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16 Febbraio 2009

Sicurezza nello studio: le nuove disposizioni

di Andrea Telara


Il dottor Alberto Libero dell’Andi illustra il nuovo decreto legislativo n. 81 in sostituzione della vecchia legge 626.
“Cari colleghi, è ora di mettersi al lavoro per rispettare le nuove norme sulla sicurezza degli studi professionali.” L’appello arriva da Alberto
Libero, vice segretario sindacale e responsabile per la salute e la sicurezza dei luoghi di lavoro dell’Andi, Associazione nazionale dentisti italiani. Tuttavia, secondo Libero, non occorre farsi prendere dalla fretta o abbandonarsi a eccessivi allarmismi. Le nuove disposizioni adottate nella precedente legislatura dal governo di centrosinistra, infatti, entreranno in vigore in maniera graduale e, per essere completamente efficaci, attendono ancora l’approvazione di alcuni decreti attuativi.
Dottor Libero, può spiegare in sintesi che cosa è cambiato e che cosa cambierà per gli odontoiatri in materia di sicurezza sul lavoro?
Innanzitutto, occorre ricordare che nella primavera del 2008 c’è stata l’approvazione, da parte della ex-maggioranza guidata da Romano Prodi, di un nuovo decreto legislativo, il n. 81 del 9 aprile 2008, che modifica e sostituisce un insieme di norme entrate in vigore nel 1994, cioè quelle della vecchia legge 626.
Che cosa prevede, nello specifico, il decreto n. 81 del 2008?
In pratica, introduce delle disposizioni più stringenti, sia per i professionisti e gli imprenditori sia per i loro dipendenti, in materia di salute e di sicurezza dei luoghi di lavoro.
Per gli odontoiatri, dunque, sono in arrivo nuovi adempimenti burocratici che comporteranno un notevole dispendio di tempo e di risorse…
Senza dubbio ci sono nuove norme e nuove regole importanti da rispettare. Ma non sopravvaluterei troppo questo aspetto. Adeguandosi per tempo alle disposizioni di legge, gli odontoiatri possono, infatti, evitare parecchi grattacapi. Non dimentichiamoci che il tema della sicurezza, all’interno degli studi dentistici, è indubbiamente importante, ma nella sostanza non ha mai creato grandi problemi ai professionisti. Nelle cronache più o meno recenti non ricordo un infortunio grave sul lavoro all’interno di una struttura odontoiatrica.
E allora perché i dentisti sono chiamati a rispettare questi nuoviimpegni in materia di sicurezza?
Perché le disposizioni del decreto legislativo n. 81 riguardano tutti i luoghi di lavoro, nessuno escluso. I professionisti e gli imprenditori, che piaccia o no, devono rispettare le nuove norme.
Entriamo nello specifico: che cosa devono fare gli odontoiatri per adeguarsi alle nuove disposizioni di legge?
Andiamo per ordine: innanzitutto, occorre precisare che la situazione è ancora in divenire. L’impianto generale della legge è stato definito, ma si attende l’approvazione di alcuni decreti attuativi su singoli aspetti tecnici del decreto. Tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio, il ministro del welfare, Maurizio Sacconi, si è impegnato a intervenire con alcuni provvedimenti ad hoc che dovrebbero fare un po’ più di chiarezza su questa materia.
Dunque, occorre armarsi di pazienza e aspettare…
A dire il vero, no. Ci sono già alcuni aspetti della legge abbastanza definiti ai quali i professionisti dell’odontoiatria possono e devono adeguarsi.
Quali sono, questi aspetti?
È bene ricordare che il decreto legislativo n. 81 impone ai datori di lavoro d’informare adeguatamente i propri dipendenti e i propri collaboratori sui principali aspetti che riguardano la salute e la sicurezza durante lo svolgimento delle loro mansioni.
Facile a dirsi, ma come avviene concretamente questo processo?
A tal proposito, l’Andi è vicina ai professionisti e mette a disposizione, attraverso le proprie sedi territoriali, tutto il materiale necessario per comprendere quali sono gli no effettuare una sorta di autocertificazione, ovvero compilare un documento in cui, nero su bianco, dichiarano di avere applicato tutte le disposizioni necessarie a tutelare il più possibile la sicurezza e la salute dei dipendenti e di chi opera nella struttura odontoiatrica.
Questo passaggio ha come presupposto un attento processo di valutazione di tutti i rischi che gravano sull’attività quotidiana dello studio.
Come si fa a valutare questi rischi?
Si tratta di un processo che deve essere svolto da chi opera all’interno dello studio e ne conosce bene le attività. La legge impone, infatti, a qualsiasi datore di lavoro di nominare la figura di un responsabile della valutazione dei rischi. È una figura che, soprattutto nelle strutture più piccole, può coincidere con lo stesso odontoiatra, titolare dell’ambulatorio.
A quali conseguenze può andare incontro chi non rispetta le nuove norme sulla sicurezza?
Sono previste diverse sanzioni, dal punto di vista civilistico e penale, a volte anche molto pesanti. Ma ripeto: il problema della sicurezza, benché da non sottovalutare, non deve creare eccessivi allarmismi tra chi esercita la professione del dentista.
Quale suggerimento possiamo dare all’odontoiatra che non ha ancora affrontato il tema delle norme di sicurezza e che non sa da che parte cominciare?
Il mio consiglio è quello di rivolgersi alla sede dell’Andi del proprio territorio dove trova a disposizione colleghi e professionisti competenti che possono aiutarlo. La nostra associazione è impegnata in un’intensa attività di formazione, che verrà potenziata ulteriormente nei prossimi mesi e nelle prossime settimane.
In che modo?
Su tutto il territorio nazionale abbiamo individuato, tra i nostri associati, un gruppo di circa 230 professionisti che hanno acquisito, e stanno acquisendo, particolari competenze in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro. Si tratta di soggetti che ricopriranno il ruolo di tutor per i loro colleghi e che rappresenteranno un punto di riferimento per conoscere gli aspetti più importanti del decreto legislativo n. 81 del 2008.
Ci sarà dunque un processo di formazione continua…
Direi di sì. E avrà come momento più significativo un convegno e un seminario che abbiamo organizzato per la fine di febbraio, nei giorni 28 e 29. Riuniremo a Roma tutti i membri della nostra associazione, operativi sul territorio nazionale e incaricati di occuparsi dei temi della sicurezza e della salute. Speriamo che, per il prossimo mese, il quadro legislativo sarà un po’ più chiaro. Le norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro coinvolgono una molteplicità di soggetti, dai Nas alle Asl, agli Ispettorati del lavoro.
Inoltre, il procedimento legislativo è complesso e ha visto impegnate diverse istituzioni come il ministero del welfare o la Conferenza stato-regioni. Mi sembra comunque che da parte di tutti gli addetti ai lavori, comprese le organizzazioni sindacali, vi sia la volontà di andare avanti e di raggiungere, alla fine, un risultato compiuto ed efficace.

GdO 2009; 1

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