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28 Settembre 2023

Contributo ad ENPAM da parte delle società: queste le sanzioni

Gli uffici ENPAM starebbero preparando una maxi operazione di contrasto all’evasione contributiva delle società odontoiatriche che verrà messa a segno nel 2024

Nor. Mac.

Il faro del nucleo ispettivo dell’Ente di previdenza di medici e dentisti sarebbe puntato sul contributo dello 0,5% del fatturato, che quest’anno deve essere pagato entro il 2 ottobre (la scadenza sarebbe il 30 settembre ma cade di sabato).  

Sono soggette a quest’obbligo le società operanti nel settore odontoiatrico tenute alla nomina di un direttore sanitario odontoiatra, poliambulatori compresi (ma lo 0,5% deve essere versato solo sulle prestazioni riferite alle cure odontoiatriche). Sono invece esclusi gli studi associati e le StP ma solo se non hanno nominato un direttore sanitario.  

L’obbligo è stato introdotto con la Legge di Bilancio 2017 ed è entrato in vigore, dopo alcune proroghe, nel 2019, per il fatturato del 2018. A questo link un nostro approfondimento sulle modalità per assolvere all’obbligo. (

Nel 2024 decorreranno dunque cinque anni dal termine fissato per il primo versamento. «L’ENPAM non farà scattare la prescrizione», assicura l’Ufficio stampa dell’Ente di previdenza di medici e dentisti. Chi non ha versato finora rischia sanzioni fino al 60% del contributo dovuto, oltre agli interessi che inevitabilmente scatteranno». Ufficio stampa che non commenta le voci di una imminente operazione finalizzata al contrasto dell’evasione contributiva proprio verso le società chiamate a versare il contributo del 0,5%.  

Ma quanto ammonterebbe la sanzione?  

Ipotizzando una società con un fatturato di 300 mila euro (più o meno la media indicata dalle dichiarazioni ISA per le società odontoiatriche), il contributo dovuto è di 1.500 euro l’anno. Se dal 2019 non ha dichiarato e versato nulla, al momento dell’accertamento dell’ENPAM si ritroverà a pagare 2.400 euro, più gli interessi di mora che di recente sono arrivati a toccare il 12%. Quindi 180 euro in più per ogni anno che passerà.  

«Per chi vuole mettersi in regola spontaneamente ci sono due strade. Le società che non hanno ancora un codice ENPAM, e non hanno area riservata attivata sul sito, possono inviare una pec all’indirizzo nucleoispettivo@pec.enpam.it e attendere istruzioni», spiega l’Ufficio stampa.

«Le società già munite di codice ENPAM devono invece entrare nella loro area riservata dove, a compilare la dichiarazione per il 2022, possono presentare le dichiarazioni di fatturato per le annualità 2018, 2019, 2020 e 2021, che si trovano nella sezione “Regolarizzazione annualità precedenti”. A quel punto potranno fare un bonifico per i contributi dovuti, inserendo nella causale il codice ENPAM e le annualità sanate, e inviare la ricevuta via pec al nucleo ispettivo. Sarà poi il servizio a calcolare e comunicare gli ulteriori importi da pagare a titolo di sanzione. Autodenunciarsi, comunque, è sempre più conveniente».  

Nel 2022, fatturato 2021, ENPAM ha incassato (fonte bilancio ENPAM) grazie a questo contributo circa 7miloni 500 mila euro con un aumento di un terzo rispetto all’esercizio precedente.   In queste settimane sulla pagina Facebook di Odontoiatria33 un lettore, commentando la nostra notizia sulla scadenza del 2023, ha informato di una sentenza che entrerebbe nel merito dell’obbligo contributivo. Da quanto Odontoiatria33 è riuscito a capire (non siamo riusciti a risalire alla sentenza ma solo ai commenti), una società ha ricorso contro la diffida che ENPAM gli avrebbe inviato sul presunto mancato pagamento, ma i Giudici hanno respinto il ricorso con la motivazione che l’ENPAM non ha ancora aperto un accertamento con richiesta di pagamento nei confronti del ricorrente. Di fatto gli si dice: fino a quanto non ti sanzionano e ti impongono di versare, ti chiedono conto del mancato versamento, non puoi proporre ricorso.  


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