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21 Febbraio 2017

Tassare le sigarette per finanziare il SSN. Anche ANDI e ISI firmano l'appello


Aumentare le imposte sui tabacchi ne scoraggia l'acquisto, riduce cancro e malattie cardiache, promuove il benessere economico.

E' questo l'appello inviato al governo da parte di società scientifiche e istituzioni sanitarie, ANDI, Fondazione ANDI e Istituto Stomatognatico Italiano le firmatarie per il settore dentale.

I punti cardini su cui si fonda l'appello.

Il sistema sanitario nazionale è sotto-finanziato e vacilla sotto il peso crescente di malattie croniche.

Secondo i dati 2015 dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, la spesa sanitaria pubblica pro-capite in Italia è pari a $ 2470, una cifra inferiore alla media europea, a quella del Regno Unito ($ 3163), della Francia ($ 3464), della Germania ($ 4474). C'è il rischio di ulteriori riduzioni, proprio oggi che il Sistema Sanitario è sottoposto a una sempre maggiore pressione dovuta alle malattie croniche (tumori, malattie cardiovascolari, respiratorie, e diabete).

Il fumo è causa principale delle malattie croniche che gravano sui servizi sanitari e danneggiano l'economia.

L'impatto del tabacco sulla salute della popolazione può essere illustrato dai dati dell'autorevole Institute of Health Metrics and Evaluation, in base ai quali in Italia il numero di decessi attribuibile al fumo di tabacco nel 2015 ammontava a 95.917: circa 49mila per malattie neoplastiche, 23mila per malattie cardiovascolari, 21mila per malattie respiratorie, e gli altri per specifiche malattie come il diabete. Questo grande carico di sofferenze grava innanzitutto sui malati, poi sul sistema sanitario, quindi sui contribuenti ed infine sull'economia, perché provoca perdita di produttività. Le evidenze sulle conseguenze economiche del tabacco sono state recentemente raccolte in uno studio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) condotto da 90 esperti nei campi dell'economia e della salute pubblica. Le conclusioni dello studio ci dicono che i costi economici del tabacco sono sostanziali e includono quelli dell'assistenza sanitaria per curare le malattie causate dal fumo di tabacco e la perdita della produttività derivante da morbosità e mortalità fumo-correlate. Nelle famiglie povere, l'uso del tabacco acuisce la povertà, perché provoca aumento dei costi delle cure per la salute, riduce le entrate e la produttività e distoglie le limitate risorse dai bisogni primari.

E' indispensabile intervenire sui prezzi troppo bassi dei prodotti del tabacco.

Esistono diverse misure, previste dalla Convenzione quadro per il controllo del tabacco, sottoscritta anche dall'Italia, che sono efficaci per contenere il consumo di tabacco. Oltre ai divieti di fumo nei luoghi pubblici ed ai divieti di vendita ai minori, alle campagne informative, la misura ritenuta più efficace e con il rapporto costo/efficacia più favorevole è l'aumento dei prezzi, che rende i prodotti del tabacco meno accessibili, soprattutto ai giovani e ai gruppi più vulnerabili. Secondo l'OMS, una politica, prolungata nel tempo, di aumenti consistenti delle accise sui tabacchi, estesa a tutti i prodotti ed accompagnata dal contrasto al contrabbando, è in grado di ridurre la prevalenza di fumatori e aumentare il gettito fiscale, senza deprimere l'economia. L'Italia è tra i paesi occidentali dell'Unione Europea con i prezzi delle sigarette più bassi: inferiori a quelli di Francia e Germania e addirittura inferiori alla metà di quelli della Gran Bretagna, secondo i dati riferiti al 2015 della Tobacco Manifacturers' Association.

Il Governo pianifichi l'aumento di almeno 1 euro delle accise sulle sigarette e, in proporzione, degli altri prodotti del tabacco.

Le ricadute negative del fumo su tutta la società e le conoscenza imperfette sui danni del tabacco da parte dei consumatori (soprattutto degli adolescenti che sono bersaglio del marketing delle compagnie del tabacco), legittimano e rendono indispensabile l'intervento del Governo a salvaguardia di salute ed economia. Come ribadito dal Piano Nazionale della Prevenzione e dal manifesto per l'Endgame del tabacco, sottoscritto da oltre trenta società medico-scientifiche italiane, è necessaria una politica di aumenti programmati e consistenti dei prezzi, realizzata attraverso l'incremento delle accise, capace di migliorare la salute e il gettito fiscale, senza deprimere l'economia.
Il Governo aumenti di almeno 1 euro le accise sui pacchetti di sigarette e in proporzione quelle su tutti i prodotti del tabacco, destinando i proventi al Sistema sanitario nazionale impegnandolo a sostenere le persone che vogliono smettere di fumare.

A questo link l'appello sottoscritto dalle società scientifiche ed istituzioni sanitarie

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