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11 Febbraio 2019

Quale terapia è più efficace per il trattamento della fluorosi?

di Simona Chirico


La fluorosi è una condizione cronica causata dall'eccessiva ingestione di fluoro. Ciò determina un’alterata formazione dello smalto, caratterizzata dall’ipomineralizzazione, con macchie opache e striature bianche, simmetriche, scolorite e diffuse.

Le lesioni superficiali dello smalto, come porosità e aree brunastre, si verificano spesso nelle forme più gravi di fluorosi. Questi segni clinici dipendono dalla quantità di assorbimento di fluoro, dalla durata dell'esposizione al fluoro e dallo stadio di amelogenesi.

Una vasta gamma di interventi è stata proposta per il trattamento della fluorosi, come ad esempio:

  • microabrasione, basata sull'applicazione di un gel mordenzante (principalmente HCl) seguito dall’utilizzo di una pietra (montata su un manipolo a rotazione lenta) per irruvidire la superficie;
  • sbiancamento esterno, basato sull'applicazione di acidi (principalmente H2O2) che producono ioni di perossido per penetrare nello smalto e nei tubuli dentali;
  • infiltrazione dello smalto con resine fotopolimeriche a bassa viscosità, per nascondere le macchie fluorotiche, perché i compositi hanno un indice di rifrazione simile allo smalto.

Quale di questi è il migliore?
Una review pubblicata sul Journal of Esthetic and Restorative Dentistry del 2018 ha confrontato tutti questi trattamenti per dare una risposta.

Materiali e metodi
Gli autori hanno effettuato la ricerca su nove database, selezionando studi clinici randomizzati a partire dal 2016. Sono stati inclusi solo sei studi, con un totale di 348 pazienti (40% di sesso maschile e 60% di sesso femminile), con un'età media di 17,7 anni.

Sono stati divisi in tre gruppi e trattati con sbiancamento, microabrasione o infiltrazione di resina. Tutti i gruppi sono stati confrontati calcolando: differenze medie (MD), rischi relativi (RR) e corrispondenti intervalli di confidenza al 95% (IC).

Risultati
Lo sbiancamento è stato adottato come intervento di riferimento, perché ha contribuito con il maggior numero di prove. Rispetto a nessun trattamento, lo sbiancamento ha migliorato tutti gli aspetti colorimetrici, anche se un numero minore di aree fluorotiche sbiancate tendeva ad avere differenze cromatiche distinguibili dallo smalto sano (RR = 0,68; IC 95% = 0,43-1,08).

Nel confronto tra microabrasione e sbiancamento, la microabrasione ha prodotto un miglioramento estetico minore rispetto allo sbiancamento (MD: -2,9; IC 95%: -3,4-2,5). Nel confronto tra infiltrazioni con compositi e sbiancamento, i compositi hanno avuto un miglioramento estetico maggiore rispetto allo sbiancamento (MD: 3,6; IC 95%: 2,7-4,6).

Conclusioni
Sulla base delle attuali evidenze, le infiltrazioni con compositi sembrano essere il trattamento più efficace per la fluorosi dentale, seguito da sbiancamento e microabrasione.


Per approfondire
Di Giovanni T, Eliades T, Papageorgiou SN. Interventions for dental fluorosis: A systematic review. Journal of Esthetic and Restorative Dentistry 2018;https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/jerd.12408

Su Dentistry33 potete trovare questo approfondimento in lingua inglese.

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