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20 Dicembre 2022

Professioni sanitarie e fattura elettronica, senza proroga tra 10 giorni scatta l’obbligo

Assicurazioni positive arrivano dalla politica, anche se mancano segnali ufficiali. Intanto le Entrate risolve la questione privacy per gli avvocati 

Norberto Maccagno

Molti sono convinti che, come sempre sul filo di lana o poco oltre, la proroga al divieto di invio di fattura elettronica allo SDI per le prestazioni sanitarie rivolte ai pazienti (quelle che vengono registrate al Sistema tessera Sanitaria), alla fine arriverà

In una nota inviata ai presidenti dei Consigli degli Ordini dei Commercialisti provinciali, il Consiglio nazionale informa di aver ricevuto, “in via informale, la disponibilità a prendere in seria considerazione l’adozione, in tempi celeri, di un provvedimento normativo finalizzato a prorogare il regime di esonero”. 

Ma per ora emendamenti o bozze di provvedimenti non si sono però ancora visti e la scadenza del 31 dicembre si avvicina. 

I Commercialisti, come AIO e come ANDI (stando a quanto presentato in Assemblea nazionale), hanno inviato richieste ai Ministeri competenti e Governo chiedendo la proroga della scadenza fissata al 31 dicembre 2022 per l'esonero dall'obbligo di emissione di fattura elettronica da parte dei soggetti tenuti alla trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria. 

Commercialisti che hanno chiesto, anche, di mantenere per il 2023, e possibilmente di mettere a regime la periodicità semestrale attualmente prevista per l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria. Se questo non avverrà, dal primo gennaio 2023 scatta l’obbligo di invio mensile, entro il mese successivo, dei dati al STS, si veda il nostro approfondimento

Come noto l’esonero dell’obbligo di fatturazione elettroniche per quelle sanitarie è motivato con la necessità di tutelare la privacy dei pazienti evitando che venga divulgata la tipologia di prestazione resa rendendo riconoscibile la malattia. Infatti la norma non vieta la fatturazione elettronica ma il loro invio al SDI, il servizio di interscambio dove vengono raccolte le fatture elettroniche. 

Problema che avevano anche gli avvocati, già peraltro obbligati alla fatturazione elttronica. 

Qualche giorno fa, il 24 novembre, con un provvedimento specifico, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha fornito, per superare le criticità sulla privacy, istruzioni per quanto riguarda la memorizzazione da parte dell’Agenzia delle Entrate delle fatture emesse solo in ambito legale. Memorizzazione che dovrà essere fatta in un archivio separato e crittografato, solo per quanto riguarda i dati essenziali (ad esempio codice fiscale e poco altro) mentre non viene memorizzato il corpo fattura, ovvero la tipologia di prestazione effettuata.  

Provvedimento che ha due differenti letture. 

Una ritiene che le Entrate ha voluto definire le modalità solo per gli avvocati perché già obbligati alla fatturazione elettronica e che se avesse voluto, avrebbe indicato in quel provvedimento anche per le fatture sanitarie quella modalità di memorizzazione.
L’altra che invece sia solo il primo provvedimento e a breve, ne seguirà uno analogo per le fatture sanitarie risolvendo il problema privacy in modo da portare anche i sanitari ad utilizzare la e-fattura.

Tra dieci giorni scopriremo chi avrà ragione. Nel caso “vincessero” i secondi, pensare che un settore di oltre un milione di professionisti possa passare alla fatturazione elettronica nel giro di poche ore, è veramente da irresponsabili.   


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