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03 Aprile 2024

Studi professionali: via libera al rinnovo del CCNL

ANDI e le altre Associazioni aderenti a Confprofessioni hanno approvato all’unanimità l’ipotesi di rinnovo del contratto. SIASO lo contesta per vie legali


Via libera del Consiglio generale di Confprofessioni all’ipotesi di contratto collettivo degli studi professionali sottoscritto lo scorso 16 febbraio tra le parti sociali. Le 20 associazioni che aderiscono alla Confederazione, tra cui ANDI, hanno approvato all’unanimità il nuovo CCNL che avrà una durata triennale e che introduce nuovi strumenti per rilanciare l’occupazione e importanti misure per potenziare il welfare all’interno degli studi professionali. 

In una fase economica molto delicata per il sistema professionale italiano, il Consiglio generale ha accolto con grande favore la nuova piattaforma contrattuale” ha dichiarato il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella. “In un contesto in cui i giovani neolaureati mostrano una scarsa propensione alla libera professione, sono state particolarmente apprezzate le misure, quali l’apprendistato per il praticantato, che puntano a favorire l’ingresso dei giovani nel mondo professionale. In quest’ottica, inoltre, il nuovo CCNL introduce e regolamenta alcuni istituti che rendono più flessibile l’accesso al mercato del lavoro come lo smart working. Molto positive anche le reazioni al potenziamento del welfare contrattuale che estende le tutele ai familiari dei lavoratori e l’introduzione, per la prima volta nel panorama della contrattazione collettiva, di una giornata dedicata alla prevenzione”.  

Tra le novità che interessano l’odontoiatria, oltre gli aumenti contrattuali (si veda il nostro approfondimento), la possibilità per gli ASO di essere inquadrati al terzo livello e l’integrazione rispetto al precedente CCNL, con definizione dei compiti, della figura del CSO (Collaboratore di Studio Odontoiatrico).  Ma proprio sul CSO nasce lo scontro con il sindacato degli ASO, il SIASO che fin dalla pubblicazione dell’ipotesi di rinnovo del CCNL si è schierato contro (si veda il nostro approfondimento).

La nostra impressione –aveva detto ad Odontoaitria33 il Segretario nazionale SIASO Fulvia Magenga- è che si voglia ancora una volta tentare di istituzionalizzare una ASO di serie “B”, senza un percorso formativo adeguato, con una retribuzione più bassa e contro questo il SIASO si batterà con tutte le forze, sia attraverso le vie legali che con manifestazioni di piazza per sensibilizzare anche i pazienti. Noi non siamo contrari all’individuazione di una figura intermedia, ma questa deve essere ben distinta sia dall’ASO che dal personale di segreteria. Quanto scritto nel CCNL in tema CSO non fa altro che creare confusione e poca chiarezza”.  

Di parere diverso ANDI che in una nota inviata ai propri Dirigenti per illustrare le novità del CCNL, sottolinea come quella del CSO “non si tratta di una figura sovrapponibile alla ASO né in opposizione ad essa; il CSO può, tuttavia, svolgere le mansioni di base della attività di supporto dell’Odontoiatra, ad esclusione della assistenza diretta alla poltrona e delle procedure di validazione e controllo della sterilizzazione degli strumenti riutilizzabili”. 

Rassicurazioni che non sembrano aver convinto il SIASO che, attraverso una nota stampa, informa di aver “conferito allo studio legale Stefanelli & Stefanelli, specializzato in diritto sanitario, l’incarico di promuovere le necessarie attività legali per rilevare gli eventuali profili di censura attinenti alla figura professionale del Collaboratore di Studio Odontoiatrico (c.d. CSO)”. “Lo Studio Legale –conclude la nota- è stato infatti investito di tutelare i diritti e le prerogative degli assistenti di studio odontoiatrico ove gli stessi siano lesi dalla nuova figura del CSO recentemente disciplinata dalla contrattazione collettiva nazionale. Nei prossimi mesi, il Sindacato renderà note le attività legali intraprese”.


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