HOME - Conservativa
 
 
11 Ottobre 2021

Composito one-shade per una conservativa semplificata nei settori anteriori

Prof. Nicola Scotti

Da sempre i risultati a lungo termine delle procedure restaurative adesive sono stati fortemente influenzati dall’abilità dell’operatore oltre che dalla bontà dei materiali.

Le resine composite, con l’avvento dei nanofiller e di monomeri alternativi al Bis-GMA (TCD), hanno notevolmente implementato le caratteristiche meccaniche oltre che estetiche, richiedendo comunque un rigoroso rispetto delle procedure step-by-step per ottenere risultati clinicamente soddisfacenti.

Nei restauri diretti del settore anteriore la letteratura mostra come una buona percentuale di fallimenti sia di natura estetica, con i pazienti che lamentano nel medio termine una non perfetta integrazione cromatica del restauro con le strutture dentali.

È noto, infatti, come la scelta delle corrette masse di composito per simulare le caratteristiche ottiche di smalto e dentina non sia semplice. Tuttavia nel recentissimo passato sono apparsi sul mercato compositi “one-shade” (Venus Pearl ONE) disponibili con una sola tinta universale, in grado di acquisire un aspetto cromatico armonico come quello delle strutture dentarie in cui vengono stratificati.

Questi materiali sono stati inizialmente indicati per i restauri dei denti posteriori, mentre per le terze e quarte classi potrebbero peccare di eccessiva traslucenza. Tuttavia, esistono alcune situazioni cliniche in cui il loro impiego nel settore anteriore può fornire risultati clinici ed estetici soddisfacenti.

Come nel caso clinico di seguito presentato.




Figg. 1, 2 Situazione iniziale: lesione cariosa secondaria di 1.2 che presenta restauro in amalgama a livello del cingolo palatino.


Fig. 3 Isolamento del campo operatorio con diga di gomma (Ivory).


Fig. 4 Rimozione dell’amalgama e detersione della cavità. Ne risulta una terza classe non passante, grazie alla preservazione di uno strato di smalto integro.


Fig. 5 In visione vestibolare si può apprezzare l’integrità dello smalto. Tuttavia, in tale situazione bisogna porre molta attenzione nella scelta e nella tecnica di stratificazione del composito. Un eccessivo stress da contrazione potrebbe creare delle incrinature iniziali sullo smalto, mentre una massa troppo opaca potrebbe dare un risultato estetico non soddisfacente data la trasparenza dello smalto in spessore esiguo. Si opta per un composito one-shade (Venus Pearl One, Kulzer).


Fig. 6 Posizionamento di una matrice in acetato trasparente stabilizzata da un cuneo di legno.




Figg. 7, 8 Applicazione di un sistema adesivo universale (iBond, Kulzer) in modalità self-etch previa mordenzatura dello smalto.


Fig. 9 Stratificazione della parete interprossimale in spessore di 0,5 mm che viene polimerizzata ponendo il puntale della lampada sulla superficie vestibolare in modo da minimizzare il rischio di stress da contrazione avverso. Successivamente si stende uno strato di resina flow (Venus Diamond Flow, Kulzer) sulla dentina.


Fig. 10 Si completa l’apposizione del composito impiegando una tecnica obliqua di stratificazione, facendo attenzione a gestire la direzione di polimerizzazione del composito.


Fig. 11 Visione vestibolare dell’elemento restaurato. Non si evidenziano, almeno per ora, incrinature allo smalto.


Fig. 12 Aspetto vestibolare dopo rimozione della diga.


Fig. 13 Aspetto palatino dopo controllo dell’occlusione e rifinitura finale.


Fig. 14 Controllo a un mese dall’esecuzione del restauro. Si nota come il composito one-shade fornisca un’opacità sufficiente all’elemento dentario. Inoltre, grazie alla sua matrice uretanica e alla dinamica di polimerizzazione ad essa annessa, la bassa contrazione ha consentito la preservazione di smalto vestibolare non sostenuto, facilitando di molto il risultato estetico.


Con il contributo non condizionante di Kulzer

Articoli correlati

Per il prof. Gagliani rappresenta un errore madornale trattare l’elemento dentale a compartimenti stagni e non considerare il paziente nel suo insieme

di Massimo Gagliani


Il prof. Gagliani spiega perché, per lui, la vera sfida sarà rendere riproducibili e ripetibili i comportamenti clinici nella variegata clinica di tutti i giorni

di Massimo Gagliani


 Caso clinico di un restauro diretto di un gruppo frontale step by step con il nuovo composito termoviscoso della VOCO


agora-del-lunedi     30 Gennaio 2022

I denti mancanti

Una conoscenza più profonda delle opportunità e una coscienza onesta riguardo le proprie capacità. Per il prof. Gagliani, la connessione tra questi due ambiti sono il sale della professione

di Massimo Gagliani


Salute dentale e orale, prevenzione e mantenimento a lungo termine in odontoiatria restaurativa è il tema del secondo Corso FAD ECM legato a Dental Cadmos e curato da AIC


Altri Articoli

L’odontoiatria del futuro per il prof. Gagliani sarà basata più su una eccellente riproducibilità quotidiana, piuttosto che su una estemporaneità di risultato

di Massimo Gagliani


Ai visitatori in regalo la copia di “Oxford Manuale di Odontoiatria Clinica” che consente di accedere gratuitamente a Edradent, la prima biblioteca digitale di odontoiatria


L’ENPAM ha dato il via libera al nuovo bando 2022 per i mutui immobiliari per gli iscritti con una età non superiore ai 40 anni. Ecco come fare a richiederlo


In Gazzetta Ufficiale il decreto con l’elenco delle attività escluse dall’obbligo e le deroghe per chi ha subito cali di fatturato causa Covid 


L’Antitrust comunica di aver aperto un nuovo provvedimento per eventuale irrogazione della sanzione pecuniaria nei confronti di RBM e Previmedical 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Profilo ASO: una guida alle scadenze in vista del 21 aprile

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi