparazioni composite in alternativa alla sostituzione. La maggior parte delle scuole hanno riportato di insegnare gli aspetti teorici e pratici di riparazione solo a livello clinico. Tutte le 13 scuole (100%) hanno concordato sul fatto che la conservazione di sostanza dentale è la ragione principale per insegnare la metodica di riparazione. Le indicazioni principali per la riparazione sono risultati essere: difetti marginali (100%), carie secondaria (69%). Tutti i responsabili delle 13 scuole hanno riportato una elevata soddisfazione dei pazienti nei confronti delle riparazioni, tanto da considerarle una misura definitiva. Solo tre scuole (23%) hanno affermato di avere un sistema di richiamo in atto a seguito delle riparazione di RCD per il controllo delle stesse a distanza.

Da quest'indagine si può concludere che la riparazione di restauri diretti in composito sembra essere una valida alternativa alla sostituzione integrale, sia in termini di durata che di soddisfazione del paziente. I vantaggi risultano essere i seguenti:

  • la metodica è minimamente invasiva, conservando appieno la struttura del dente.
  • risparmio di tempo.
  • risparmio di denaro.

Tuttavia, è necessario sviluppare delle linee guida standardizzate e devono essere sviluppati studi clinici a lungo termine a conferma di questi dati.


A cura di: Lara Figini, Coordinatore Scientifico Odontoiatria33


Per approfondire:

J Dent. 2017 Apr;59:62-67. Repair vs replacement of direct composite restorations: a survey of teaching and operative techniques in Oceania. Brunton PA, Ghazali A, Tarif ZH, Loch C, Lynch C, Wilson N, Blum IR.

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

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