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03 Novembre 2021

Senato: non passano gli emendamenti su StP e pubblicità

Quello sull’esercizio in forma societaria per le sole StP non passa per 8 volti. Giudicato inammissibile quello che avrebbe modificato le norme sulla pubblicità sanitaria

Nor. Mac.

Come in Commissione, anche in Senato l’emendamento che avrebbe consentito l’esercizio in forma societaria dell’attività odontoiatrica alle sole StP si ferma ad un passo dall’approvazione: in Commissione un solo volto di scarto, in Aula 8.
Potrà comunque essere soddisfatto il Senatore Pietro Lorefice (M5S), primo firmatario dell’emendamento, per aver creato interesse verso il problema. Senatore che anche nel suo intervento in Aula, comunicando l’intenzione di non ritirare l’emendamento (che partiva con il parere sfavorevole del relatore e quindi del Governo) ribadiva che parlando “di società tra odontoiatri o società odontoiatriche”, si parla “di tematiche mediche che hanno a che fare con la salute della gente”.  

Penso –ha continuato- ci debbano sempre essere l'attenzione e l'interesse di ogni singolo senatore. Tutti noi abbiamo un mandato popolare e, quindi, siamo qui grazie al voto dei cittadini, che spesso sono anche utenti di tali servizi”. “La tematica in esame –ricorda Lorefice in Aula- è legata alla differenza tra le società tra professionisti e le società di capitale, che nel loro core business puntano più sull'utile che sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini. Con l'emendamento 4.104 (testo 2), chiedo dunque che venga aggiornata la normativa nazionale, permettendo di formare società solo tra professionisti, ma non escludendo il capitale da tale novero, perché la normativa del 2017 sulla concorrenza parla chiaro: un terzo del capitale può già essere presente, secondo la normativa di riferimento”.  

Per quanto riguarda la motivazione del parere contrario del Governo portata in Commissione dal Sottosegretario agli Affari Europei Vincenzo Amendola, ovvero che con l’approvazione dell’emendamento l’Europa avrebbe potuto aprire una infrazione nei confronti dell’Italia, il Sen. Lorefice sostiene che sia un falso rischio perché “la direttiva Bolkestein dice in maniera inequivocabile, all'articolo 2, paragrafo 2, che la direttiva stessa non si applica ai servizi sanitari. Perciò fughiamo ogni dubbio: non c'è pericolo di infrazione europea”.Sen. Lorefice che termina il suo intervento ricordando “come l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, il 22 settembre scorso, ha comminato 1 milione di euro di multa alla catena di cliniche Dentix, che ha lasciato tanti cittadini italiani senza denti e col portafoglio vuoto, avendo perso sia i soldi sia il diritto alla cura”. Messo al voto l’emendamento non è stato approvato per 8 voti. 

Altro emendamento di interesse odontoiatrico, questa vola presentato dallo stesso relatore del provvedimento legislativo, in discussione era quello sulle modifiche alla nomra Boldi sulla pubblicità. Questo non è neppure stato posto ai voti in quanto giudicato “inammissibile”. 

Gli emendamenti erano al Disegno di legge “Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea - Legge europea 2019-2020”, approvato alla Camera dove ora dovrà ritornare per l’approvazione finale, essendo stato modificato al Sentato. 

Unico provvedimento di interesse odontoiatrico rimasto (era stato approvato come emendamento alla Camera) è quello che riguarda la modifica delle norme sul Direttore Sanitario rendendo non più necessaria l’iscrizione all’Ordine territoriale dove la struttura esercita, ma è obbligato a comunicare di aver assunto l’incarico. Detto Ordine sarà comunque competente per quanto riguarda il potere disciplinare.    

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