Il prof. Camillo D’Arcangelo ci parla delle soluzioni additive e di quelle resettive e della minima invasività applicabile attraverso le tecniche digitale
Le tecniche adesive hanno completamente rinnovato l’approccio clinico e le procedure in odontoiatria, specialmente in ambito protesico. Grazie a queste tecniche, oggi sono possibili “Soluzioni additive”, cioè soluzioni che non prevedono l’ulteriore sacrificio di tessuto sano per eseguire correttamente il restauro. Con le procedure tradizionali, che solitamente chiamiamo “Soluzioni resettive”, è invece sempre necessaria la rimozione di gran parte dello smalto e della dentina sani.
A ricordarlo è il prof. Camillo D’Arcangelo (nella foto), Professore Ordinario e Direttore dell’Unità di Odontoiatria Restaurativa dell’Università di Chieti nonché Past President SIDOC, responsabile scientifico e docente del corso “Protesi adesiva: procedure additive e mini-invasive” promosso da Edra.
“L’odontoiatria è molto cambiata negli ultimi 15-20 anni, questo grazie ad una serie di materiali, di tecniche, di innovazione”, spiega il professor D’Arcangelo, indicando poi le due tendenze principali che hanno cambiato completamente le tecniche e le procedure odontoiatriche: il concetto di minima invasività da un lato, e la tecnologia digitale dall’altro. “Oggi facciamo un’odontoiatria completamente nuova, totalmente diversa”. Nell’odontoiatria moderna quindi, le procedure “mini-invasive”, che “vanno a toccare ed invadere poco o niente i tessuti fisiologici della cavità orale del paziente”, sono accompagnate dalle nuove tecnologie digitali che rendono non solo possibile semplificare tali procedure, ma rendono anche più fruibile la collaborazione coi colleghi e con il paziente.
Ma è sempre possibile utilizzare questa metodologia?
Per il prof. D’Arcangelo “non è possibile farlo sempre e comunque, ma è altrettanto chiaro che questo è il concetto ideale della protesi, cioè: andare a restaurare i denti, a fare dei restauri protesici senza andare a toccare i denti stessi.” Nonostante ciò, anche qualora non sia possibile ricorrere alle tecniche non-invasive, le preparazioni, quindi la sottrazione di tessuto sano, diventano “estremamente limitate e mirate, nel rispetto totale della fisiologia del dente e dell’apparato stomatognatico del paziente”.
“Questo comporta una serie di vantaggi da un punto di vista tecnicistico quindi di realizzazione, ma anche da un punto di vista prognostico, fisiologico e funzionale”, conclude. Parlando di materiali, il professore ci illustra come, in ambito protesico, le tecniche totalmente additive consentano di impiegare materiali adesivi innovativi come le nuove ceramiche o i compositi, ma anche la Zirconia, nato come non adesivo ma impiegato con tecniche adesive: “solo con l’adesione possiamo essere minimamente invasivi”.
La protesi adesiva risulta essere preferibile rispetto al passato?
“È evidente che più tessuto sano togliamo, più alteriamo il comportamento fisiologico del dente, rischiando: fratture, decementazioni, problematiche parodontali, problematiche funzionali, problematiche occlusali; meno tocchiamo [il dente] più il dente continua a funzionare […] fisiologicamente, il che significa che il nostro restauro funzionerà più a lungo nel tempo.” In ultima istanza, l’invito del professore è quello di “Avere delle tecniche semplici, ripetibili, affidabili è oggi la chiave del successo; in questo corso cercheremo di dare questi principi, cioè di fornire delle tecniche altamente non invasive, spesso totalmente non invasive, che siano semplici, ripetibili e soprattutto affidabili.” Durante il corso Protesi adesiva: procedure additive e mini-invasive verranno mostrate le procedure step by step per riabilitare l’occlusione del paziente e ripristinare un sorriso altamente estetico. Attraverso casi clinici, saranno poi analizzate le proprietà di materiali adesivi e i criteri per una corretta scelta dei materiali per ogni specifico caso.
Il video-corso consta di 4 moduli, rilascia 6 crediti ECM ed è disponibile a questo link.
Sotto la video intervista completa al prof. Camillo D’arcangelo.
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