HOME - Cronaca
 
 
28 Febbraio 2012

Il training autogeno: l’aiuto di una tecnica di rilassamento

di Debora Bellinzani


Per i disturbi gastrici, quelli del sonno e per il superamento della paura del dentista, gli studi scientifici sperimentano approcci psicologici che possono dare buoni risultati. Tra i metodi che si ritrovano tra le pagine delle ricerche vi è il training autogeno, una delle tecniche di rilassamento più famose al mondo che, una volta appresa, può essere gestita dal paziente in totale autonomia. Per capire in quale modo questo aiuto può concretizzarsi, abbiamo fatto ricorso all’esperienza “sul campo” di Marina Gerin Birsa, psicologa dello sport ed esperta in tecniche che favoriscono il rilassamento.

La tecnica da imparare
Il training autogeno è una tecnica di rilassamento sviluppata nel secolo scorso. “Consiste nell’apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione e di percezione di sé che portano a uno stato di rilassamento verificabile, nel quale i battiti del cuore rallentano, i muscoli si rilassano e la mente si libera dai pensieri” spiega Marina Gerin Birsa.
“La tecnica, che è stata sviluppata negli anni ’30 dallo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz, può essere appresa da chiunque sia disposto a impararla da un operatore specializzato durante le dieci lezioni necessarie. L’apprendimento avviene in un ambiente tranquillo e privo di rumori disturbanti; l’allievo, seduto con la testa appoggiata o più spesso sdraiato su un tappetino, esegue esercizi di ascolto e di osservazione di ciò che avviene nel proprio corpo seguendo la voce guida dell’operatore. In questo modo è possibile ‘ascoltare’ i battiti del cuore, immaginare che una parte del corpo sia più calda o più fredda, oppure porre attenzione al ritmo del proprio respiro.”

Ogni lezione ha un obiettivo, come per esempio concentrarsi sulla pesantezza o il calore delle braccia, delle gambe o del busto, sulla respirazione, sul cuore, sull’addome (plesso solare e visceri) e sulla fronte; “per capire nella pratica che cosa avviene, possiamo dire che l’allievo ascolta frasi che inducono tranquillità come, per esempio, ‘chiudo gli occhi, sono cosciente dell’ambiente in cui mi trovo e della posizione del mio corpo, mi sento calmo…’, parole che l’operatore insegna e che l’allievo ripeterà poi mentalmente a se stesso. In questo modo si crea una sorta di auto-suggestione che favorisce uno stato di profondo rilassamento del corpo e della mente, una condizione che l’allievo potrà ricreare ripetendo con costanza gli esercizi che ha imparato. Il training autogeno ha questo nome perché consiste in un vero e proprio ‘allenamento’ auto-eseguito che consente di rilassarsi e, di conseguenza, abitua a contenere i possibili stati di stress o di ansia che ciascuno può sperimentare nel corso delle proprie giornate; è una tecnica che tutti possono praticare eccetto chi soffre di scompensi cardiaci, per via del rallentamento dei battiti del cuore, e chi è affetto da psicosi, perché potrebbe confondere l’immaginazione con la realtà”.

La gestione dell’ansia
Se dunque si trova il tempo per imparare, e poi quello per mantenersi “in allenamento” praticando sedute di training autogeno di 20 minuti l’una, questa tecnica può essere d’aiuto in diverse situazioni, compreso l’ambito odontoiatrico.
“La capacità di raggiungere uno stato di effettivo rilassamento quando lo si desidera aiuta ad affrontare la vita quotidiana, a gestire le situazioni di stress come un esame scolastico o un’indagine medica invasiva, a essere complessivamente più sereni nell’affrontare le sfide” afferma la psicologa. “L’ansia che si prova quando ci si sottopone a interventi medici è costituita da aspetti cognitivi, ossia nasce da pensieri negativi che il paziente ripete a se stesso come ‘sentirò male’, ‘non ce la faccio’ e altre preoccupazioni di questo genere.
Per quanto riguarda l’efficacia del training autogeno nei confronti di questo tipo di situazioni ansiogene, come può essere il timore di un’estrazione dentale, posso fare un esempio che mi riguarda personalmente. Io ho deciso di utilizzare questa tecnica nel momento in cui ho dovuto affrontare un esame medico che mi intimoriva: in quell’occasione ho approfittato del tempo trascorso nella sala d’attesa per rilassarmi e sgombrare la mente dai pensieri negativi; al termine della mia preparazione mi sentivo completamente serena, e la mia tranquillità è stata dimostrata dal significativo rallentamento dei battiti cardiaci verificato dai medici.”

Il contenimento del dolore
Oltre alla gestione dell’ansia le tecniche di rilassamento possono aiutare anche nel contenimento della percezione del dolore; di questo si occupa spesso Marina Gerin Birsa quando aiuta gli atleti a superare i momenti di difficoltà dovuti a cadute o scontri di gioco. “La pratica degli esercizi di rilassamento consente di acquisire sempre maggiore abilità e di ottenere risultati via via migliori che possono modificare la percezione del dolore, rendendolo più sopportabile. Uno degli esercizi che aiuta in questo senso ha a che fare con il calore: si cerca di percepire una sensazione di fresco sulla parte dolente e in questo modo, con una sorta di autosuggestione, si può riuscire a contrastare il calore e il dolore dati per esempio da un’infiammazione. Con gli atleti della squadra di basket che seguo utilizziamo tecniche del training autogeno modificate a seconda delle esigenze, ponendo per esempio una mano sulla parte dolente e cercando di modificare mentalmente la percezione del dolore.

A questo proposito è importante sapere che, nelle fasi iniziali della pratica del training autogeno, è possibile che la percezione del dolore si acuisca proprio grazie alla particolare attenzione che si dedica all’ascolto del corpo; una volta accresciute le proprie capacità e la familiarità con la tecnica, però, si impara per così dire ad ‘accogliere’ il dolore e a percepirlo in modo meno intenso. Sicuramente il training autogeno può essere utilizzato all’occorrenza ma è bene essere consapevoli che, per il dolore come per l’ansia, solo la familiarità con la tecnica e la costanza nella pratica portano a ottenere risultati significativi. E, ancora più importante, è crederci: lo scetticismo e l’idea di non riuscire a raggiungere il rilassamento sono, nella mia esperienza, gli ostacoli maggiori che le persone possono incontrare; contrariamente a quanto molti pensano, invece, il raggiungimento di uno stato di rilassamento non è ‘niente di speciale’ per la nostra mente e tutti possono riuscire a raggiungere buoni risultati praticando questa tecnica.”

GdO 2012;1

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Cos’è il disturbo dismorfico corporeo (BDD) e perché riguarda l’odontoiatria: cosa devono sapere i dentisti


I risvolti psicologici della medicina estetica anche in odontoiatria, questi i consigli per un migliore approccio


L’efficacia della musicoterapia

di Lara Figini


"Il tuo sorriso ha più potere di quanto tu pensi": il claim che ha fatto da filo conduttore all'incontro organizzato da Listerine per presentare il suo nuovo collutorio (Advanced White) si...


Obiettivi. La compliance rappresenta un tassello indispensabile dell’odontoiatria moderna in quanto consente scelte terapeutiche elettive, la stabilizzazione, la prevenzione e/o la risoluzione di...


Non è semplice trovare studi che abbiano sperimentato il training autogeno specificamente in ambito odontoiatrico, mentre si possono leggere diversi lavori che hanno testato altre tecniche di...


In un mondo ideale i pazienti non hanno paura e non provano dolore. Per quanto possa sembrare irreale, c'è chi lavora con impegno perché questo "mondo sognato" possa diventare reale:...


Quali indicazione si possono fornire ai pazienti che provano ansia? In assenza di una preparazione più elaborata, per Marina Gerin Birsa, psicologa, c’è la musica e la luce come elementi...


Altri Articoli

Fatti aiutare da chi analizza e supporta il tuo studio ottimizzando i suoi 4 pilastri: clinica, persone, numeri e marketing odontoiatrico etico. Ecco come funziona il metodo Make...


O33Normative     13 Maggio 2026

Iperammortamento: il punto

Con la conversione in legge del Decreto fiscale e le circolari di chiarimento l’iperammordamento si delinea la fase operativa, anche se non tutto è ancora pienamente definito


Il dott. Sanvenero ritiene che l’obbligo tale obbligo non si applica a chi non esercita secondo le modalità proprie delle imprese 


Cronaca     12 Maggio 2026

EDRA in Expodental Meeting

I nuovi libri, i nuovi corsi, gli incontri con gli Autori, con le redazioni. Venite a trovarci allo stand EDRA per scoprire tutte le novità


Il perché te lo spieghiamo in questo articolo e scarica gratuitamente il libro “Il dentista cieco”. Vieni a trovarci a Rimini, ne parleremo insieme e ti presenteremo...


Una campagna globale per mettere la salute orale al centro del benessere, la bocca come specchio della salute generale. Le raccomandazioni EFP da trasferire ai propri pazienti


A scoprirlo la Procura dopo la denuncia per abusivismo. Aveva presentato alla Regione un finto attestato di laurea, nessuno aveva verificato l’effettiva autenticità


Tre giorni di innovazione, confronto e soluzioni cliniche avanzate in ortodonzia ed implantologia allo stand Leone


Immagine di repertorio

Uno studio pubblicato su Dental Cadmos fotografa livello di conoscenza, la diffusione d’uso e l’interesse formativo degli igienisti dentali italiani in tema di sedazione cosciente


Una ricerca pubblicata su JD fa il punto sull'evoluzione e i progressi delle tecnologie di intelligenza artificiale sull’assistenza odontoiatrica


Il nuovo libro EDRA per fornire al clinico un approccio chiaro e progressivo all’utilizzo dei filler a base di acido ialuronico. Immagini e video completano l’opera


Una ricerca conferma parte dal paradosso del nocebo per sottolineare come, nella medicina contemporanea, non basta curare bene, bisogna anche comunicare bene.


Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi sul semestre aperto per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria, confermando l’ordinanza del Tar Lazio e la legittimità del sistema ...


Aggiornamento per igienisti dentali ed odontoiatri. Venerdì 15 maggio 2026 con la prof.ssa Gianna Nardi ed il dott. Giuseppe Chiodera


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
chiudi