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13 Settembre 2010

Troppa pulizia fa male?

di Debora Bellinzani


Igiene e malattia: tra queste due condizioni potrebbe, in alcune situazioni, esistere un collegamento. Secondo un gruppo di ricercatori statunitensi è il caso delle malattie infiammatorie croniche intestinali, che potrebbero, in soggetti predisposti, iniziare a svilupparsi a partire da un disequilibrio della flora intestinale, dovuto a un’insistita igiene orale. In quale modo? Gli autori lo hanno spiegato attraverso le pagine della rivista Digestive Diseases and Sciences sottolineando che al momento si tratta di un’ipotesi, per quanto confermata dai risultati del loro studio.
“Il punto di partenza della nostra ricerca” spiega Shashideep Singhal, ricercatore presso il dipartimento di Medicina interna della Rosalind Franklin University of Medicine and Science di Chicago, negli Stati Uniti “sono stati alcuni studi che hanno dimostrato come la composizione della flora intestinale sia condizionata da quella della flora orale: è stata provata, per esempio, una correlazione tra le popolazioni di batteri presenti nella saliva e nelle feci di un individuo in un dato momento. Da qui abbiamo immaginato che le pratiche oggi utilizzate per l’igiene orale, che spesso si servono di agenti antibatterici, possano alterare la flora orale e provocare cambiamenti anche in quella dell’intestino, legata allo sviluppo di malattie infiammatorie croniche intestinali”.
Per verificare la loro ipotesi i ricercatori hanno coinvolto 83 pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali (Ibd) e un gruppo di controllo formato da 54 loro parenti sani; dei soggetti con Ibd il 69% era affetto da malattia di Crohn e il 31% da colite ulcerosa. “Le risposte al questionario che abbiamo somministrato indicano che, all’insorgere della malattia, i soggetti con Ibd erano molto più attenti all’igiene orale rispetto al gruppo di controllo: avevano infatti una maggiore frequenza nello spazzolare i denti e la maggior parte di essi utilizzava filo interdentale e collutori addirittura più di due volte al giorno” prosegue il ricercatore. “Questi dati sostengono l’ipotesi secondo cui il disturbo dell’omeostasi della flora orale e di conseguenza di quella intestinale, con un disequilibrio tra le popolazioni di batteri dannosi e protettivi, porta ad alterazioni nelle risposte immunitarie e allo sviluppo di Ibd negli individui geneticamente suscettibili.”
“Dai risultati emerge che, per contro, le malattie infiammatorie croniche intestinali a loro volta possono avere manifestazioni orali che complicano il quadro della salute di questi pazienti” conclude Singhal. “La malattia di Crohn in particolare è associata a disturbi quali ulcerazioni della mucosa orale, xerostomia, lesioni granulomatose, gonfiore delle labbra e malattia parodontale. Benché non vi siano in letteratura dati comparabili ai nostri per mancanza di indagini sull’argomento, ciò che emerge è una sorta di doppia relazione tra cavo orale e Ibd: da un lato le malattie infiammatorie croniche intestinali causano disturbi orali a cui vanno dedicate cure specifiche, e dall’altro è probabile che una attenzione eccessiva all’igiene orale possa avere favorito lo sviluppo della malattia.”
“The role of oral hygiene in inflammatory bowel disease”
Dig Dis Sci 2010 May 11 [Epub ahead of print].

GdO 2010;12

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