HOME - Cronaca
 
 
20 Settembre 2011

L’industria dentaria conferma il trend positivo nell’export

di Andrea Telara


Una realtà in chiaroscuro, penalizzata dalla crisi economica, in cui si evidenziano, però, molti segni di vitalità. Così descrive la situazione congiunturale del suo settore Mauro Matteuzzi, presidente dell’Unidi, l’Unione nazionale delle industrie dentarie italiane, che siamo andati a sentire in occasione di International Expodental, in programma dal 6 all’8 ottobre a Roma. “In Italia soffriamo per un calo dei consumi e delle spese odontoiatriche da parte dei cittadini ma, nello stesso tempo, molte imprese dell’industria dentaria sono riuscite a farsi spazio in maniera egregia sui mercati esteri” è la sintesi di Matteuzzi, che non rinuncia a dire la sua sul recente aumento dell’Iva, “un ennesimo balzello” a carico degli odontoiatri e degli odontotecnici.

È possibile fare un bilancio del mercato delle industrie dentarie italiane in questi primi nove mesi del 2011?
È difficile, oggi, fornire indicazioni attendibili. L’impressione, supportata dai dati parziali che come associazione riceviamo e monitoriamo, è che l’in-dustria del dentale stia mantenendo le proprie posizioni, pur in un momento difficile per tutti i settori. Il merito va alle scelte strategiche che molte aziende hanno compiuto negli anni, puntando sulla qualità dei prodotti e sulla globalizzazione dei mercati. Come oramai è noto, il mercato dell’industria dentaria si muove in tutti e cinque i continenti e le imprese nostrane esportano il 60% di quanto producono. Per quanto riguarda il nostro Paese, i dati che provengono dal comprato della distribuzione indicano che il mercato sta muovendosi a corrente alternata, seppur in linea con i valori del 2010. La crisi economica limita certamente la spesa delle famiglie per le cure odontoiatriche, ma vi sono problemi che derivano da altri fattori: per esempio da come è organizzata l’offerta, che non sempre è consona a quanto il mercato richiede.
C’è un dato che dimostra come, rispetto ad altri Paesi, l’Italia oggi non possa lamentarsi. È quello che proviene dalla distribuzione dei prodotti di consumo: il nostro mercato, negli ultimi anni, è cresciuto di più rispetto alle altre maggiori nazioni europee: Germania e Francia in particolare.

Purtroppo dall’economia mondiale non arrivano segnali molto incoraggianti. Qual è la situazione nel settore? Vi aspettate una contrazione del mercato per i prossimi dodici mesi?
Questi ultimi anni, durante i quali abbiamo assistito al declino del sistema economico mondiale, ci hanno dimostrato che le previsioni hanno vita breve e sono spesso smentite dalle cronache del giorno dopo. Se neppure i “grandi” analisti finanziari riescono a formulare ipotesi credibili, figuriamoci noi. Come per tutti i segmenti dell’industria, anche per il nostro settore, il superamento di questo momento dipenderà molto da come sapremo strutturarci per andare a intercettare il bisogno di salute odontoiatrica dei cittadini, da come il Servizio sanitario nazionale intenderà rispondere a questi bisogni, dal modo in cui i dentisti privati sapranno organizzarsi e da quanto le loro associazioni di categoria saranno in grado di guidare il cambiamento. Qualche segnale di novità lo si intravede già. Come Unidi guardiamo con molta attenzione e incoraggiamo tutto quanto cerca di portare un numero maggiore di cittadini italiani negli studi dentistici.

Ci sono segmenti di mercato che, in questo momento, possono essere considerati più promettenti e che reggono meglio di fronte alla crisi?
Sicuramente, le aziende italiane che producono attrezzature, arredi e riuniti sono quelle più apprezzate dal mercato che, lo ricordo ancora, si muove su scala globale. La qualità e l’in-novazione dei nostri prodotti, e il “gusto” tipico italiano con cui vengono realizzati, godono di un’alta considerazione anche in Paesi dove il prezzo è il primo parametro di scelta nella fase di acquisto. Di-scorso diverso per altri segmenti come quello dei prodotti di consumo: un settore in cui da tempo fatichiamo ad aggredire il mercato globale, nonostante la qualità e l’innovazione dei prodotti siano al top nel mondo. Purtroppo, non riusciamo a promuovere adeguatamente sul territorio le nostre produzioni e a presentare la loro qualità ai singoli dentisti.
La soppressione dell’Ice (Istituto per il commercio estero), decisa con l’ultima finanziaria, ci penalizzerà ancora di più in quest’ambito. Da tempo, come associazione, stavamo lavorando proficuamente con questo Ente che ci sosteneva anche economicamente per stimolare la crescita delle nostre aziende sui mercati stranieri. Ora dovremo fare da soli. Come Consiglio Unidi, abbiamo già deliberato di confermare la presenza delle aziende associate nelle principali fiere del dentale mondiale e abbiamo già preparato molti dei programmi di promozione per il 2012.

Negli anni scorsi, il nostro Paese ha raggiunto il terzo posto al mondo nell’industria dentaria, dopo Usa e Germania. È ancora così oggi, dopo il triennio di crisi finanziaria?
Sì. Ricordiamoci che la crisi economica ha interessato tutto il mondo e per certi versi il settore dentale italiano sta meglio di altri. Per volume totale di mercato, nella produzione di materiale di consumo e di attrezzature, il nostro Paese è saldamente al secondo posto in Europa, dopo la Germania, con oltre 1150 milioni di euro di fatturato nel 2010. L’importanza del settore è dimostrata anche dall’attenzione che l’indu-stria internazionale dedica a Expodental, una manifestazione che, sempre più, permette l’incontro tra i mercati di tutto il mondo. Dal punto di vista professionale, Expodental è una efficace vetrina per le aziende che vogliono presentare le proprie novità.

Come considera la decisione di aumentare l’Iva dal 20 al 21%, inserita nell’ultima Manovra finanziaria? Avrà ripercussioni pesanti per il settore?
Per la nostra industria, l’aumento di un punto dell’Iva su alcuni prodotti non comporta particolari ripercussioni sui bilanci. Diverso sarà per i dentisti e gli odontotecnici, che effettuano, sì, prestazioni sanitarie esenti, ma dovranno pagare di più per acquistare il materiale e le attrezzature, salvo alcune eccezioni come gli impianti, gli attacchi dei denti artificiali e pochi altri prodotti.
Per i professionisti, dunque, l’imposta sul valore aggiunto sarà un costo. Per di più, il rincaro graverà sull’utente finale, cioè il paziente, ma va tenuto in considerazione che la maggioranza dei dentisti, negli ultimi anni, non ha aumentato le tariffe e non ha intenzione di farlo neppure nel 2011.
Almeno, secondo i sondaggi presentati dalle associazioni di categoria.
L’aumento dell’Iva sarà quindi un ennesimo “balzello” che graverà sugli studi e sui laboratori odontotecnici.

GDO 2011;10

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

L’Assemblea Elettiva ha tracciato la rotta per i prossimi due anni all’insegna della transizione e continuità. Questo il nuovo Consiglio in carica per i prossimi due anni


Organizzata da UNIDI in collaborazione con Italian Exhibition Group, la manifestazione ha accolto 400 espositori e, grazie al contributo di ICE Agenzia, 100 dealer internazionali provenienti da 38...


I dati presentati all’Assemblea UNIDI da IPSOS/DOXA offro conferme e qualche novità sulla composizione e le abitudini dei componenti del settore dentale italiano


Nonostante l’annuncio dell’accordo UNIDI si dice preoccupata del clima di incertezza ed in forma del lavoro a livello europeo per escludere dai dazi anche i dispositivi medici. Ne abbiamo parlato...


Dall’annuale ricerca UNIDI Key Stone, un segnale di maturità e solidità per il comparto. Cresce la produzione e l’export


I dati evidenziando le linee di sviluppo future tra digitalizzazione dei flussi clinici e mutamenti nei consumi degli studi e dei laboratori


L’Analisi di Settore UNIDI - Key-Stone: il fatturato tiene anche grazie agli aumenti dovuti all’inflazione. Incremento della vendita di impianti e di allineatori agli studi dentistici


Per il presidente Key-Stone il dato importante non è tanto la spesa familiare ma quanti pazienti si rivolgono al dentista


L’allarme è per tutti i settori produttivi, dalle analisi del Centro Studi ANDI i dati odontoiatrici non sono rosei, ma le proiezioni sembrano più positive


Per l’industria ottimi i dati dell’Export, la fotografia dal report UNIDI ed ADDE


L'industria dentale si salva con l'export. Negli ultimi due anni, in cui la crisi ha colpito più pesantemente il nostro continente, il fatturato delle esportazioni ha infatti segnato un...


I numeri dell’industria e distribuzione dentale italiana sono positivi nonostante il mercato interno sia fermo: fatturato di 1200 milioni di euro, oltre seimila addetti impiegati a pieno regime,...


Altri Articoli

Due studi con le stesse poltrone e le stesse ore possono fatturare uno il doppio o il triplo dell'altro. La differenza non è la mano clinica,  è l'agenda. Ecco le 10 cose da non fare


L’importante appuntamento internazionale rappresenta uno dei momenti più rilevanti per la normazione nel settore dentale a livello globale


Tra bandi regionali, innovazione e finanza agevolata, come orientarsi in un sistema complesso ma sempre più accessibile


Maria Teresa Agneta, Presidente AIDI

Agneta: oltre ad un Congresso dall’alto valore scientifico, ISDH 2026 sarà un incontro tra professionisti accomunati da una visione condivisa: la promozione del benessere del paziente lungo tutto...


Una revisione della letteratura analizza il ruolo dell’AI nei workflow protesici digitali, con l’obiettivo di chiarire come le nuove tecnologie possano supportare...


A partire dal 31 maggio 2026, l’accordo di distribuzione delle soluzioni implanto protesiche MIS tramite Revello S.p.A. giunge al termine


Musella (AIO): la fiducia del paziente odontoiatrico si costruisce anche nella gestione della privacy


Aperte le iscrizioni, inizio delle lezioni ad ottobre 2026. Il programma didattico del Master si articola in tredici aree tematiche che coprono l’intero spettro della protesi...


Perini (ANDI Veneto: “più opportunità di organizzare i corsi per assistenti di studio Grazie al dialogo e all’accordo con la Regione”


Oliveti: Il nostro patrimonio deve lavorare nell'interesse degli iscritti


Tre incentivi per assunzioni stabili di donne in condizioni di svantaggio, giovani under 35 e assunzioni in aziende del Sud Italia ed in alcune aree del Centro


Obiettivo sensibilizzare i cittadini sull'importanza della prevenzione delle carie, della corretta igiene orale e dei controlli periodici dal dentista, con indicazioni pratiche...


Prof. Breschi: “Un riconoscimento che ci stimola nel nostro percorso volto a creare uno strumento di aggiornamento e informazione scientifico utile per gli odontoiatri”


Una guida operativa per sicurezza e monitoraggio ed un monito: non più una semplice esecuzione di una tecnica ma la completa gestione di un processo clinico complesso, centrato...


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi