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30 Ottobre 2006

"Visto da fuori" - Finanziaria 2007… Parte seconda

di N. Maccagno


Dedicando il Visto da Fuori, lo scorso, alla Finanziaria nel pieno del proponi e smentisci parlamentare, sapevamo di rischiare di dare delle notizie che quando lette potevano risultare già vecchie.
Così è stato. Poco male, la notizia ci serve per avanzare delle considerazioni e la considerazione era quella di notare come il ministro della salute, a fronte di tante parole sulla necessità di favorire l’accesso alle prestazioni odontoiatriche da parte dei cittadini, non era riuscito a concretizzarle con norme realmente incisive: mai termine è stato così pertinente. Vediamo ora cosa è cambiato nella Finanziaria 2007, con la premessa, d’obbligo, che stiamo parlando ancora di proposte.
Tra le modifiche che interessano l’odontoiatria constatiamo che, come avvenuto già nella scorsa legislatura per la proposta avanzata dalla senatrice Boldi, l’abusivismo sanitario non è un tema ascrivibile a una legge di bilancio e quindi l’art 92 è stato stralciato dal testo della finanziaria.

L’articolo è stato poi riproposto sotto forma di disegno di legge dal Governo, ma per vederlo eventualmente diventare legge si dovrà attendere il normale iter parlamentare.
Se la norma contro l’abusivismo “lascia” il testo della Finanziaria, attraverso un emendamento proposto dallo stesso ministro Turco e ufficializzato in televisione nel salotto di Vespa, vengono introdotte tre norme in materia di assistenza odontoiatrica.

La prima riguarda i Lea  e prevede l’integrazione delle prestazioni in materia di programmi di tutela della salute odontoiatrica nell’età evolutiva e dell’assistenza odontoiatrica e protesica da garantire uniformemente sul territorio nazionale a determinate categorie di soggetti in condizioni di particolare vulnerabilità.
La seconda determina, se verrà approvata integralmente, che le prestazioni di assistenza odontoiatrica e applicazione di protesi dentaria indicate in un elenco ed erogate da strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale e da professionisti e strutture private accreditate, potranno godere di una detrazione maggiore del 19 per cento, fino a un tetto massimo di minori entrate di 90 milioni di euro per il 2008 e di 76 milioni di euro per il 2009.

L’elenco delle prestazioni, ma anche delle tariffe massime esigibili, sarà determinato tra ministero della salute e conferenza permanente stato - regioni. Anche se non si può ipotizzare la percentuale di detrazione, la norma ci lascia dubbiosi.
Dubbiosi non certo per i vantaggi che le maggiori detrazioni potrebbero portare sia ai pazienti che al settore, ma per il fatto che i cittadini dovranno rivolgersi, per ottenere lo sconto fiscale, solo alle strutture accreditate con il Ssn: che sappiamo essere, per le prestazioni odontoiatria, quasi esclusivamente le grosse strutture.

Oggi la detrazione del 19 per cento è ammissibile per tutte le prestazioni sanitarie erogate sia dal pubblico che dal privato. Perché in questo caso dovrebbe essere diverso?

Non essendoci stato fino a ora un mercato delle prestazioni odontoiatriche convenzionate, perché oggi un dentista privato doveva accreditarsi con il Ssn? Per questo lo sono principalmente le strutture che forniscono anche altre prestazioni rimborsate dal Ssn.
Il rischio potrebbe quindi essere che invece di agevolare il cittadino che già oggi si rivolge, a fatica, al servizio pubblico, la norma lo penalizzi.
è ipotizzabile che le strutture private accreditate, che offrono gratuitamente (rimborsate dalla regione con cifre insufficienti a coprire le sole spese) prestazioni odontoiatriche secondo le regole del Ssn, ma anche a pagamento, “scoraggiando” i fruitori dell’odontoiatria a carico del Ssn, incentivino, di fatto, chi può pagare. E le prestazioni a pagamento, grazie allo sconto fiscale, diventano concorrenziali rispetto a quelle praticate dal dentista privato.

Infine il terzo comma indica che le precedenti norme decadono con l’attivazione dei fondi integrativi previsti dalla riforma Bindi.

Ma su questo punto resta sempre valida la domanda che ci poniamo ogni volta che sentiamo riformulare la proposta di un fondo ad hoc per l’odontoiatria: ma i soldi dove si trovano?

 
 

GdO, Fascicolo - 15 - pag.1

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