Bilancio positivo quello tracciato dal Tavolo di coordinamento per la valutazione delle leggi provinciali, presieduto dal consigliere Filippo Degasperi sull’attuazione della legge 22/2007 in materia di assistenza odontoiatrica. Rapporto presentato alla stampa nei giorni scorsi a Trento che ha permesso di accertare, si legge in una nota della Provincia Autonoma di Trento, “il livello di attuazione e i risultati, ovvero le criticità con riferimento agli obiettivi che il legislatore si era posto”.
La verifica, è stato spiegato dal consigliere Degasperi, “ha riguardato in particolare i risultati conseguiti in termini di tutela della salute odontoiatrica negli ambiti considerati prioritari dell'età evolutiva, persone in condizioni di particolare vulnerabilità (sanitaria e sociale) e popolazione generale, oltre che l'efficacia dell'assetto organizzativo e operativo”.
Sul piano sostanziale, Degasperi ha notato che la legge oggetto di verifica “si è rivelata uno strumento efficace per aumentare la risposta ai bisogni di assistenza delle fasce più deboli della popolazione”.
Le misure previste dalla legge hanno introdotto nuovi livelli di assistenza in grado di garantire ad un'ampia platea di cittadini, prestazioni per la prevenzione, la cura e la riabilitazione odontoiatrica. La legge, ha precisato Degasperi, ha permesso l'erogazione di oltre 130.000 prestazioni, equamente suddivise tra Azienda sanitaria e dentisti convenzionati, la prima concentrata principalmente sulle attività diagnostiche, i secondi sulle attività di cura.
A fronte di un finanziamento di 12.500.000 euro, si legge nel rapporto (scaricabile al fondo di questo articolo) 4.500.000 euro sono stati destinati ai dentisti convenzionati mentre i restanti8.000.000 euro all’Azienda provinciale per i servizi sanitari.
“Tuttavia –continua la nota- sono stati evidenziati alcuni elementi di criticità. In primo luogo non sembra essere stata esercitata in modo adeguato la regia dell'assistenza odontoiatrica da parte dell'Azienda sanitaria, impegnata più nel ruolo di attuatrice che di coordinatrice delle prestazioni”.
Altro aspetto da evidenziato, “l'assenza di una rete odontoiatrica pediatrica, ancorché dovesse essere attivata a partire dal 2014, con l'individuazione di professionisti dedicati in via esclusiva o prevalente alla popolazione 0-18 (età evolutiva)”. I
nfine, un terzo elemento, "il vero punto debole" su cui occorre fissare l'attenzione, individuato anche nel corso delle audizioni con i soggetti attuatori, quello della prevenzione primaria e secondaria.
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