Per i disturbi gastrici, quelli del sonno e per il superamento della paura del dentista, gli studi scientifici sperimentano approcci psicologici che possono dare buoni risultati. Tra i metodi che si ritrovano tra le pagine delle ricerche vi è il training autogeno, una delle tecniche di rilassamento più famose al mondo che, una volta appresa, può essere gestita dal paziente in totale autonomia. Per capire in quale modo questo aiuto può concretizzarsi, abbiamo fatto ricorso all’esperienza “sul campo” di Marina Gerin Birsa, psicologa dello sport ed esperta in tecniche che favoriscono il rilassamento.
La tecnica da imparare
Il training autogeno è una tecnica di rilassamento sviluppata nel secolo scorso. “Consiste nell’apprendimento graduale di una serie di esercizi di concentrazione e di percezione di sé che portano a uno stato di rilassamento verificabile, nel quale i battiti del cuore rallentano, i muscoli si rilassano e la mente si libera dai pensieri” spiega Marina Gerin Birsa.
“La tecnica, che è stata sviluppata negli anni ’30 dallo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz, può essere appresa da chiunque sia disposto a impararla da un operatore specializzato durante le dieci lezioni necessarie. L’apprendimento avviene in un ambiente tranquillo e privo di rumori disturbanti; l’allievo, seduto con la testa appoggiata o più spesso sdraiato su un tappetino, esegue esercizi di ascolto e di osservazione di ciò che avviene nel proprio corpo seguendo la voce guida dell’operatore. In questo modo è possibile ‘ascoltare’ i battiti del cuore, immaginare che una parte del corpo sia più calda o più fredda, oppure porre attenzione al ritmo del proprio respiro.”
Ogni lezione ha un obiettivo, come per esempio concentrarsi sulla pesantezza o il calore delle braccia, delle gambe o del busto, sulla respirazione, sul cuore, sull’addome (plesso solare e visceri) e sulla fronte; “per capire nella pratica che cosa avviene, possiamo dire che l’allievo ascolta frasi che inducono tranquillità come, per esempio, ‘chiudo gli occhi, sono cosciente dell’ambiente in cui mi trovo e della posizione del mio corpo, mi sento calmo…’, parole che l’operatore insegna e che l’allievo ripeterà poi mentalmente a se stesso. In questo modo si crea una sorta di auto-suggestione che favorisce uno stato di profondo rilassamento del corpo e della mente, una condizione che l’allievo potrà ricreare ripetendo con costanza gli esercizi che ha imparato. Il training autogeno ha questo nome perché consiste in un vero e proprio ‘allenamento’ auto-eseguito che consente di rilassarsi e, di conseguenza, abitua a contenere i possibili stati di stress o di ansia che ciascuno può sperimentare nel corso delle proprie giornate; è una tecnica che tutti possono praticare eccetto chi soffre di scompensi cardiaci, per via del rallentamento dei battiti del cuore, e chi è affetto da psicosi, perché potrebbe confondere l’immaginazione con la realtà”.
La gestione dell’ansia
Se dunque si trova il tempo per imparare, e poi quello per mantenersi “in allenamento” praticando sedute di training autogeno di 20 minuti l’una, questa tecnica può essere d’aiuto in diverse situazioni, compreso l’ambito odontoiatrico.
“La capacità di raggiungere uno stato di effettivo rilassamento quando lo si desidera aiuta ad affrontare la vita quotidiana, a gestire le situazioni di stress come un esame scolastico o un’indagine medica invasiva, a essere complessivamente più sereni nell’affrontare le sfide” afferma la psicologa. “L’ansia che si prova quando ci si sottopone a interventi medici è costituita da aspetti cognitivi, ossia nasce da pensieri negativi che il paziente ripete a se stesso come ‘sentirò male’, ‘non ce la faccio’ e altre preoccupazioni di questo genere.
Per quanto riguarda l’efficacia del training autogeno nei confronti di questo tipo di situazioni ansiogene, come può essere il timore di un’estrazione dentale, posso fare un esempio che mi riguarda personalmente. Io ho deciso di utilizzare questa tecnica nel momento in cui ho dovuto affrontare un esame medico che mi intimoriva: in quell’occasione ho approfittato del tempo trascorso nella sala d’attesa per rilassarmi e sgombrare la mente dai pensieri negativi; al termine della mia preparazione mi sentivo completamente serena, e la mia tranquillità è stata dimostrata dal significativo rallentamento dei battiti cardiaci verificato dai medici.”
Il contenimento del dolore
Oltre alla gestione dell’ansia le tecniche di rilassamento possono aiutare anche nel contenimento della percezione del dolore; di questo si occupa spesso Marina Gerin Birsa quando aiuta gli atleti a superare i momenti di difficoltà dovuti a cadute o scontri di gioco. “La pratica degli esercizi di rilassamento consente di acquisire sempre maggiore abilità e di ottenere risultati via via migliori che possono modificare la percezione del dolore, rendendolo più sopportabile. Uno degli esercizi che aiuta in questo senso ha a che fare con il calore: si cerca di percepire una sensazione di fresco sulla parte dolente e in questo modo, con una sorta di autosuggestione, si può riuscire a contrastare il calore e il dolore dati per esempio da un’infiammazione. Con gli atleti della squadra di basket che seguo utilizziamo tecniche del training autogeno modificate a seconda delle esigenze, ponendo per esempio una mano sulla parte dolente e cercando di modificare mentalmente la percezione del dolore.
A questo proposito è importante sapere che, nelle fasi iniziali della pratica del training autogeno, è possibile che la percezione del dolore si acuisca proprio grazie alla particolare attenzione che si dedica all’ascolto del corpo; una volta accresciute le proprie capacità e la familiarità con la tecnica, però, si impara per così dire ad ‘accogliere’ il dolore e a percepirlo in modo meno intenso. Sicuramente il training autogeno può essere utilizzato all’occorrenza ma è bene essere consapevoli che, per il dolore come per l’ansia, solo la familiarità con la tecnica e la costanza nella pratica portano a ottenere risultati significativi. E, ancora più importante, è crederci: lo scetticismo e l’idea di non riuscire a raggiungere il rilassamento sono, nella mia esperienza, gli ostacoli maggiori che le persone possono incontrare; contrariamente a quanto molti pensano, invece, il raggiungimento di uno stato di rilassamento non è ‘niente di speciale’ per la nostra mente e tutti possono riuscire a raggiungere buoni risultati praticando questa tecnica.”
GdO 2012;1
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
O33psicologia 11 Novembre 2025
Cos’è il disturbo dismorfico corporeo (BDD) e perché riguarda l’odontoiatria: cosa devono sapere i dentisti
interviste 24 Luglio 2018
I risvolti psicologici della medicina estetica anche in odontoiatria, questi i consigli per un migliore approccio
psicologia 31 Maggio 2018
cronaca 25 Novembre 2015
"Il tuo sorriso ha più potere di quanto tu pensi": il claim che ha fatto da filo conduttore all'incontro organizzato da Listerine per presentare il suo nuovo collutorio (Advanced White) si...
O33psicologia 31 Marzo 2010
Obiettivi. La compliance rappresenta un tassello indispensabile dell’odontoiatria moderna in quanto consente scelte terapeutiche elettive, la stabilizzazione, la prevenzione e/o la risoluzione di...
cronaca 18 Febbraio 2012
Non è semplice trovare studi che abbiano sperimentato il training autogeno specificamente in ambito odontoiatrico, mentre si possono leggere diversi lavori che hanno testato altre tecniche di...
cronaca 07 Settembre 2012
In un mondo ideale i pazienti non hanno paura e non provano dolore. Per quanto possa sembrare irreale, c'è chi lavora con impegno perché questo "mondo sognato" possa diventare reale:...
cronaca 21 Febbraio 2012
Quali indicazione si possono fornire ai pazienti che provano ansia? In assenza di una preparazione più elaborata, per Marina Gerin Birsa, psicologa, c’è la musica e la luce come elementi...
BDJ In Practice porta alcuni pareri sottolineano come l’introduzione dell’IA in studio permetterà a tutto il Team odontoiatrico di fare davvero di prendersi (esclusivamente) cura delle persone
Inchieste 10 Dicembre 2025
Il 65% degli odontoiatri che percepisce la pensione ENPAM continua a lavorare, il 55% ha più di 70 anni.
Lettere al Direttore 10 Dicembre 2025
Alcune considerazioni del dott. Fabrizio Meani: Presidente ANDI Sezione Como-Lecco, in merito al percorso sperimentale attivato dalla Regione Lombardia
Cronaca 10 Dicembre 2025
L’Università di Palermo lancia la formazione avanzata “all in one” che mancava
Normative 09 Dicembre 2025
La Commissione introduce un potenziamento dei bonus legati al dossier formativo per il prossimo triennio Ecm, con un forte incentivo al dossier individuale. Ecco le novità
Cronaca 09 Dicembre 2025
L'obiettivo è offrire le attività di FAS in particolare per i cittadini già aderenti al welfare contrattuale, ma anche a chi privo di welfare contrattuale
O33Approfondimenti 09 Dicembre 2025
La Finanziaria potrebbe aumentare il limite per i pagamenti in contanti, se si paga una tassa. Non dovrebbero cambiare le regole per le detrazioni: possibili solo i pagamenti sono tracciabili
Cronaca 09 Dicembre 2025
Un Congresso dove tradizione e innovazione sono state messe a confronto. Tra gli ospiti anche Miss Italia Katia Buchicchio, vera testimonial del sorriso “bandato”
Cronaca 05 Dicembre 2025
Il Tribunale di Bari impone il braccialetto elettronico: la presunta vittima è l’ex ASO con cui l’uomo aveva avuto una relazione
Nella rubrica dedicata alla salute, un approfondimento sulla correlazione tra salute orale e salute sistemica. Gaggero: “il nostro impegno è sensibilizzare sull’attenzione verso prevenzione e...
Normative 05 Dicembre 2025
Il parere dei Ministeri della Salute e delle Imprese e Made in Italy richiesto dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti sulla possibilità di effettuare sedute di sbiancamento in farmacia
Cronaca 05 Dicembre 2025
Questi i componenti che esamineranno i procedimenti pendenti per la professione di Odontoiatra e di Igienista Dentale
Il 10 dicembre il secondo appello. Il rischio, ora, e che il numero di posti disponibili siano più alto del numero di studenti che si possono iscrivere
Approfondimenti 04 Dicembre 2025
A chiederlo è l’ANDI in audizione in Commissione Sanità della UE. Ghirlanda: la sanità non è un business, servono accordi con i Paesi extra Ue e norme stringenti sulla pubblicità
