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15 Marzo 2019

Possibile casi ''iDental'' anche in Italia. Federconsumatori lancia l’allarme “Catene” e chiede interventi al Ministero della salute

Norberto Maccagno

La vicenda della clinica Ideasorriso di Modena, nata dopo la denuncia fatta dal direttore sanitario, rischia di fare scoppiare un caso iDental anche in Italia.
L’allarme lo ha lanciato ieri Federcosumatori durante una conferenza stampa organizzata a Modena (presenti anche i sindacati dei lavoratori ed ANDI), per denunciare i problemi che la chiusura delle cliniche di Parma e Modena (voci parlano anche di chiusure in altre città) stanno comportando sui pazienti. 

“Ideasorriso –si legge in una nota- è una catena dentistica nazionale con sede a Padova, che dichiara 15 filiali in cinque diverse regioni italiane. Il proprietario è la “Mingardi Dental Center Srl”, costituita a gennaio 2017. Già in quell'anno Ideasorriso era stata segnalata per diverse irregolarità riscontrate nelle sue sedi sparse in Italia, tra cui Parma. Il 22 febbraio di quest'anno l'azienda ha chiesto l'ammissione al concordato preventivo, cessando poco dopo l'attività e lasciando diverse persone con interventi non conclusi, in diversi casi non ancora iniziati ma per i quali è stato versato un anticipo o è stato ottenuto un finanziamento”. 

Ed alcuni di questi cittadini si è rivolto all’associazione consumatori. 

“Alcuni pazienti in cura in queste strutture –dice ad Odontoiatria33 Fabrizio Ghidini (il secondo da sinistra nella foto della conferenza stampa) presidente di Federconsumatori Parma e responsabile regionale Sanità dell'Associazione - ci hanno contattato lamentandosi di aver versato acconti o attivato finanziamenti ma non hanno terminato i lavori o neppure iniziati mentre altri lamentano problemi per le cure ricevute. Poi ci sono i dubbi sulla effettiva necessità degli interventi svolti”. “Stiamo lavorando per fare sciogliere i contratti che i pazienti hanno con le società finanziarie”, continua Ghidini che ricorda anche come nel caso i pazienti decideranno di intraprendere azioni giudiziarie per cure mal eseguite, saranno gli odontoiatri che li hanno curati ad essere chiamati in causa anche se, sottolinea, sembra essere molto difficile risalire al nome del medico che li ha curati.

Quasi sempre non viene indicato chi ha effettuato la cura in cartella clinica ed in fattura”, dice il presidente dell’associazione dei consumatori ricordando come anche questo sia uno dei problemi che il legislatore dovrebbe affrontare. “La vicenda Ideasorriso –continua Ghidini- rende indispensabile alzare l'attenzione generale sulla crescita delle catene dentistiche. Va detto che non si può fare di tutta l'erba un fascio, non possono essere assimilati alla situazione denunciata gli altri soggetti del settore”.  

“Il dato che emerge, con grande chiarezza –continua- è che in quella struttura il peggior marketing aveva preso il sopravvento sull'attività sanitaria. Non si curavano pazienti, ma si vendevano prodotti e prestazioni. Raggiungere il budget settimanale era l'imperativo, e per farlo si proponevano interventi dei quali non sempre vi era necessità. Si sono richiesti anticipi, si sono avviati finanziamenti quando già era evidente l'impossibilità di fornire le prestazioni. Non c'era un reale referente sanitario, l'improvvisazione imperava ed erano frequenti gli annullamenti degli appuntamenti all'ultimo minuto, a volte quando il paziente aveva già assunto antibiotici. Questo succedeva, ad esempio, quando l'azienda riteneva non conveniente pagare un dentista per un numero limitato di appuntamenti. In generale le condizioni di lavoro erano pessime, con una commistione di mansioni estrema e con turni di lavoro a volte lunghissimi”.

Ed in tema di lavoratori e collaborazioni, Ghidini ricorda come oltre ai pazienti vi siano anche circa venti persone che oggi si trovano senza lavoro e stipendi da prendere oltre agli odontoiatri che collaboravano con il centro con partita iva.  

Fderconsumatori che ricorda come indubbiamente il tema dei costi delle cure odontoiatriche più complesse“non possa essere aggirato”, e le difficoltà di trovare le risorse economiche “possano giustificare la ricerca del miglio prezzo”, come giustificata è “una sana concorrenza, portata dalla crescita della competizione”.

“Ma detto questo –continua- è necessario che il paziente-consumatore sia edotto delle problematiche che possono nascere rivolgendosi a strutture di recente insediamento, la cui forma societaria può rendere complesso ottenere risarcimenti e garanzie qualora insorgano problemi”. Una situazione che per Ghidini “deve vedere crescere l'attenzione generale” e per farlo Federconsumatori lancia una richiesta di incontro all'Assessorato alla Sanità dell'Emilia Romagna, anticipando l'intenzione dell'Associazione a richiedere un incontro anche al Ministero della Sanità.

“L'obbiettivo -conclude- è quello di proporre un argine agli eccessi commerciali, riportando pienamente l'attività delle catene dentistiche nell'alveo dell'attività sanitaria. Requisiti per svolgere l'attività, tutela del consumatore, l'attenta sorveglianza sono i temi che porremo in questi incontri”.  

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