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15 Ottobre 2006

Metanfetamina: quali gli effetti sul cavo orale

di C. M.Cabrini


Negli Stati Uniti il consumo di metanfetamina, uno stupefacente con effetto eccitante, ha messo in allarme l'American Dental Association: poiché il numero delle persone che ne fanno uso è in aumento e poiché tra gli effetti più evidenti della sostanza vi è il rapido deterioramento della salute del cavo orale, l'Associazione ha deciso di informare gli odontoiatri affinché siano in grado di riconoscerei danni legati all'abuso di metanfetamina e intervenire quando è ancora possibile preservare la capacità masticatoria. Queste indicazioni, disponibili sul sito dell'associazione,possono essere utili anche agli odontoiatri italiani.

La metanfetamina, che può essere assunta per via orale o aspirata attraverso il naso oppure fumata, agisce principalmente sulla produzione di adrenalina, noradrenalina e dopamina; tra i suoi effetti vi sono l'aumento della pressione sanguigna e del battito cardiaco, l'accelerazione della respirazione e un notevole decremento della salivazione. È quest'ultima la caratteristica che influisce principalmente sulla salute orale: la mancanza di saliva per periodi prolungati lascia lo smalto dentale senza difese contro i microrganismi e le sostanze acide prodotte o introdotte nel cavo orale. I dati statunitensi dicono che coloro che fanno uso di metanfetamina sono anche grandi consumatori di bibite dolci e gassate, con le quali cercano di attenuare la forte sete scadi Cosma Capobianco tenata dall'assenza di saliva; le due condizioni che si verificano contemporaneamente, ossia la carenza di saliva e la continua presenza di sostanze acide nel cavo orale, mettono in moto un processo di sviluppo di lesioni cariose molto più veloce di quanto si osserva comunemente.

"La carie legata all'assunzione di metanfetamina ha caratteristiche particolari e riconoscibili, simili a quelle che si riscontrano nei pazienti sottoposti a terapia radiante alla testa e al collo: le lesioni cariose si concentrano inizialmente lungo la linea gengivale, poi si sviluppano molto velocemente soprattutto sulla superficie vestibolare dei denti" spiega Charles Tatlock, docente presso il Dipartimento di chirurgia orale della University of New Mexico, negli Stati Uniti, che lo scorso anno si è dedicato allo studio dei sintomi derivanti dall'uso di metanfetamina; "sullo smalto si forma, inoltre, una patina di colore grigiastro piuttosto inusuale se paragonata alla comune placca.

"Tra gli effetti dell'uso dimetanfetamina vi sono inoltre l'aumento dei movimenti involontari e la riduzione della sensazione di dolore, e anch'essi concorrono a determinare le caratteristiche particolari dei disturbi orali."Il bruxismo e lo sfregamento dei denti indotto dalla sostanza consumano in particolare i canini e i premolari e li portano facilmente alla rottura poiché sono già indeboliti dalle lesioni cariose; oltre a ciò, il paziente che fa uso di metanfetamine può essere riconosciuto e aiutato anche grazie al fatto che la sostanza riduce la sensazione di dolore"dice infine il docente;"questi pazienti, infatti,spesso non lamentano dolore pur presentando lesioni profonde, ma dicono di essersi recati nello studio odontoiatrico per questioni estetiche o, nei casi più gravi, a causa della ridotta capacità masticatoria".

GdO 2006; 14

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