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23 Marzo 2022

Riconoscimento temporaneo titolo sanitario ucraino, le prime indicazioni

Anelli: massima disponibilità ma si dovrà valutare anche con le altre Federazioni come disciplinare questa nuova forma di esercizio professionale. Anche questi sanitari dovranno rispettare l’obbligo vaccinale

Nor. Mac.

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del “Decreto Ucraina” approvato dal Governo venerdì scorso, i sanitari potranno vedersi riconosciuta, fino al 4 marzo 2023, la possibilità di esercitare la propria professione senza dover attendere il riconoscimento della propria qualifica professionale

La norma prevede “l'esercizio temporaneo delle qualifiche professionali sanitarie e della qualifica di operatore socio-sanitario ai professionisti cittadini ucraini residenti in Ucraina prima del 24 febbraio 2022 che intendono esercitare nel territorio nazionale, presso strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche o private, una professione sanitaria o la professione di operatore socio sanitario in base a una qualifica professionale conseguita all'estero regolata da specifiche direttive dell'Unione europea”. 

Le strutture sanitarie interessate –continua l’articolo 34 del Decreto 21/2022- possono procedere al reclutamento temporaneo di tali professionisti, muniti del Passaporto europeo delle qualifiche per i rifugiati, con contratti a tempo determinato o con incarichi libero professionali, anche di collaborazione coordinata e continuativa, in deroga all'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e fermo restando quanto previsto dall'articolo 11, del decreto legge 30 aprile 2019, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla Legge 25 giugno 2019, n. 60. Le predette strutture sanitarie forniscono alle regioni e alle province autonome sul cui territorio insistono, nonché' ai relativi Ordini professionali, i nominativi dei professionisti sanitari reclutati ai sensi del presente articolo”. 

Sulle modalità puramente operative interviene il presidente FNOMCeO Filippo Anelli che sentito dall’ANSA assicura la massima disponibilità per poter applicare la norma ma ricorda che “è appena stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale e abbiamo la necessità di regolamentare questo nuovo rapporto di lavoro con gli ordini provinciali: vedremo anche con le altre confederazioni delle professioni sanitarie come disciplinare questa nuova modalità di esercizio professionale". 

Secondo quanto riferito all’ANSA dal presidente FNOMCeO, al momento "sono giunte richieste di impiego soprattutto per alcune figure di operatori sanitari ucraini giunti in Italia, come gli odontotecnici. Alcune associazioni hanno infatti già chiesto la possibilità di far esercitare la professione a questi operatori ucraini anche come gesto concreto di solidarietà". Per quanto riguarda invece i medici odontoiatri, "dobbiamo affinare il meccanismo, perchè le modalità di esercizio della professione sono legate alla valutazione del passaporto di profugo su cui viene appunto riportata la professione". 

Per il presidente Anelli, molto probabilmente i sanitari saranno impiegati come dipendenti, per loro la possibilità di lavorare come liberi professionisti “mi pare più complessa”. 

Infine la questione dell’obbligo vaccinale, vale anche per i sanitari ucraini che vogliono lavorare in Italia. "La legge, il dl 172 - ribadisce Anelli all’ANSA - stabilisce che l'esercizio della professione medica è correlato con l'obbligo vaccinale. L'obbligo vaccinale anti-Covid è cioè un requisito fondamentale per l'esercizio della professione medica stessa. Pertanto, anche i medici ucraini nel momento in cui esercitano la professione in Italia dovranno vaccinarsi".   


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