State tranquilli, non parleremo di Suv, di tasse, di studi di settore, di lotta all’evasione ma di quanto il Governo ha previsto per l’odontoiatria. Già, perché, nelle 253 pagine del documento approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 settembre, alcuni articoli dei 217 presentati, diciamo subito non molti, toccano direttamente l’odontoiatria. La manovra finanziaria dovrà passare al vaglio delle Camere prima di diventare Legge e subirà certamente “alcuni” correttivi.
La più concreta tra le norme “odontoiatriche” è quella che dovrebbe penalizzare abusivi e prestanomi prevedendo la confisca delle attrezzature.“In caso di condanna per violazione dell’articolo 348 del codice penale –b così recita il testo licenziato dal Consiglio dei Ministri - il giudice ordina la confisca delle attrezzature appartenenti all’esercente la professione sanitaria o a colui che ha abusivamente esercitato la professione sanitaria, ovvero appartenenti a società alle quali l’uno o l’altro partecipano, le quali siano state utilizzate per l’esercizio abusivo della professione sanitaria.”
Non sappiamo se basteranno queste 394 parole per frenare il fenomeno -personalmente avrei inserito anche l’automatica sospensione, per almeno un anno, dall’esercizio dell’attività del prestanome e ci aspettiamo già voli pindarici di solerti avvocati per tutelare le attrezzature di abusivi e compari. Ma vedersi confiscato riunito e strumentario comincia essere un deterrente più concreto della ridicola multa che spesso viene comminata.
Sicuramente una “vittoria” delle associazioni di categoria che da tempo chiedevano, inutilmente finora, un segnale da parte delle istituzioni contro un fenomeno, che è molto odontoiatrico, ma che sta cominciando a “spopolare” anche in altri campi della sanità: come per esempio quelli della fisioterapia e della medicina estetica. Merito anche del Ministro Turco che ha accolto quelle richieste. Il secondo articolo, degno di nota per noi “fan” del settore odontoiatrico, è quello che premia le Regioni che applicheranno i Lea, aumentandone i finanziamenti.
Il terzo è quello che prevede lo stanziamento di 100 milioni di euro per ammodernare gli ambulatori odontoiatrici pubblici; ovvero poco meno di 5 milioni di euro per ogni regione (sempre che i soldi vengano divisi in parti uguali). L’ Emilia-Romagna stanziò questa stessa cifra lo scorso anno per ammodernare i propri ambulatori odontoiatrici, scoprendo poi (stando alle notizie pubblicate sulla stampa locale) che non erano sufficienti.
Fine delle norme in finanziaria dedicate al settore. Certo. Poi ci sono tutti gli articoli che toccano i dentisti in quanto professionisti, di cui, per ora, non ci occupiamo.
La considerazione, del tutto personale, è che come al solito il Governo non ha avuto il coraggio, o la volontà, di voler davvero migliorare l’assistenza odontoiatrica degli italiani. Per rendere concrete le parole del Ministro Turco, che da quando si è insediata continua a indicare il potenziamento dell’odontoiatria pubblica tra le priorità, bisogna investire più di quello 0,1 per cento della spesa sanitaria previsto in finanziaria per l’odontoiatria (quest’anno la spesa sanitaria complessiva in Italia si attesterà sui 100mila milioni di euro -fonte Assr.it). Oppure trovare formule alternative accordandosi, magari, coni dentisti privati chiedendo gli di fornire alcune prestazioni alle fasce socialmente deboli e potenziando i grandi centri pubblici per l’assistenza dei pazienti critici e affetti da patologie complesse. O anche ascoltare quanto da tempo le associazioni propongono per rilanciare il settore: aumentare la percentuale di detrazione da parte dei pazienti che hanno sostenuto spese odontoiatriche: peraltro maggiori detrazioni che potrebbero essere compensate da un maggior gettito fiscale. Aspettiamo la prossima Finanziaria, sperando che durante il confronto parlamentare quel poco dedicato all’odontoiatria non venga cancellato.
GdO 2006; 14: 1
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