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01 Febbraio 2023

Il futuro della sanità: condivisione tra professionalità e accessibilità e sostenibilità delle cure attraverso le tecnologie

Le professioni del futuro al centro della festa per i 10 anni del gruppo Lswr. Ecco come evolvono le competenze


Il coronavirus ha modificato non solo la sanità ma i bisogni delle persone. Sostenibilità e accessibilità delle prestazioni –ieri semplicemente enunciati come valori - sono diventate dei “must”. Quasi nessuna azienda ormai è sprovvista di un “sustainability manager”, una figura attenta sia all’impatto economico delle scelte strategiche sia a quello sull’ecosistema di clienti e fornitori e sull’intero ambito della popolazione interessata alle sue attività.  Il tema è stato al centro della festa per i 10 anni del gruppo LSWR, una serata dedicata a “la forma del futuro”e all’evoluzione delle competenze del prossimo decennio, con ospiti d’eccezione quali il giurista Giuliano Amato, la senatrice Beatrice Lorenzin, il Presidente degli Ordini dei Farmacisti Andrea Mandelli, il professor Luca Pani ex DG dell’Agenzia del Farmaco e oggi docente di Psichiatria all’Università di Miami e di Farmacologia all’Università di Modena Reggio Emilia, e Antonio Gaudioso, già capo della Segreteria tecnica del ministro della Salute.  

Luca Pani lancia il tema partendo dall’impatto della scienza nelle modifiche della sanità, e in particolare della medicina: quella del futuro ha quattro caratteristiche che iniziano per “P”, è Preventiva, Predittiva, Personalizzata e Partecipata. “Dopo la pandemia si è moltiplicato il numero di fruitori non solo di telemedicina e ricetta elettronica, novità sulle quali il nostro paese non tornerà più indietro; si moltiplicheranno in futuro le richieste di terapie digitali; ma oggi nel mondo si stanno moltiplicando soprattutto i portatori di dispositivi indossabili. Si tratta di un esempio di partecipazione decentralizzata di utenza e operatori sanitari al monitoraggio di parametri di salute sofisticati che implica il trattamento in banche dati informatiche, ponendo due problemi: primo, come far viaggiare le informazioni sensibili in reti partecipate e capaci di offrire servizi; secondo, come mettere in sicurezza tali informazioni, atteso che il paziente in linea di principio si fida, sa di trarre il massimo vantaggio per la propria salute condividendo i propri parametri con professionisti di fiducia in contesti sicuri”.  


Andrea Mandelli ex senatore sottolinea il ruolo delle farmacie nelle reti, nell’offerta di diagnostica, nel trattamento sicuro di dati dei pazienti, da effettuarsi ad esempio nel fascicolo sanitario elettronico. Ed aggiunge una riflessione sull’Italia: “Il compito più grande della politica è aiutare le professioni sanitarie, ed un po’ tutto il sistema paese a ridurre l’impatto della burocrazia che finisce per minare la sanità, in quanto rallenta i processi e quindi la progressione del prodotto interno lordo su cui è basato il finanziamento del Fondo sanitario”.  

Beatrice Lorenzin ritiene che la principale sfida posta dalle nuove tecnologie, sia alle professioni (non solo sanitarie) sia ai politici, sia portare il progresso a tutti e a garantire la massima accessibilità ai nuovi servizi che le tecnologie innovative consentono. “Dobbiamo prepararci peraltro a dirottare miliardi alla spesa in tecnologie per la salute e ad aumentare di 5 miliardi il Fondo sanitario proprio per rendere attrattive quelle professioni sanitarie che oggi non attirano”.  

Intervistato da Roberto Pardolesi, direttore della rivista Foro Italiano, Giuliano Amato, presidente emerito della Corte Costituzionale, sottolinea le trasformazioni del nostro diritto alla salute d i suoi riflessi nel diritto sanitario, senza trascurare una riflessione sul concetto di salute globale che associa i temi ambientali.  

Antonio Gaudioso, per dieci anni (fino a marzo 2021) segretario generale di Cittadinanzattiva, offre due spunti di prospettiva, il primo in negativo: la mancata approvazione del nomenclatore delle tariffe ambulatoriali da parte delle regioni non consente di coprire nei livelli essenziali di assistenza, cioè con spesa pubblica, prestazioni chiave come le diagnosi pre-natali. Il secondo spunto è in positivo, è stata varata in consiglio dei ministri una bozza della legge delega sull’assistenza agli anziani non autosufficienti. “Una riforma importante che si può leggere in due passaggi, primo l’introduzione nelle nostre strutture ambulatoriali come le case di comunità di valutazioni multidimensionali implicanti l’intervento dei servizi sanitari (le Asl) e sociali (i comuni) e per la prima volta un’integrazione di tali servizi a vantaggio della personalizzazione delle cure; secondo, si dà il via all’integrazione delle banche dati di Inps, servizi sociali e sanitari, che permetterà di uniformare il patrimonio di dati a disposizione e consentirà certezze sia nel determinare i fabbisogni di prestazioni sia nel soddisfare la diffusa esigenza di legalità”.  

Mauro Miserendino per Doctor33

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