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22 Dicembre 2022

Manovra, per il settore non sembrano arrivare neppure le briciole

Salta la norma sulla medicina estetica, confermato l’aumento del tetto al fatturato per aderire al regime forfettario e l'aumento del limite al contante. Per il Pos nulla cambia

Nor. Mac.

La manovra finanziaria, tecnicamente la Legge di Bilancio 2023 che in queste ore è approdata alla Camera per la discussione che dovrebbe portarla, forse il 24 dicembre, alla sua approvazione con voto di fiducia, e poi subito al Senato per vederla licenziata definitivamente entro fine anno, non sembra portare nessuna novità per il settore dentale. E questo potrebbe essere anche una buona notizia, perché non sempre le novità introdotte, per il settore sono risultate positive, anche se la lista di quelle che servirebbero, per i dentisti e per i pazienti, è bella lunga.
Sarà poi un’attenta analisi da parte degli esperti, una volta che sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale, a sancire se questa impressione sarà reale. 

L’unico emendamento presentato che interessava direttamente l’odontoiatria, quello sulla medicina estetica (LINK), è stato per l’ennesima vota accantonato. 

Tra le novità che possono interessare il settore dentale, magari più gli igienisti dentali, gli odontotecnici e gli odontoiatri collaboratori piuttosto che gli studi odontoiatrici (visto che il loro fatturato medio è di circa 150mila euro) l’innalzamento a 85 mila euro del tetto del fatturato per poter accedere al regime fiscale agevolatoche consente di pagare una aliquota forfettaria del 15%. Rimangono esclusi coloro che hanno compartecipazioni in società di capitale o di persona. 

Altra norma, anche in questo caso che tocca marginalmente gli studi odontoiatrici, la decisione di non cambiare nulla sull’obbligo di Pos e sulle sanzioni che rimangono invariate, si veda il nostro approfondimento.
Nessuna novità neppure per quanto riguarda gli sgravi su commissioni e canoni di noleggio del Pos, sarà un Tavolo che verrà costituito a valutare le misure da attivare.     

Sembrerebbe anche confermato l'aumento del tetto ai pagamenti in contante che sale a 5 mila euro. Nessuna novità invece per quanto riguarda la detrazione delle spese delle prestazioni sanitarie per i pazienti, detrazioni che saranno possibili sono se pagate con strumenti tacciabili. 

Articolo modificato il 23 dicembre 2022 ore 14:00


Photo Credit: Governo.it

 
 

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