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05 Luglio 2023

Nuova classificazione parodontale e applicabilità in studio

Una ricerca italiana ha valutato l’applicabilità della nuova classificazione paradontale e l’incidenza della malattia parodontali nella popolazione adulta del Sud Italia. Studio premiato al Da Vinci Awards Taobuk


Nella foto: Prof. Carmen Mortellaro, PhD. Anna Tampieri, dott. Francesco Romano, Ing. Roberto SanfilippoNella foto: Prof. Carmen Mortellaro, PhD. Anna Tampieri, dott. Francesco Romano, Ing. Roberto Sanfilippo

La classificazione delle condizioni parodontali è indispensabile per la raccolta di dati che orientino verso la sorveglianza epidemiologica e le strategie terapeutiche. La nuova classificazione della malattia e delle condizioni parodontali introdotta congiuntamente dall’American Academy of Periodontology e dall’European Federation of Periodontology (AAP/EFP 2017), non è stata ancora applicata a studi basati sulla popolazione, e risulta poco diffusa come strumento diagnostico tra gli Odontoiatri.

Tra i lavori selezionati al Da Vinci Awards Taobuk a Taormina 2023, che hanno ricevuto il Premio Menzione, vi è, nella Sezione Studi Epidemiologici, quello del Team del Centro Odontoiatrico del Dr. Francesco Romano di Palermo, “Prevalenza della Parodontite, sulla popolazione adulta di un’area urbana del Sud Italia, secondo la nuova classificazione EFP/AAP 2017. Uno studio epidemiologico cross-sectional su 623 pazienti (risultati preliminari)”.

Questo studio epidemiologico, a campionamento trasversale, aveva un duplice obiettivo. Da un lato valutare quanto fosse applicabile in un comune ambulatorio odontoiatrico la diagnosi in base alla nuova classificazione. Dall’altro rilevare la prevalenza della parodontite, in un’area metropolitana del Sud Italia - quella della città di Palermo, di 750.000 individui -  classificandola per Stadio di gravità.

L’unico studio del genere era quello di Aimetti M. et. al (2015) ma che aveva adottato la vecchia classificazione (Armitage 1999 modif. da CDC/AAP 2012). E nonostante questo, comunque, su un campione di 700 pazienti aveva già indicato una prevalenza del 75%, ossia sensibilmente superiore a quella dei dati ufficiali forniti dal Ministero della Salute e dalla SIdP (60%). Aimetti concludeva il suo studio auspicando nuovi studi in questo senso.

Nel presente studio i criteri di inclusione erano gli adulti sopra i 18 anni e non edentuli. I dati sono stati ottenuti, da Odontoiatri previamente formati, attraverso l’anamnesi clinica dei pazienti dello studio dentistico, che si presentavano in visita per i più svariati motivi tra febbraio e giugno  2023: un controllo periodico, un mal di denti, una seduta di Igiene Orale o altro. Al termine della visita veniva fornita al paziente, verbalmente, un’anamnesi del suo  status parodontale, che veniva poi sempre riportata in cartella, redatta secondo le linee guida AAP/EFP, ed inserita in un database. Per ottenere una stima della prevalenza della parodontite in questa popolazione, con un intervallo di confidenza del 95% (95% CI), e con un margine di errore del 4%, era necessario esaminare un minimo di 600 pazienti.

I risultati preliminari riferiscono di una prevalenza globale (Stadio 1-4) di malattia parodontale rilevata nella popolazione di questa area urbana è stata dell’90%. Altro dato importante: si è notato che più del 50% dei pazienti si trovavano in Stadi iniziali di parodontite (1 e 2); ovvero nelle condizioni ideali per affrontare trattamenti iniziali e sottoporsi a programma di prevenzione secondaria semplici e poco costosi. Ciò – conoscendo la rapida ed irreversibile progressione della malattia parodontale - non sarebbe stata possibile se non si fosse diagnosticata la malattia in Stadio 1-2.


Dai dati preliminari si conferma inoltre che la nuova classificazione della malattia parodontale EFP/AAP è di grande aiuto nell’individuare con maggiore precisione la prevalenza e la gravità della parodontite in una popolazione adulta. I dati riportati nel nostro studio mostrano una percentuale molto maggiore di quanto riportato finora da fonti ufficiali (Ministero della Salute e documenti della SIdP parlano di percentuali intorno al 60%).

I risultati confermano infine che, con la classificazione precedente, la malattia parodontale risultava molto sottostimata nella popolazione e la diagnosi meno precisa. Questi dati sono adesso al vaglio di un gruppo di statistici e ricercatori per depurarli, analizzarli e trarne anche altre conclusioni. uesti datoi sono tuttora a L’applicazione della nuova classificazione rende auspicabile, e urgente, la conduzione di più studi epidemiologici multicentrici, basati sulla popolazione.

Da questi poi potranno essere elaborati idonei programmi di salute e prevenzione pubblica, con uno stanziamento di risorse proporzionato ed adeguato alla prevalenza riscontrata.



 
 
 
 

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