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21 Novembre 2018

Dal contratto AIO una bussola nella giungla dei rapporti di lavoro. Focus al Congresso politico di sabato


Dal 1° novembre, il Decreto Dignità vieta ai contratti a termine di superare i 12 mesi di durata: quelli più lunghi o proroghe oltre l’anno sono consentiti se c’è una causale. Ma ci sono eccezioni: i contratti collettivi stipulati dai sindacati “comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale”, secondo la definizione dell’articolo 51 del d.lgs. n. 81/2015, potranno continuare a prevedere una durata anche superiore al nuovo tetto complessivo di 24 mesi. Il contratto firmato da Associazione Italiana Odontoiatri con Cifa per i datori di lavoro e con Confsal Fials fissa una durata massima dei contratti a termine in 36 mesi: una buona ragione per aderirvi.  

Ci sono altri motivi per inquadrare correttamente a dipendenza le figure dello studio “organizzate” dal titolare: il Decreto Dignità apporta una stretta sui rapporti di lavoro “mascherati” da finte partite Iva. Qui, come afferma Paolo Barbaglia, consulente del lavoro tra i relatori al prossimo Congresso Politico AIO dedicato al nuovo contratto, “la normativa sul contrasto del lavoro nero prevede sanzioni importanti nei confronti dei datori che impiegano personale non regolarmente inquadrato, che possono arrivare sino alla sospensione della attività”.  

“I contratti collettivi nazionali sono un riferimento imprescindibile per il professionista datore di lavoro”, sottolinea Barbaglia. “Un titolare non iscritto ad organizzazioni datoriali firmatarie di contratti collettivi non è obbligato ad applicare il CCNL del settore merceologico in cui opera, ma deve riconoscere ai dipendenti una retribuzione non inferiore ai minimi di quel contratto. Ogni “titolare” è inoltre tenuto a individuare il contratto più attinente alla tipologia di lavoro dipendente relativa alla sua specifica attività. Se applica contratti riferiti ad altre attività, magari per ottenere benefici economici, in caso di contestazione del lavoratore o degli Ispettorati del lavoro si espone all’immediato ricalcolo delle retribuzioni dovute ai lavoratori interessati, e al recupero dei contributi previdenziali omessi o versati in forma insufficiente”. 

Altra peculiarità del contratto AIO-Cifa-Confsal Fials: rappresenta tutto il settore odontoiatrico. E perciò, per “dipendenti” dello studio non intende solo gli assistenti ma tutte le altre figure, inclusi i giovani Odontoiatri.  “Proprio a proposito della situazione dei neolaureati in Odontoiatria già al Congresso Politico del 2014 avevamo fatto emergere il tema delle false partite Iva”, ricorda il segretario AIO Gaetano Memeo, anche lui tra i relatori del Congresso in programma il 24 novembre a Roma all’ex sede ENPAM (via Torino 38).  

“Molti colleghi giovani, attivi in centri odontoiatrici, spesso low cost, sono sottopagati e senza tutele. In un simile scenario, un contratto nazionale di lavoro di settore può consentire ai colleghi, una volta inquadrati, di ritagliarsi margini di autonomia facendo valere i caratteri della propria professione sia nell’organizzare il lavoro in relazione ai bisogni clinici dei pazienti dello studio sia nel costruire rapporti duraturi”.

 
 

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