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27 Aprile 2021

Gravi criticità per i ''pass vaccinali''

Il Garante privacy invia un avvertimento formale al Governo. Eccessivi i dati riportati sui certificati da esibire in caso di controllo in contrasto con il Regolamento europeo


Non piace al Garante della Privacy quanto previsto dal Decreto Riaperture sui “pass vaccinali” in quanto presentano “criticità tali da inficiare, se non opportunamente modificata, la validità e il funzionamento del sistema previsto per la riapertura degli spostamenti durante la pandemia”. 

Per questo motivo il Garante ritiene sia “necessario un intervento urgente a tutela dei diritti e delle libertà delle persone”.Indicazioni del Garante della Privacy che si traducono in un “avvertimento formale” inviato al Governo ed “adottato ai sensi del Regolamento Ue, appena trasmesso a tutti i ministeri e agli altri soggetti coinvolti”. 

“Il Garante –si legge in una nota- osserva innanzitutto che il cosiddetto “Decreto Riaperture” non garantisce una base normativa idonea per l’introduzione e l’utilizzo dei certificati verdi su scala nazionale, ed è gravemente incompleto in materia di protezione dei dati, privo di una valutazione dei possibili rischi su larga scala per i diritti e le libertà personali”.“In contrasto con quanto previsto dal Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali” continua la nota, “il decreto non definisce con precisione le finalità per il trattamento dei dati sulla salute degli italiani, lasciando spazio a molteplici e imprevedibili utilizzi futuri, in potenziale disallineamento anche con analoghe iniziative europee”. 

Il Garante rileva che “non viene specificato chi è il titolare del trattamento dei dati, in violazione del principio di trasparenza, rendendo così difficile se non impossibile l’esercizio dei diritti degli interessati: ad esempio, in caso di informazioni non corrette contenute nelle certificazioni verdi”.

Sotto la lente, critica, anche “l’utilizzo eccessivo di dati sui certificati da esibire in caso di controllo, in violazione del principio di minimizzazione”. Per garantire, ad esempio, la validità temporale della certificazione, fa notare il Garante, “sarebbe stato sufficiente prevedere un modulo che riportasse la sola data di scadenza del green pass, invece che utilizzare modelli differenti per chi si è precedentemente ammalato di Covid o ha effettuato la vaccinazione. Il sistema attualmente proposto, soprattutto nella fase transitoria, rischia, tra l’altro, di contenere dati inesatti o non aggiornati con gravi effetti sulla libertà di spostamento individuale. Non sono infine previsti tempi di conservazione dei dati né misure adeguate per garantire la loro integrità e riservatezza”.

Criticità, “gravi”, rimarcate dal Garante che –viene indicato nella nota- “si sarebbero potute risolvere preventivamente e in tempi rapidissimi se, come previsto dalla normativa europea e italiana, i soggetti coinvolti nella definizione del decreto legge avessero avviato la necessaria interlocuzione con l’Autorità, richiedendo il previsto parere, senza rinviare a successivi approfondimenti.

L’Autorità ha comunque offerto al Governo la propria collaborazione per affrontare e superare le criticità rilevate. 

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