HOME - Cronaca
 
 
26 Settembre 2011

Implantologia, una tecnica ancora attuale

di Cosma Capobianco


Sono due gli argomenti per concludere la nostra breve rassegna sull’implantologia (la prima puntata è stata pubblicata sul GdO 2011;6:20-1).
Il primo è di tipo clinico e di grande attualità: riguarda gli impianti post-estrattivi che hanno ormai raggiunto la maggiore età, anche se sembrano nati ieri; il secondo, extraclinico, ma ancora più attuale, riguarda il contenzioso medico-legale. Di questi due argomenti abbiamo parlato con Vittorio Ferri, docente per il master di implantologia e parodontologia dell’università di Bologna, e Alberto Borioli, implantologo, medico legale e consulente tecnico del tribunale di Novara.

Dottor Ferri, secondo una recente analisi critica degli studi pubblicati finora, non è ancora certo che gli impianti post-estrattivi apportino qualche vantaggio e che sia utile associarli a procedure rigenerative.
Partiamo dai primi anni ’90, quando si ipotizzò che l’inserimento immediato di un impianto in un alveolo di fresca estrazione potesse limitare l’atrofia che seguiva la perdita di corticale alveolare, soprattutto sul lato vestibolare.
Gli studi successivi hanno dimostrato che il solo impianto non è sufficiente, ma bisogna inserire biomateriali di tipo autologo, omologo o eterologo fra esso e la corticale vestibolare per evitarne il collasso verso le spire implantari.
Queste procedure sono particolarmente importanti nelle zone frontali per la loro alta valenza estetica; qui la tecnica di inserimento degli impianti deve essere particolarmente precisa e seguire protocolli che prevedano un ottimo risultato estetico. D’altra parte, l’impianto post-estrattivo consente di ridurre il numero di interventi e di sfruttare le particolari condizioni offerte dall’alveolo dove si attiva una cascata di eventi atti a far guarire quel sito al più presto, inglobandone contemporaneamente l’impianto stesso.

Quanti anni fa inserì il suo primo impianto post-estrattivo?
Ho inserito il mio primo impianto post-estrattivo circa 18 anni fa. Era una procedura che mi aveva incuriosito leggendo i lavori pubblicati da R.J.Lazzara nel 1989 e da W.Becker nel 1990. Ritenevo che fosse giusto minimizzare l’invasività dell’implantologia riducendone il numero degli interventi.

Il suo bilancio clinico?
Devo dire che, dopo un periodo di apprendimento e di esperienza diretta, sono arrivato a capire come ottenere una buona stabilità primaria in tutti i settori, quali biomateriali inserire e come proteggere alveolo e biomateriali durante le fasi di guarigione; il bilancio clinico è molto positivo e percentualmente identico a quello degli impianti non post-estrattivi.

Quale tecnica rigenerativa preferisce applicare e in quali casi?
Quando si tratta di un impianto post-estrattivo utilizzo biomateriali, come i particolati di idrossiapatite bovina, che proteggo in zone non estetiche con uno strato di fibre a base di acido ialuronico e due strati di collagene equino tenuti in sede da una sutura continua.
Nelle zone estetiche preferisco proteggere gli stessi particolati e l’acido ialuronico con un punch di tessuto epitelio connettivale prelevato dal palato del paziente nella zona immediatamente vicina all’alveolo da trattare. Aumentare anche i tessuti molli in queste zone è garanzia di maggior successo estetico.

Chi vuole formarsi in implantologia rischia di disperdersi in una marea di offerte: che cosa farebbe per regolamentare questo settore?
Risposta difficile. Quando vedo un nuovo prodotto mi viene sempre da pensare che, se è sul mercato, medico e paziente dovrebbero essere garantiti dal fatto che qualcuno ne ha verificato la validità. Purtroppo, non è sempre così e mi piacerebbe che il meccanismo di controllo sui nostri prodotti fosse più rigoroso e desse ai fruitori protocolli chiari dai quali ottenere risultati certi. Alla fine, spesso ci facciamo carico noi odontoiatri di verificare sul campo modalità e valenze di utilizzo.

Quali problemi tecnici possono presentare gli impianti post-estrattivi?
Ogni settore nelle arcate ha il suo problema. Considerando la stabilità primaria, una delle zone più difficili per l’inserimento di un impianto post-estrattivo è quella dei molari inferiori, in quanto gli alveoli sono larghi sia vestibolo-lingualmente sia mesio-distalmente e non offrono grandi possibilità di ancoraggio corticale, anche usando larghi diametri (per esempio 6 mm).
Per avere una buona stabilità primaria, l’unica possibilità è l’ancoraggio apicale, che però presenta molto spesso l’inconveniente della prossimità del canale mandibolare. Piuttosto che rischiare, può convenire dilazionare il posizionamento, attuando tecniche di preservazione dell’alveolo, oggi ben conosciute.
Nei molari superiori a volte bisogna decidere se fare contestualmente all’impianto anche un minirialzo di seno mascellare, qualora il pavimento fosse in prossimità degli apici alveolari. Anche qui, se l’intervento risultasse particolarmente indaginoso, è possibile rinviare e preservare il sito.
Le zone più agevoli per il post-estrattivo sono quelle dei primi premolari, sia superiori sia inferiori, perché di solito hanno buona quantità di osso apicale che garantisce una buona stabilità primaria. Poi c’è il grosso capitolo degli impianti in zona estetica, dove il posizionamento tridimensionale la fa da padrone, ma anche la diagnosi sul biotipo gengivale e molto altro.

Parlando appunto delle zone estetiche, quali sono le indicazioni?
Conviene operare su alveoli integri senza grosse devastazioni ossee, soprattutto a carico della corticale vestibolare. La posizione deve essere il più possibile palatale per lasciare vestibolarmente uno spazio da riempire con materiali non facilmente riassorbibili (come per esempio i particolati di idrossiapatiti bovine) per non avere nel tempo il collasso dei margini estetici.

Leggi anche l'articolo sugli impianti corti

GdO 2011;9

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Obiettivi della revisione pubblicata su Frontiers in Oral Health era identificare i principali fattori associati al fallimento degli impianti dentali e analizzare le metodiche...


Un nuovo paradigma per la salute dei tessuti molli e il successo implantare


Immagine di repertorio

La revisione valuta il risultato clinico di diversi design di impianti dentali in zirconia


La applicazioni dell’intelligenza artificiale in ambito odontoiatrico nella pianificazione pre-chirurgica implantare

di Lara Figini


La revisione esamina l'applicazione della risonanza magnetica per immagini (RMI) nella chirurgia implantare dentale e i suoi potenziali benefici e sfide

di Lara Figini


Immagine di repertorio

Quelli corti possono essere un'alternativa affidabile per riabilitare mascellari atrofici senza pre-chirurgia per aumentare il volume osseo. Il parere del prof. Di Stefano


Studio clinico del JCP Digest n. 95, ora disponibile in italiano, che ha coinvolto pazienti con perdita di due elementi dentali che necessitavano di protesi dentarie fisse...


In uno studio split-mouth, pubblicato sull’International Journal of Oral and Maxillofacial Implants di aprile 2021, gli autori hanno valutato clinicamente e radiograficamente le overdenture...

di Lara Figini


Difetti ossei trasversali e verticali sono casi frequenti che i dentisti si trovano ad affrontare e che spesso portano all’uso di tecniche invasive al fine di aumentare il...


Immagine di archivio

La presenza di un volume osseo adeguato è fondamentale per la sopravvivenza dell’impianto e il successo a lungo termine.Diverse procedure – quali rialzo del seno mascellare,...

di Lara Figini


ObiettiviIl D.Lgs n. 28 del 4 marzo 2010 ha sancito la mediazione obbligatoria finalizzata alla conciliazione di alcuni generi di controversie civili e commerciali, tra le quali quelle relative al...


Qualche giorno fa, come riportato da agenzie e quotidiani, l’Ania ha comunicato i dati dell’incremento del contenzioso in ambito medico riferiti agli ultimi quindici anni. Sono dati...


Altri Articoli

Aggiornamento per igienisti dentali ed odontoiatri. Venerdì 15 maggio 2026 con la prof.ssa Gianna Nardi ed il dott. Giuseppe Chiodera


Dal 14 al 16 maggio, a Rimini, l’appuntamento di riferimento per tutto il settore dentale: ricco programma scientifico e mostra merceologica. Ecco le modalità per iscriversi...


Immagine di repertorio

Particolare attenzione deve essere prestata ai casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti. Ecco le raccomandazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco


Per gli avocati Stefanelli e Castelli è un obbligo e non si può ignorare. Ecco di cosa si tratta e perché lo studio odontoiatrico deve attivarsi


I sindacati odontoiatrici contro due emendamenti proposti a decreto riforma professioni sanitarie. ANTLO: gli emendamenti sono già stati giudicati inammissibili, volete impedire...


In occasione delle Giornata Mondiale dell’igiene delle mani, l’ISS cerca di sensibilizzare il personale sanitario. Ecco le indicazioni per il Team odontoiatrico


L’obiettivo è garantire agli studenti un accesso precoce e privilegiato a un network professionale consolidato


La lista guidata da Corrado Bondi presenta il programma e traccia la rotta per il futuro dell’Associazione. Obiettivo: dare risposte concrete a un settore in rapida evoluzione


Un emendamento vuole intervenire su attività che pur essendo parte del sistema salute, risultano ancora regolate da norme frammentarie e datate. Tra le riforme quella del percorso di studi che...


Audizione sul decreto di revisione del sistema degli incentivi: richiesta piena equiparazione e misure efficaci per sostenere transizione digitale, sostenibilità e aggregazioni...


Dura la reazione del presidente nazionale CAO Andrea Senna: “occorre preservare l’autonomia e l’integrità della professione medica ed odontoiatrica”


Un corso di laurea altamente professionalizzante con particolare attenzione alla pratica clinica. Scadenza iscrizioni il 13 maggio


Mancavano, anche, i protocolli di sterilizzazione e le misure periodiche riferite alla radioprotezione. Sospesa l’autorizzazione sanitaria mentre il titolare è stato segnalato all’Ordine 


Un nuovo documento condiviso da parodontologi e odontoiatri pediatrici europei ridefinisce il modo di leggere gengiviti e parodontiti in età evolutiva


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi