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02 Maggio 2011

Un progetto di accordo tra Ministero e Università per la formazione

di Francesca Giani


Un accordo tra Ministero e Università per valutare la possibilità di eseguire nelle cliniche universitarie prestazioni extra-Lea a prezzi calmierati e permettere agli studenti di venire in contatto con una casistica clinica più ampia, migliorandone la formazione pratica. L’annuncio è stato dato durante il Congresso dei Collegi dei Docenti dal presidente, Antonella Polimeni, e da Enrico Gherlone, rappresentante dell’odontoiatria al ministero della Salute. Ma, come racconta al GdO Giovanni Lodi, odontoiatra e ricercatore dell’università degli Studi di Milano, ha destato la preoccupazione della libera professione, che ha visto nel progetto l’ingresso di un nuovo competitor, complice forse qualche titolo comparso sulla stampa nazionale.

Preoccupazione che il prof. Enrico Gherlone, rappresentante per l’odontoiatria al Ministero, ha subito voluto fugare, spiegando come l’idea alla base della proposta, come hanno tenuto a sottolineare i promotori dell’iniziativa, è nata in realtà da una riflessione sulla preparazione degli odontoiatri in erba: circoscrivere la formazione sul campo alle sole prestazioni e ai soli pazienti coperti dai Lea rischia di costituire un limite per gli studenti, che non riescono a confrontarsi con tutti i casi e i tipi di pazienti che dovranno invece gestire una volta usciti dall’ambito universitario. Allargare le prestazioni può essere allora un modo per ampliare l’offerta clinica a disposizione. Con il vantaggio di avvicinare alla poltrona quei cittadini che per motivi economici hanno spesso rinunciato al dentista. L’utenza, infatti, rassicurano ancora i promotori, non coincide con quella che si reca normalmente nello studio privato. E in ogni caso le cliniche universitarie non possono in alcun modo competere per numero alla vastissima offerta rappresentata dai liberi professionisti. I numeri del servizio pubblico li ricorda Antonella Polimeni in un agenzia: “Nel nostro Paese a offrire prestazioni ci sono 146 aziende ospedaliere, 367 ambulatori Asl e 224 distretti sociosanitari”. Mentre, secondo quanto afferma Enrico Gherlone, “sono oltre 53mila i dentisti iscritti all’Ordine: di questi però solo 3500 operano nel settore pubblico o in strutture convenzionate, per un totale di circa 3 milioni di ore lavorative all’anno; gli altri lavorano negli oltre 41mila studi dentistici privati distribuiti sul territorio”.
Tra gli altri temi al centro di confronto c’è stato anche il problema della pubblicità, permessa alle strutture complesse, mentre spinosa per il libero professionista.

GdO 2011;6

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