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10 Maggio 2023

Università, scuole di specializzazione, ECM e radioprotezione: il punto da FISO

Evento annuale della Federazione Italiana delle Società Scientifiche per approfondire alcuni dei temi “caldi” della professione


La FISO, Federazione Italiana delle Società Scientifiche ha celebrato questa mattina in un hotel romano, il suo incontro annuale dedicandolo a temi di grande interesse ed attualità: Università, Formazione ECM e radiologia. Obiettivi di questi momenti di approfondimento, ha ricordato in apertura il presidente FISO Pierluigi Floris quello di favorire un confronto tra tutte le componenti dell’odontoiatria. FISO che in questa occasione ha anche ufficializzato l’adesione della AIGeDO, Società scientifica che si occupa di gnatologia e dolore oro facciale. Ha portato i saluti della Società il presidente Alessandro Rampello.  

Evento FISO che ha toccato principalmente tre temi.  

Nel primo dedicato al cambiamento dell’odontoiatria, moderato dal direttore di Odontoiatria33 Norberto Maccagno, si è approfondito grazie all’intervento del prof. Roberto Di Lenarda, presidente del Collegio dei docenti, il tema della formazione universitaria e più in particolare della laurea abilitante e delle scuole di specialità e con il presidente nazionale CAO Raffaele Iandolo la questione della possibilità per gli odontoiatri di partecipare ai concorsi pubblici senza diploma di specialità. Altro tema affrontato con il presidente Iandolo quello delle nuove tecnologie, strumenti che indubbiamente aiutano clinici e pazienti ma che possono essere fonte di criticità in assenza di norme specifiche ma anche di indicazioni deontologiche chiare.  

Il secondo momento di approfondimento è stato dedicato all’ECM e moderato dal prof. Gianfranco Carnevale. Presenti il componente odontoiatra all’interno della Commissione ECM Alessandro Nisio, il presidente CAO Raffaele Iandolo, il presidente ANDI Carlo Ghirlanda ed il segretario sindacale AIO Danilo Savini.  

Un sistema quello ECM, è stato ricordato, affetto da problemi irrisolti soprattutto per i liberi professionisti. Molte le criticità emerse durante il dibattito, da quelle legate al numero di crediti rilasciati dagli eventi residenziali, al ruolo delle Società scientifiche, alla questione del recupero dei crediti degli anni precedenti fino a quelle legate al sistema che oggi incentiva la raccolta del credito e non la necessità di aggiornarsi. Ed è proprio sulla qualità formativa che ci si è molto soffermati, ma anche sulla necessità che il sistema venga riformato ma soprattutto pensato anche per le esigenze dei liberi professionisti, in modo che possano costruirsi un aggiornamento sui temi che interessano la propria attività professionale, seguendo un aggiornamento qualitativamente di livello ma soprattutto basato sull’evidenza scientifica. L’ECM deve essere una opportunità per l’accrescimento professionale del singolo odontoiatra, non un obbligo normativo basato sulla raccolta del credito, è stato ribadito. E dalla tavola rotonda emerge la volontà di stilare una proposta condivisa all’interno del settore per riformare il sistema da portare in Commissione ECM.  

Terzo tema approfondito quello della normativa sulla radioprotezione. Una normativa che comporta troppa burocrazia per lo studio odontoiatrico, ha ricordato il moderatore della sezione il dott. Pietro Ferrante che ha portato come esempio l’obbligo di registrare ogni “endorale” fatta. Tra i motivi di preoccupazione anche le possibili limitazioni sull’utilizzo di alcune strumentazioni. A discuterne il presidente ANDI Carlo Ghirlanda, il segretario AIO Danilo Savini e per le questioni più normative Andrea Tuzio, consulente normative dell’Omceo Roma.  

Normativa nata per tutelare il paziente dalle radiazioni ionizzanti e che tocca tutti gli ambiti della medicina ma non solo e per questo non poteva, o non si è voluto, distinguere per singoli ambiti professionali, hanno spiegato ANDI ed AIO, ricordando come in un primo tempo la norma era decisamente molto più restrittiva per gli odontoiatri e solo grazie ad un dialogo continuo è stato possibile giungere a compromessi. Sindacati che sono tornati sulla questione registrazione delle singole lastrine per fare capire il perché è stato imposto questo, e non solo agli odontoiatri. Lo spirto dell’obbligo è sapere quante emissioni di radiazioni vengono immesse nell’ambiente annualmente. Il nostro obiettivo partecipando ai tavoli, hanno spiegato i rappresentati di ANDI e AIO, è stato quello di tutelare gli odontoiatri soprattutto confermando la possibilità di utilizzare tutti questi strumenti per fare diagnosi, compresa la CBCT.

E su questo ci siamo battuti molto –hanno detto ANDI ed AIO-, nella prima stesura agli odontoiatri sarebbe stato precluso l’utilizzo delle Cbct. Ovviamente con la possibilità di poterle utilizzare, abbiamo dovuto accettare le responsabilità di chi utilizza questi strumenti, e garantire che vengano utilizzati in maniera appropriata”.

C’è anche da considerare che la Pubblica amministrazione si comporta da Pubblica amministrazione seguendo le proprie linee, noi cerchiamo di fare comprendere le nostre esigenze, ma non sempre queste collimano con le loro guide e quindi non sempre vengono considerate”.

Evento FISO che si è chiuso con la volontà e l’auspicio che le decisioni prese per la categoria vengano prese collegialmente dove tutti, per le proprie competenze ed i propri ruoli, possano portare idee e proposte.      


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