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14 Febbraio 2012

Industria dentale, dati positivi, ma pericoli in arrivo


I numeri dell’industria e distribuzione dentale italiana sono positivi nonostante il mercato interno sia fermo: fatturato di 1200 milioni di euro, oltre seimila addetti impiegati a pieno regime, soprattutto donne e giovani, esportazioni in ogni continente giunte al 60% (con un +6% nel 2010 e +5% nel 2011). E soprattutto una produzione è rigorosamente ‘Made in Italy’. Eppure, nonostante questi dati, si guarda al futuro con qualche timore, soprattutto per la crisi del comparto odontoiatrico italiani e l’assenza di regole che consentano di puntare sulla qualità. “I nostri prodotti sono molto ricercati all’estero – spiega il Presidente UNIDI (Unione Nazionale Industrie Dentali Italiane) Mauro Matteuzzi – ma oggi il mercato è globalizzato e la crisi economica non tocca solo il nostro Paese. Se alla libera circolazione dei pazienti e dei professionisti in Europa, all’ingresso del capitale nelle strutture odontoiatriche, alle liberalizzazioni e al mercato unico, non contrapponiamo regole comuni e controlli più attenti sulla sicurezza dei prodotti, sulla rintracciabilità dei materiali, sulla formazione dei futuri professionisti e sull’aggiornamento di quelli abilitati, rischiamo che la ricerca del prezzo basso ad ogni costo, più frequente in tempi di crisi, finisca con l’esporre il cittadino a rischi per la propria salute. Il nostro dovere, e il dovere delle Istituzioni, è invece garantire al cittadino prestazioni sicure”. Dunque, in un’Italia in difficoltà c’è un settore che sorride grazie alla scelta lungimirante degli anni scorsi di investire in qualità e ricerca. “Una scelta – prosegue il dr. Matteuzzi – che incide direttamente anche sulla salute della bocca e dei denti dei cittadini. Ora si tratta di programmare il futuro per impedire che questa qualità, che permette ai dentisti italiani di offrire al propri pazienti cure efficaci e sicure proprio grazie ai materiali ed alle attrezzature innovative prodotte in Italia, non vada dispersa”. Per questo l’UNIDI, anche in previsione dell’Expo 2012, dove sarà presente con il suo Expodental, chiede alla politica italiana, ma anche europea, regole e controlli che non penalizzino il comparto odontoiatrico ma che premino ed esaltino la qualità di materiali e attrezzature utilizzati per le cure. Sarà questo il principale argomento di discussione domani al convegno “La qualità delle cure odontoiatriche in tempo di crisi” che si terrà sabato 11 febbraio all’Hotel Enterprise (Corso Sempione, 9) a partire dalle 9.

Se a livello italiano ed europeo servono dunque interventi decisi della politica a tutela della qualità e della valorizzazione dei prodotti, a livello interno l’industria dentale italiana punta ad un rafforzamento della collaborazione con l’università per aumentare l’innovazione attraverso la ricerca. “L’obiettivo – spiega Antonella Polimeni, direttore del dipartimento di scienze odontostomatologiche e maxillo facciali dell’Università La Sapienza di Roma e presidente del Collegio dei Docenti in Odontoiatria – è quello di sfruttare i vantaggi messi a disposizione dalla norma che offre un credito d’imposta alle imprese che investono nella ricerca svolta dalle Università italiane, e questo a beneficio dei singoli pazienti. La ricerca traslazionale (ricerca di base applicata alla clinica) permette cioè alle aziende di produrre e immettere sul mercato strumenti efficaci e sicuri in quanto testati con trial clinici codificati e certificati”. A beneficiare di tutto questo è poi il singolo cittadino che si rivolge al proprio dentista per le cure. Impegni e investimenti che se non sostenuti da politiche che premiano la qualità rischiano di essere inutili e penalizzanti.
Tra i prodotti ‘top’ italiani troviamo gli apparecchi per la diagnostica per immagine, all’avanguardia a livello mondiale, così come i ‘riuniti odontoiatrici’ (le poltrone del dentista) sono apprezzati non solo per il design ma anche per l’innovazione nel campo della prevenzione delle infezione crociate. Sempre nel campo dell’igiene e la sterilizzazione le apparecchiature italiane offrono standard qualitativi altissimi. Ma anche in settori come il biomedicale, la rigenerazione tissutale, la protesica, l’implantologia, l’igiene orale e la prevenzione i prodotti italiani sono tra i più innovativi al mondo.
“Le nostre aziende per esportare e vendere in tutto il mondo – continua il presidente Matteuzzi – devono seguire una serie di norme non omogenee e per ottimizzare la produzione i nostri prodotti rispettano quelle più restringenti. Questo alza, e di molto, la qualità di quanto produciamo, ma anche i costi di produzione, e quindi di vendita. Per questo chiediamo che la qualità sia sostenuta non tanto per permettere alle nostra aziende di essere ancora più competitive sul mercato, ma per tutelare la salute dei cittadini. Noi non facciamo auto o elettrodomestici, ma produciamo dispositivi medici ed apparecchi elettromedicali”.

Un esempio di queste difficoltà arriva dai produttori degli arredi professionali: i mobili utilizzati negli studi odontoiatrici. Quelli prodotti dalle aziende italiane offrono, oltre ad un design accattivante, la garanzia di una qualità costruttiva assoluta grazie all’utilizzo di leghe metalliche appositamente studiate e di vernici atossiche che li rendono facilmente igienizzabili prevenendo efficacemente ogni possibile rischio di infezioni incrociate. Ma in Italia e in molti paesi europei non esiste una norma di riferimento cha imponga anche negli studi odontoiatrici, di utilizzare nei locali dove si pratica l’attività clinica mobili che offrano garanzie di una efficacie igienizzazione. “Così capita – dice Matteuzzi – che alcuni dentisti vadano all’Ikea a comprare i componenti per la cucina adattandoli al proprio studio”.
Per sostenere la qualità del settore dentale italiano nel mondo da alcuni anni l’UNIDI, vista l’assoluta assenza delle istituzioni italiane, si è “messa in proprio” creando “Piazza Italia”, uno spazio che viene allestito nelle più importanti fiere di settore dei 5 continenti dove poter presentare i prodotti italiani ma anche favorire incontri tra le imprese ed i dealer esteri.
“Il nostro lavoro di promozione del Made in Italy in tutto il mondo – conclude Matteuzzi – è interamente finanziato dalle aziende associate. Ci spiace notare come in tutte le manifestazioni a livello mondiale dove partecipiamo, gli stand istituzionali dei nostri competitor hanno al loro interno spazi che promuovono il loro Paese finanziati dai rispettivi Governi. Più volte abbiamo richiesto un sostengo al nostro Governo ma senza ottenere risposte. So bene le difficoltà economiche dei nostri bilanci ma noi non chiediamo nuovi fondi, chiediamo solo che quelli che vengono già stanziati per questo tengano conto anche dell’industria dentale italiana”.

Ufficio stampa UNIDI

Leggi l'articolo sui dati di fatturato dei dentisti

Comunicato stampa

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