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11 Maggio 2016

Ministero dello Sviluppo Economico striglia gli Ordini. Se non verranno aggiornati gli elenchi delle PEC degli iscritti scatterà il commissariamento


Dal 29 novembre 2009 tutti gli iscritti ad un Ordine professionale hanno l'obbligo di dotarsi di una casella di posta elettronica certificata (PEC) e comunicare l'indirizzo al proprio Ordine che a sua volta lo renderà pubblico inserendolo nella banca dati del Ministero dello Sviluppo Economico Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC).

Nel 2014 un'inchiesta di Odontoaitria33 aveva verificato che meno del 30% degli iscritti all'Albo degli Odontoiatri e poco più del 20% degli iscritti a quello dei Medici aveva comunicato al proprio Ordine l'indirizzo PEC.

Nella banca dati dove dovrebbero starci tutti gli indirizzi PEC di imprese e professionisti italiani. Secondo il sito INI-Pec ad oggi sono 1.285.000 gli indirizzi di posta degli iscritti dei 1.700 Ordini e Collegi professionali, il 91% degli iscritti.

Un dato positivo se non fosse che molti di questi indirizzi non risultano attivi o non corrispondono agli Ordini di appartenenza dell'iscritto.

Così il Ministero dello Sviluppo economico ha scritto, ieri 10 maggio, a tutti gli Ordini (FNOMCeO inclusa) rilevando "che ad oltre tre anni dall'istituzione presso questo Ministero del predetto indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC), nonché dall'emanazione del decreto ministeriale con il quale sono state stabilite le regole secondo cui gli ordini e collegi dovevano alimentare, con cadenza prima mensile e poi quotidiana, l'indice medesimo, si riscontra a tutt'oggi un' incompleta adesione da parte di taluni di essi — nazionali o territoriali - all'obbligo in questione, tenuto conto che :

a) non provvedono da molto tempo ad effettuare l'invio degli aggiornamenti all'Ini-Pec, ovvero a confermare l'assenza di aggiornamenti degli indirizzi pec di propria competenza;

b) alcuni dei loro professionisti, iscritti nell' Ini-Pec per una determinata categoria professionale, risultano facenti parte di ordini o collegi territoriali diversi".

Ministero che "invita" gli Ordini a implementare l'indirizzario ricordando che "L'omessa pubblicazione dell'elenco riservato previsto dal comma 7, ovvero il rifiuto reiterato di comunicare alle pubbliche amministrazioni i dati previsti dal medesimo comma, costituiscono motivo di scioglimento e di commissariamento del collegio o dell'ordine inadempiente.".

Facile prevedere che nelle prossime settimane gli iscritti che non hanno comunicato all'Ordine il proprio indirizzo PEC saranno chiamati a farlo al più presto.

Nor.Mac.

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