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09 Febbraio 2022

Ordinanza tribunale di Sassari su accesso ai concorsi del SSN senza specialità

Iandolo: “Massima soddisfazione, recepita appieno la nostra posizione. Ora intervenga il Legislatore riconoscendo la sola laurea in odontoaitria per l’accesso ai ruoli dirigenziali del SSN"


Un laureato in Odontoiatria ha il diritto di accedere, senza ulteriori specializzazioni, alle graduatorie degli specialisti territoriali.
A stabilirlo, con un’ordinanza “pilota” (la 1491/2021), il Tribunale di Sassari, che ha accolto il ricorso d’urgenza presentato da un odontoiatra e volto a sospendere le graduatorie provvisorie pubblicate dalla Ats Sardegna, che l’avevano escluso perché privo del diploma di specializzazione.

“Massima soddisfazione” da parte del Presidente della Commissione Albo Odontoiatri nazionale Raffaele Iandolo (nella foto), che sottolinea come la decisione recepisca appieno la posizione consolidata della stessa Cao nazionale, secondo la quale la Laurea in Odontoiatria ha, di per sé, valenza specialistica.

Secondo i giudici, infatti, “detta laurea deve ritenersi già integrare una specializzazione, appunto, in Odontoiatria”.

“Il titolo dei laureati in Odontoiatria e protesi dentaria – si legge nell’Ordinanza – assorbe quello di specializzazione in Odontoiatria richiesto ai laureati in Medicina e chirurgia. Non si comprende, infatti, di quale specializzazione i laureati in Odontoiatria e protesi dentaria dovrebbero essere in possesso per rispettare il dettato normativo, dal momento che la specializzazione nella disciplina, per i predetti laureati è insita nel diploma di laurea. Questi ultimi possono conseguire bensì delle ulteriori specializzazioni, non però nella disciplina (Odontoiatria), quanto piuttosto nell'area dell'Odontoiatria”.

“È ovvio, quindi – concludono i magistrati -  che il possesso di una di queste specializzazioni non integra,  e non può integrare, il requisito richiesto dalla determinazione impugnata, anche perché, nel voler seguire la tesi di quest'ultima, i laureati in Odontoiatria e protesi dentaria dovrebbero essere sempre  e comunque  esclusi da tali graduatorie, il che è palesemente insostenibile”.

La richiesta di un’ulteriore specializzazione per l’accesso ai concorsi del Servizio sanitario nazionale è, secondo il Presidente Iandolo, “un paradosso tutto italiano” che rischia di affossare completamente l’Odontoiatria pubblica.    

“Tre soltanto sono le materie di specializzazione oggi esistenti per l’Odontoiatria: Odontoiatria pediatrica, Ortognatodonzia, Chirurgia orale –  spiega -. A ciò va aggiunto che le scuole di specialità in Odontoiatria, per lungo tempo, non sono state neppure attivate nelle varie sedi universitarie. Il ristretto numero di Odontoiatri ulteriormente specializzati rischia perciò di  bloccare l’accesso concorsuale agli organici dirigenziali pubblici, precludendo al 90% dei professionisti la possibilità di partecipare. E questo, in un un contesto in cui la maggior parte degli Odontoiatri del Sistema sanitario nazionale sarà presto in età pensionabile. Rendendo, di fatto, impossibile il ricambio generazionale nei ruoli dirigenziali pubblici”.

“La laurea in Odontoiatria ha di per sé natura specializzante, come hanno ben esplicitato i magistrati del Tribunale di Sassari, e fornisce tutte le competenze necessarie per un’assistenza di qualità – continua il Presidente dell’Albo nazionale -. Auspichiamo quindi, come necessario e urgente, un intervento del Legislatore che riconosca tale valenza anche per l’accesso ai ruoli dirigenziali del Servizio Sanitario Nazionale al fine di consentire il ricambio generazionale degli organici, mantenere in equilibrio il sistema e consentire almeno l’erogazione delle prestazioni minime previste dai Lea. Prestazioni che, oltretutto, andrebbero implementate, essendo oggi limitate per numero e destinate solo a particolari tipologie di pazienti”. 

 
 

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