Tra le criticità esposte da CNA e Confartigianato, il profilo fermo al 1928 e il troppo abusivismo nella professione svolto da soggetti non abilitati alla fabbricazione delle protesi
I Presidenti nazionali e i rispettivi responsabili di CNA SNO Odontotecnici e Confartigianato Imprese Odontotecniche hanno tenuto un incontro congiunto presso il Ministero della Salute, illustrando un quadro del settore dell’odontotecnica, rappresentato da oltre 23.000 addetti operativi in circa 13.000 laboratori, che sta vivendo una situazione di grave difficoltà
A darne notizia, il sito del CNA indicando in due gli elementi «fortemente penalizzanti» per la categoria.
1) La disciplina del settore, ancorata a norme risalenti al 1928.
2) L’esercizio abusivo della professione odontotecnica, aggravato dal recente sviluppo di nuove tecnologie che consentono la fabbricazione di dispositivi anche da parte di soggetti non abilitata.
Sul primo punto i rappresentanti delle Associazioni odontotecniche hanno ricordato come la figura professionale dell’odontotecnico sia ancora disciplinata dal Regio Decreto 31 maggio 1928, n. 1334 che la definisce come “arte ausiliaria delle professioni sanitarie”.
«Tale normativa –sostengono- poggia su un’immagine obsoleta dell’odontotecnico determinando, da un lato, un’ingiustificata compressione del ruolo professionale e, dall’altro, risultando inadeguata a tutelare la salute dei pazienti».
Associazioni che come l’attuale profilo che norma l’odontotecnico «non fa riferimento alcuno ai “dispositivi medici su misura”, tra i quali rientrano i prodotti realizzati dagli odontotecnici, che sono invece puntualmente normati a livello europeo dal Regolamento Ce 2017/745, che ha confermato e rafforzato il ruolo del “fabbricante” di dispositivi medici su misura, attribuendo allo stesso una serie di responsabilità sul piano del controllo della qualità, delle prestazioni e della sicurezza del dispositivo, nonché della documentazione e dichiarazione di conformità del manufatto al Regolamento stesso». «In sostanza –evidenziano- il diritto europeo richiede ai nostri “fabbricanti” massima attenzione sul versante della valutazione di conformità, della vigilanza, della sorveglianza sul mercato e della rintracciabilità dei richiamati dispositivi. L’attuale “deminutio” non è quindi più ammissibile».
Per CNA SNO e Confartigianato, «la discrasia tra la normativa comunitaria e la disciplina nazionale limita fortemente quindi, di fatto, l’odontotecnico nell’esercizio del proprio ruolo di fabbricante. Emerge dunque nettamente come sia necessario e urgente definire con chiarezza l’ambito di attività e il ruolo dell’odontotecnico, mantenendo la distinzione da quello professionale dell’odontoiatra al quale è riservato, in via esclusiva, ogni atto preventivo, diagnostico, terapeutico e riabilitativo sul paziente».
Sul profilo e il perimetro di attività dell’odontotecnico le Associazioni ritengono che, «ai fini del perseguimento degli obiettivi di trasparenza e di tutela della sicurezza del cittadino» sia necessario «ridefinire inequivocabilmente il perimetro di attività dell’odontotecnico affinché possa, nel suo ruolo esclusivo di fabbricante di dispositivi medici su misura in campo odontoiatrico, adempiere alle prescrizioni del Regolamento: questa è stata la posizione espressa durante l’incontro dai rappresentanti dell’odontotecnica richiedendo tutta l’attenzione da parte del mondo politico affinché il legittimo riconoscimento del ruolo e del grado di autonomia e responsabilità dell’odontotecnico possa tradursi nella garanzia della qualità della protesi dentale e quindi nella sicurezza del paziente odontoiatrico».
Nuovo profilo che per le Associazioni deve contenere questi capisaldi:
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