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29 Febbraio 2016

Società che gestiscono servizi odontoiatrici. 23 Senatori chiedono ai Ministri competenti più tutele per i pazienti


La politica sembra aver preso a cuore il "problema" sollevato da ANDI in merito agli studi odontoiatrici organizzati in società di capitale. In attesa delle decisioni in merito agli emendamenti al Ddl Concorrenza che porterebbero obblighi in termini di composizione dei consigli di amministrazione una serie di parlamentari hanno firmato alcuni interpelli chiedendo ai ministri competenti come intendano muoversi per tutelare, meglio, i pazienti che si rivolgono per le cure a queste strutture. Dopo quelle dei Senatori 5 stelle Edrizzi e Gaetti, dell'On. Walter Rizzetto (M5S) e dell'On. Nicola Ciracì (Conservatori e Riformisti) si aggiunge quello presentato oggi da 23 Senatori appartenenti a vari formazioni politiche (Maria Spilabotte; Giuseppe Luigi Cucca; Bruno Mancuso; Donatella Albano; Franco Conte; Giuseppe Francesco Marinello; Ignazio Angioni; Alessandra Bencini; Marino Germano Mastrangeli; Laura Fasiolo; Angelica Saggese; Vittorio Fravezzi; Donella Mattesini; Francesco Giacobbe; Stefania Pezzopane; Annalisa Silvestro; Lucrezia Ricchiuti; Silvio Lai; Pamela Orru'; Francesco Scalia; Pasquale Sollo; Mario Morgoni; Ulisse Di Giacomo).

Senatori che chiedono ai Ministri competenti se "non ritengono opportuno intervenire affinché le prestazioni sanitarie non siano oggetto di attività esclusivamente lucrose; se non ritengano opportuno, nei limiti delle proprie attribuzioni, adottare iniziative, anche di natura ispettiva, nei confronti delle società che si occupano di servizi odontoiatrici; se intendano, per quanto di competenza, attivare controlli più stringenti nei confronti delle società che si occupano di servizi odontoiatrici; quali iniziative, anche di carattere normativo, intendano assumere al fine di migliorare il mercato odontoiatrico dominato dalle società di capitali che sta mettendo in pericolo il sistema professionale che da decenni rappresenta un punto di riferimento per i cittadini italiani".

"I Senatori -commenta attraverso una nota stampa il presidente ANDI Gianfranco Prada- portano un problema reale che mette a rischio la salute degli italiani al quale la politica speriamo ponga rimedio al più presto", commenta Gianfranco Prada Presidente ANDI. "In questi giorni sono in discussione in Commissione Industria alcuni emendamenti al Ddl Concorrenza che puntano ad introdurre odontoiatri iscritti all'Albo negli organismi gestionali delle società di capitale", continua Prada. "Approvandoli si permetterebbe di estendere la garanzie che oggi i pazienti hanno nel farsi curare in uno studio di un dentista libero professionisti anche ai pazienti che si recano in una catena odontoiatrica".

Di seguito il testo dell'interrogazione:

Interrogazione con richiesta di risposta scritta

Ai Ministri dello sviluppo economico, della salute, della giustizia, del lavoro, dell'economia e delle finanze - Premesso che:

la salute è un diritto costituzionalmente riconosciuto;

le cure odontoiatriche hanno subìto una flessione negli anni della crisi economica. Secondo l'ISTAT si è ridotto il numero di trattamenti effettuati: le persone che si sono sottoposte ad un solo tipo di trattamento nell'anno sono il 70,7% (49,3% nel 2005);

è diminuito, sempre secondo l'ISTAT, il ricorso agli odontoiatri che esercitano la libera professione, infatti la percentuale passa dal 34,7 per cento nel 2005 al 32,3 per cento;

i giovani odontoiatri hanno sempre più difficoltà ad aprire studi professionali per via degli elevati costi delle strutture;

l'Associazione Nazionale Dentisti Italiani ha, in commissione Industria del Senato, chiesto nuove regole che aumentino il livello di trasparenza e professionalità del mercato odontoiatrico gestito dalle società di capitali e norme più severe per combattere l'abusivismo professionale;

negli ultimi anni si è assistito al proliferare di società che si occupano di servizi odontoiatrici che attraverso il franchising aprono strutture sul territorio e che non presentano, in alcuni casi, dei direttori sanitari iscritti all'Albo degli odontoiatri presso l'Ordine dei Medici. Inoltre il direttore sanitario spesso lavora per diversi centri non garantendo, in tal modo, la sua presenza che dovrebbe essere costante; si è anche verificato che le società delegano ad addetti al settore commerciale la redazione di piani di trattamento e cura dei pazienti, in modo da massimizzare l'utile ricavabile

la forte presenza di società odontoiatriche sta trasformando la libera professione dell'odontoiatra in una professione dipendente;

le catene odontoiatriche hanno la possibilità, al contrario degli studi professionali, di proporre aggressive attività promozionali utilizzando le cosiddette "prestazioni civetta" a tariffe sottocosto, senza la possibilità che l'Ordine professionale possa sanzionarle;

si riscontrano danni diretti e indiretti nei confronti dei professionisti che, secondo le regole e i corretti standard, versano contributi all'ENPAM;

le società che si occupano di servizi odontoiatrici in caso di fallimento potrebbero essere , essendo spesso "S.r.l." con capitale sociale di 10.000 , insolventi nei confronti sia dei propri assistiti che degli operatori che vi lavorano, poiché il giro di affari di un centro odontoiatrico supera di gran lunga la quota di capitale sociale versata che deve essere usata naturalmente anche a forma garanzia;

le società che offrono servizi odontoiatrici non sono obbligate ad avere all'interno dei loro CdA figure iscritte all'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri e per tal motivo spesso perseguono politiche societarie puramente commerciali e orientate alla sola logica del profitto;

il sito di informazione on line "il Fatto Quotidiano", il 24 giugno 2014 riportava la notizia secondo la quale la direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, indagando sulla cosca Molé, avrebbe scoperto che la stessa riciclava denaro di provenienza illecita investendolo, fra le altre attività, anche in una clinica sanitaria odontoiatrica, attraverso una grossa società nazionale del settore,

in data 16 febbraio al centro dell'indagine sulla sanità lombarda denominata dagli inquirenti "SMILE" vi è l'attività corruttiva di un'importante società che si occupa di servizi odontoiatrici;

il 17 febbraio il telegiornale satirico Striscia la Notizia ha mandato in onda un servizio sulla chiusura per fallimento di alcuni centri di una grossa società nazionale, che hanno lasciato senza cure i pazienti che avevano anticipato ingenti somme di denaro;

si chiede di sapere:

  • se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti descritti in premessa;
  • se non ritengono opportuno intervenire affinché le prestazione sanitarie non siano oggetto di attività esclusivamente lucrose;
  • se non ritengano opportuno, nei limiti delle proprie attribuzioni, adottare iniziative, anche di natura ispettiva, nei confronti delle società che si occupano di servizi odontoiatrici;
  • se intendano, per quanto di competenza, attivare controlli più stringenti nei confronti delle società che si occupano di servizi odontoiatrici;
  • quali iniziative, anche di carattere normativo, intendano assumere al fine di migliorare il mercato odontoiatrico dominato dalle società di capitali che sta mettendo in pericolo il sistema professionale che da decenni rappresenta un punto di riferimento per i cittadini italiani.

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