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26 Maggio 2008

Acido ialuronico: un amico prezioso per il cavo orale


Afte e stomatiti aftose: il tema è di grande attualità ed è stato al centro Simposio Bracco tenutosi recentemente a Roma nell’ambito del 15° Congresso Nazionale – 1° Internazionale del Collegio dei Docenti di Odontoiatria.
Nella sua relazione introduttiva il professor Andrea Casasco, direttore sanitario CDI, specialista in odontoiatria, professore ordinario di istologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia di Pavia, ha ricordato che l’integrità della mucosa orale è indispensabile per le molteplici funzioni da essa svolta. Tale integrità è però a rischio per la frequente comparsa di afte, piccole lesioni ulcerative che danneggiano e distruggono l’epitelio di rivestimento della mucosa stessa, lasciando così esposto il tessuto connettivo sottostante.
Diagnosi - La classificazione più razionale delle ulcerazioni del cavo orale può essere fatta su base etiologica. Si possono così distinguere ulcerazioni di natura traumatica, infettiva, idiopatiche, associate a malattie sistemiche, associate a malattie dermatologiche e infine ulcerazioni di natura neoplastica.
Le cause - L'etiologia della stomatite aftosa ricorrente è ben lontana dall'essere stata chiarita. Numerosi fattori, locali e sistemici, sono stati chiamati in causa: tra essi, le disfunzioni del sistema immunitario, una predisposizione ereditaria, fattori traumatici, situazioni di stress emotivo, infezioni batteriche o virali, ecc.
Terapia - Poiché non sono ben chiarite le cause dell'afta non è possibile disporre di una cura definitiva.
Per questo motivo le strategie terapeutiche si sono indirizzate verso strade diverse: antinfiammatori, antibiotici, anestetici.
Un nuovo approccio terapeutico - Ne ha parlato a Roma il professor Robin Seymour, Head of School of Dental Sciences, University of Newcastle upon Tyne.
Sebbene il suo uso fosse noto da tempo in medicina e le sue proprietà biologiche siano documentate da centinaia di studi scientifici l'acido ialuronico (HA) si è fatto strada solo recentemente nell'ambito delle patologie orali.
E' stato così avviato, presso la Clinica Odontoiatrica dell'Università di Newcastle, uno studio clinico controllato randomizzato in doppio cieco, in pazienti con afta ricorrente in fase acuta, volto a studiare l'efficacia di una formulazione allo 0,2% di acido ialuronico ad alto peso molecolare.
I risultati hanno evidenziato un'efficacia immediata sulla sintomatologia dolorosa, dovuta quasi certamente all'effetto barriera del preparato. Inoltre, il confronto con il gruppo trattato con placebo ha evidenziato, dopo sei giorni di trattamento, un numero di ulcere inferiori nei pazienti trattati con HA, come pure una riduzione della frequenza di nuove ulcere.
Poiché l’HA è un componente strutturale della mucosa buccale, può essere utilizzato come impalcatura (“scaffold”) molecolare per costruire lembi di mucosa buccale artificiali. Infatti, i mucopolisaccaridi come l’HA, che entrano nella costituzione della matrice extracellulare del tessuto connettivo, sono da soli sufficienti a permettere la crescita e il differenziamento dei fibroblasti della mucosa in vitro. Pertanto è sufficiente avere a disposizione collagene o acido ialuronico e cellule prelevate dal paziente per ingegnerizzare in vitro il tessuto connettivo e l’epitelio di rivestimento, ossia l’intera mucosa buccale. L’epitelio viene sviluppato a partire dai cheratinociti dei pazienti che formano in vitro lamine epiteliali tridimensionali del tutto simili all’epitelio naturale. La disponibilità di tessuti artificiali costruiti su matrici di collagene o HA comincia a trovare numerose applicazioni nella pratica clinica, in tutti i casi dove i nostri tessuti siano danneggiati o distrutti.

Redazione

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